Economia

Dopo l’alluvione arriva lo tsunami romano

imagesMeno male che dopo la disastrosa alluvione del 18 novembre lo Stato italiano aveva sospeso il pagamento dei tributi. Era un gesto doveroso per aiutare i cittadini, le famiglie, le imprese che si sono trovati istantaneamente senza più nulla o alle prese con enormi spese impreviste.

Dopo poco più di un mese, tempo evidentemente ritenuto necessario per rimettere le cose a posto,  cosa fa il Ministero dell’Economia e delle Finanze?

SARDEGNA, VERSAMENTI TRIBUTARI SOSPESI DEVONO ESSERE EFFETTUATI ENTRO IL 27 DICEMBRE

Gli adempimenti e i versamenti tributari sospesi nei territori della Sardegna colpiti dall’alluvione devono essere effettuati entro il 27 dicembre 2013. Lo prevede un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, in cui viene precisato che la sospensione stabilita con il provvedimento del 30 novembre scorso si applica anche ai soggetti residenti o aventi sede operativa nei territori individuati dalle ordinanze di dicembre del Commissario delegato per l’emergenza (che hanno ampliato l’elenco dei Comuni danneggiati rispetto a quelli inseriti nell’ordinanza del 22 novembre). Anche in questi casi i versamenti e gli adempimenti devono essere effettuati entro il 27 dicembre 2013, senza l’applicazione di interessi e sanzioni.
Gli intermediari per la riscossione devono versare le somme riscosse non oltre il 31 dicembre 2013.

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Roma, 21 dicembre 2013

Il Ministero non si preoccupi. Gli alluvionati, per non pagare le tasse, sono già tutti scappati nei Caraibi. A nuoto.

In serata la rettifica.

Da tgcom24.mediaset.it:  Sarà prorogata la sospensione degli obblighi fiscali per le zone colpite dall’alluvione di novembre in Sardegna. Lo rendono noto fonti di Palazzo Chigi. Inizialmente era stato previsto che gli adempimenti e i versamenti tributari dovevano essere effettuati entro il 27 dicembre. Ma amministratori locali e imprese avevano fortemente protestato contro il decreto del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, fino ad ottenere la proroga.

Quindi Roma tappa la falla con le fonti di Palazzo Chigi. Sempre di acqua si tratta.  (MM)