Ho letto ridendo a lacrime l’intervista di Roberto Murgia, sull’Unione Sarda, a Roberto Deriu. I due si conoscono, sono amici, o meglio, sono nuoresi e due nuoresi, Satta docet, non sono mai amici fino in fondo.
Diciamo pure che il giornalista Murgia ha intervistato una delle sue fonti principali, giacché molti, per sapere cosa pensi Deriu, capogruppo Pd (ma intimamente incerto sull’identità politica come pochi altri) leggono Murgia, soprattutto quando non cita Deriu.
Robertino, come viene chiamato dagli intimi, in omaggio al diminutivo d’uso familiare, è il più grande condominio di personalità che io abbia mai conosciuto. Un giorno lo trovi ragionevole, quasi amorevole, disponibile, razionale, attento; un altro, te lo ritrovi scazzato, impudente, sprezzante e arrogante come non mai; il terzo, il più temibile, te lo ritrovi scrittore, abbacinato dalla saggistica e dalla narrativa; il quarto puoi trovarlo goliardico e frizzante nelle riunioni di associazioni studentesche universitarie che hanno consentito a taluni di invecchiare (c’è un’associazione sostenuta dal Nostro che si chiama Farmacia Cerebroprepuziale Ayurvedica), finanziati dal Consiglio regionale, facendo gli studenti; il quinto puoi riconoscerlo travestito da immobiliarista, pronto a far firmare a imprudenti assessori emendamenti di nazionalizzazione di case private, meglio se insistenti nella cinta daziaria di Nuoro.
La prossemica di Robertino è un mix di modelli.
L’approccio è da cattolico d’antan, con l’interlocutore accolto da bonomia parrocchiale e sguardo scettico (della serie: “Quante volte figliolo?” Per inciso, io risposi a un cappuccino che mi pose la domanda: “Sia preciso: di mano con la Traditrice, di fatto con Rosangela o di testa?”); subito dopo interviene un’inclinazione della testa, a significare attenzione, che Robertino ha copiato da una persona che stimava molto, il compianto Franco Mulas (di cui recentemente ha anche adottato gli occhiali a montatura leggera e il sorriso scettico), uno dei pochi nuoresi che apprezzava l’intelligenza cangiante di Robertino senza temerla e senza difendersene.
Infine, con l’età adulta, è sopraggiunta la patina estetica del cinismo, di chi ne ha viste troppe per credere come vera qualsiasi cosa gli si dica.
Questo mutaforma potteriano di cui solo lui conosce ciò che di sé non cambia, oggi è acquattato in attesa di un modo, un qualsiasi modo, per arrivare a fare il deputato, ma si accontenterebbe anche di fare il senatore.
È un obiettivo legittimo, ma a lui mancano le vitamine per rivendicarlo, quindi l’unica possibilità che gli residua, consiste nel posizionarsi in modo utile per avvantaggiarsi degli errori altrui. Deriu gioca “a chi sbaglia di più”.
Questo uomo politico che spera di essere sottovalutato dai suoi avversari, oggi sull’Unione fa il mago Otelma e afferma solennemente che i giudizi sulla decadenza della Todde arriveranno, se arriveranno, dopo il 2029.
Faccio due conti e mi chiedo come funzioni la sfera predittiva di Robertino: primo giudizio già pronunciato e emesso, quello del Collegio di Garanzia. Secondo giudizio, quello del Tribunale, già emesso. Terzo giudizio, quello della Corte d’Appello, programmato a ottobre di quest’anno. Pronunciamento della Corte Costituzionale previsto per ottobre.
Posto che io ho la certezza che Robertino non è coglione, rimane solo una possibilità: Robertino sa cose che io non so e sono cose che vengono dal mondo dei magistrati. Robertino è il primo indizio di ciò che ho sempre temuto sulla questione decadenza: ciò che non può il diritto farà il potere. Amen.

I rapporti sinistra-potere giudiziario sono sempre più evidenti. Fin da Tangentopoli, quando il pci-pds non fu quasi toccato dal pool di Milano, nonostante fosse coinvolto nelle tangenti fino al collo, come e più degli altri. Compresi i soldi ricevuti da Mosca a partire dal 1945 e fino all’epoca di Berlinguer, come accertato negli archivi del pcus. Nulla di nuovo, ahinoi!
Mi auguro che l’on. Deriu abbia fatto dichiarazioni che rappresentano solo ciò che lui ed i compagni sperano. Perché se veramente si arrivasse a dopo il 2029, ciò sarebbe un altro tassello che rafforzerebbe la tesi secondo cui tra la sinistra e certa magistratura esiste un legame di “amorosi sensi”. Non solo la politica sarebbe da ripulire, ma anche i Palazzi di Giustizia (giustizia?).
For now la magistratura ha fatto il suo dovere, per il resto, sono solo canzonette. Certo, con l’opposizione che tifa per la Todde…è dura.
ha dichiarato che la decadenza è presunta dopo che un Collegio di Garanzia e un Tribunale hanno detto che deve decadere evidentemente come scrive lei Prof. sa cose che gli altri non sanno poi bisogna aspettare chi presidierà la Corte nel processo d’appello
Un’ amica comune mi ha inviato intervista e tuo articolo, leggendo la prima ho pensato a Walt Whitman “Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini”, poi ho letto qui e ho riso molto, teme, teme, il poltronista doc
Caro Paolo se fa ridere (e fa davvero ridere) l’intervista a Robertino, il tuo articolo fa veramente scompisciare!!!
però, non conoscendolo personalmente, non posso avere la tua certezza su cosa non sia e quindi rimango nel dubbio…
Le personalità cangianti del piccolo (si fa per dire!) Bob fanno apparire come un agnellino il protagonista del film Split (da vedere) del regista Shyamalan. Infatti oltre a fare il finto preveggente è riuscito ad evitare alcune “bordate” diciamo “override” in quel di Nuoro barcamenandosi da vero mago meglio di Silvan, altro che Otelma!
Quanto al suo passaggio italico Dante avrebbe detto : “per altra via, per altri porti verrai a piaggia, non qui per passare…”
Il lonfo non vaterga né gluisce e molto raramente barigatta….diciamola così simpaticamente.
🤣🤣🤣🤣
Aggiungerei al mix di modelli la configurazione orto-botanica (ambiente naturale ricreato artificialmente). Lui fa il diserbante.
A lacrime 😭🤣