Ecco la bozza dell’Accordo sulle Entrate tra la Regione e lo Stato: confondere il commercio con le istituzioni

È tipico dell’autonomismo confondere i soldi con i principi e con le leggi. L’accordo che la Regione sta per firmare col governo (qui il testo), con tutto il PD che immagina di intestarselo e che invece avvantaggerà molto la Lega, perché è in puro spirito nordista, è questo: pochi soldi subito per grandi principi violati per sempre.

Vecchia storia: anche il sardo-fascismo trovò nella legge del Miliardo un validissimo strumento propagandista. E il miliardo ritorna: pane contro libertà, dignità e responsabilità. È tornato Caligola.

Vediamo l’accordo nel dettaglio.

L’articolo 2 è un capolavoro: una fregatura di Stato di proporzioni immani. La sentenza della Corte Costituzionale 6/2019 ha sancito che 285 milioni di euro versati dalla Regione Sardegna allo Stato negli anni 2018 e 2019 non erano dovuti. In due anni fanno 570 milioni di euro.

Solinas si è messo a giocare con i numerini con Salvatore Bilardo, il vero capo della Finanza pubblica, che è come sfidare Hamilton in velocità, e cosa fa? Solinas accetta, incredibilmente, di confermare, contro ciò che aveva detto la Corte Costituzionale, quanto il Governo italiano si è preso nel 2018 e nel 2019, cioè 684 milioni nel 2018 e 535 milioni nel 2019.

Solinas, con pronunciamenti a favore della Sardegna del tribunale delle leggi (cioè della Corte Costituzionale), forte di un credito di 570 milioni di euro cosa fa? Si inchina a Bilardo.

Ma la cosa peggiore è che all’art. 5 il Presidente della Regione Sardegna accetti un accordo saldo e stralcio (come fanno le banche, o meglio, certe banche, alcune anche molto isolane, con privilegiati clienti o con loro amministratori, e cioè: prima finanziano il debito di questi privilegiati, poi lo rinegoziano, lo rinegoziano, lo rinegoziano, e alla fine lo chiudono, sulla pelle degli altri risparmiatori, a saldo e stralcio se va bene al 50%, ma va benissimo anche al 30% ). Lo Stato doveva alla Sardegna, per sentenze ormai definitive, 570 milioni di euro, più circa 80 milioni dovuti per questioni minori e altre questioncelle che non sto qui a elencare. Totale, fatto da Paci a suo tempo, circa 700 milioni. Cosa fa Solinas? Accetta (e qui Bilardo se lo è impanato e fritto per benino) 412 milioni, ma neanche tutti e subito, No! A rate. Prima erogazione nel 2020: 7 milioni di euro! Sono cose che si commentano da sole per quanto sono vergognose.

Ma andiamo avanti.

All’art. 2 si prevede che dal 2020 lo Stato rispetti la sentenza della Corte Costituzionale e dunque che la Sardegna concorra alle esigenze di finanza pubblica con 383 milioni di euro all’anno. E dunque la Sardegna non incasserà più i 7/10 delle imposte, ma i 6/10. Con un accordino fatto col tavolo inclinato della competenza a favore dello Stato, si modifica lo Statuto e tutti sono contenti. Le diverse sentenze della Corte Costituzionale hanno sempre detto che anche la Sardegna deve concorrere alle esigenze di finanza pubblica, ma anche che gli accordi tra il Governo e la Regione devono avere un inizio e una fine, non un carattere permanente di modifica di leggi di rango costituzionale. E invece, il prelievo di 383 milioni è configurato come un ‘fine pena mai’.

L’articolo 4 è un capolavoro di perfidia di Stato.

Dice che lo Stato può aumentare il contributo della Regione Sardegna agli equilibri di finanza pubblica, per ragioni genericamente definite ‘eccezionali’, di un 10% in via ordinaria, e di un altro 10% per periodi limitati. Fate due conti: incrementate 383 milioni di euro del 20% e si arriva a circa 460 milioni. Si prevede per privilegio eccezionale di Stato l’ulteriore riduzione dei 7/10 da Statuto.

Cosa sono gli eventi eccezionali? Che so io, un aumentino dello spread? O una lettera dell’UE che dice di ritoccare i conti? Ma come si fa a predisporre accordi di questo tipo senza conoscere la storia, remota e recente, le persone, lo Stato e anche, si licet, l’italiano (cioè la lingua)? L’italiano, diceva Sciascia, non è l’italiano, è ragionare. Io, che non sono Sciascia, penso che l’italiano di Dante era ‘ragionare’, l’italiano di Giolitti era ‘fregare’.

De hoc satis, per oggi.

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