Elezioni, Politica

Il documento del Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi:
– ribadita la disponibilità del Partito dei Sardi al dialogo con tutte le forze politiche presenti in Sardegna, eccetto quelle che esprimono posizioni razziste o violente;
– censurata la natura antidemocratica della legge elettorale italiana che rende impossibile l’elezione per i partiti sardi che si presentassero da soli alle imminenti elezioni italiane nei collegi proporzionali;
– confermata la volontà di lavorare, anche nell’occasione delle elezioni italiane, per ricomporre le fratture che tengono disunito il popolo sardo (rendendolo meno forte davanti allo Stato italiano) ed evitare che se ne generino di nuove proprio durante e per la competizione elettorale;
– ribadita l’esigenza di difendere e valorizzare l’esperienza di un indipendentismo di governo capace di dare risposte concrete alla attese di serenità, prosperità e libertà dei sardi, in modo da educare alla responsabilità, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e combattere la pedagogia della ‘paura del futuro’ che porta alla consegna di sé a chi si ritiene più forte e più capace;
– desideroso, come sancito dal Congresso Nazionale, di aprire orizzonti di “convergenza nazionale” fra i sardi per le prossime elezioni sarde, costruendo un percorso graduale e legale di aumento delle libertà, dei poteri, dei diritti e della ricchezza della Sardegna e dei Sardi, sottoscrivibile da forze sia indipendentiste, che autonomiste, democratiche e liberali;
– deciso a far valere un metodo di azione politica diversa, ostile ai pregiudizi e ai veti che hanno da sempre avvelenato la politica sarda, basato su un dialogo trasparente, sulla definizione di obbiettivi condivisi, sull’esigenza generale di aumentare i poteri della Sardegna;

ribadisce la propria disponibilità a vagliare entro e non oltre lunedì 8 gennaio gli spazi per una intesa politica che si basi sui seguenti punti consequenziali:

• Pieno, sereno, esplicito riconoscimento, all’interno di qualsivoglia coalizione, della presenza della componente indipendentista democratica: allearsi col Partito dei Sardi significa non temere di dire che si è alleati con un indipendentismo pacifico, legale, dialogante, riformista, democratico, progressivo; reciprocamente, il Partito dei Sardi non ha alcuna remora, e lo ha dimostrato, a riconoscere e difendere la propria alleanza con i partiti legali, democratici, pacifici e riformisti che abbiano a cuore gli interessi nazionali della Sardegna pur non essendo indipendentisti;
• Convergenza sull’esigenza di chiedere ai sardi, anche alle elezioni politiche italiane, un voto fondato sui diritti, sugli interessi e sulle questioni specifiche dei sardi e che preveda una seria strategia per farli emergere nel confronto col Governo italiano;
• Definizione di una serie di obbiettivi concreti che vincolino l’impegno degli eletti della coalizione al perseguimento di risultati concreti in materia di insularità, rapporti con l’UE, fiscalità agevolata, accantonamenti, entrate e bilancio pubblico, educazione e scuola, beni culturali, bilinguismo e insegnamento curricolare del sardo, politiche infrastrutturali, politiche del lavoro, servitù militari. Per il partito dei Sardi la campagna elettorale è possibile solo se riguarda il bene della Sardegna.
• Riconoscimento della legittimità del Partito dei Sardi a candidarsi alla guida della coalizione per le future elezioni sarde: allearsi col Partito dei Sardi significa aprirsi all’idea che per vincere le prossime elezioni sarde si deve produrre un fatto nuovo nella storia della politica sarda, un fatto nuovo che implica una ricomposizione del quadro politico sulla base dell’esigenza dell’aumento dei poteri della Sardegna, dell’aumento della ricchezza prodotta, dell’aumento delle libertà realmente esercitate e sulla costruzione di una coscienza di popolo e di nazione;
• Adeguate garanzie che la voce del Partito dei Sardi possa esprimersi direttamente all’interno del Parlamento italiano attraverso un proprio rappresentante, in modo da dar voce alle istanze della Nazione sarda anche attraverso un indipendentismo legale, pacifico, democratico, progressivo.

Questa disponibilità del Partito dei Sardi ad un confronto alto e trasparente è rivolta in generale a tutti coloro che condividono un sistema di valori democratico, liberale, libertario, europeista, solidarista e di impegno per il solo sviluppo sostenibile, ma lo è specificamente a quelle forze, come il Partito Democratico, che hanno voluto aprire col Partito dei Sardi un confronto politico basato su quanto qui ribadito e su altri punti di merito. In queste settimane il Partito dei Sardi ha gradito l’attenzione manifestata sia da Piero Fassino che quella, costantemente praticata dal segretario del Pd sardo Giuseppe Luigi Cucca, senza però potere apprezzare fatti politici conclusivi rispetto alle questioni poste. Le scadenze elettorali pongono a tutti un’esigenza di definizione.

Il Partito dei Sardi porrà infine il tema delle elezioni politiche all’attuale Governo sardo per verificarne la disponibilità a impegnarsi seriamente sulla soluzione rapida di alcune questioni rilevanti per gli interessi nazionali dei sardi che non sono ininfluenti per verificare la determinazione delle forze politiche a costruire una Sardegna diversa non solo nell’occasione di una possibile alleanza per le elezioni italiane e di vittoria per le prossime elezioni sarde ma ancor di più per dare risposta alle legittime aspettative ed esigenze dei sardi.

Il Direttivo Nazionale del Partito dei Sardi

Oristano, 4 gennaio 2018