I premi e i festival, ormai, fanno parte del paesaggio estivo, inutile ragionarci sopra.
Personalmente trovo vergognosi alcuni compensi riconosciuti a giornalisti, attori e autori, nelle tante manifestazioni dell’estate sarda, ma so di essere condizionato da un certo trappismo che mi affligge da quand’ero ragazzo.
Tuttavia, non credo di aver torto a distinguere un attore, che vive professionalmente di teatro e di spettacolo, da un autore, che dovrebbe vivere di vendite e ringraziare – e non farsi pagare – se qualcuno organizza la presentazione di un suo libro, o, ancora, da un giornalista, che dovrebbe vivere di verità e non di performance, anche perché se la seconda prevale sulla prima è lecito farsi domande sulla sua professionalità.
In Sardegna, però, è facilissimo passare per scrittori, nonostante siano ormai più i mestieranti dell’intreccio dei praticanti della letteratura, e una volta divenuti tali, essere ammessi al ruolo di maître à penser, di guru, di performer, di polemista, di opinionista e chi più ne ha più ne metta. Todos caballeros, pero con caballos pequeños.
Comunque, in questo mondo degli inflazionati festival estivi (ormai fanno concorrenza ai santi delle sagre), delle camarille di furboni impettiti che si promuovono reciprocamente, delle patenti di magistralità diffuse a giumelle, mi sono imbattuto in un premio, che ha già fatto discutere altri commentatori, ma che non conoscevo.
Si tratta del Premio Comunicatore dell’anno, che in sé e per sé non è in niente mostruoso, ma che con una assoluta certezza possiamo affermare non serva alla promozione della turistica della Sardegna.
Si può incoronare il miglior comunicatore del mondo a Ischia, a Pantelleria , a Roma o a Milano e la cosa non cambierebbe.
Il contenuto del premio, per avere un valore promozionale, deve essere “naturalmente” connesso col territorio in cui si svolge.
Non è questo il caso.
E infatti, dove si svolge questo evento?
Al solito Forte Village, luogo di vacanza e di mediazione, una sorta di zona franca sarda, a spiaggia mobile, che sta in Sardegna allo stesso modo di come sarebbe potuta stare alle Seychelles.
Il Forte ha un’identità propria così spiccata che fa dimenticare il luogo in cui si trova.
Il premio del miglior comunicatore è connesso col Forte, cioè con il tipo di società che va in vacanza al Forte, ma non con la Sardegna. Il messaggio è chiaro: “Sceglieremo il migliore di noi, noi che facciamo un certo tipo di vacanze, che conduciamo un certo tipo di vita, che vediamo l’esistenza in un certo modo, che facciamo i soldi in un certo modo. E lo faremo al Forte, tempio della nostra way of life”.
Non vi sarebbe niente di male se l’Associazione Insulae, che organizza il premio, se lo pagasse di tasca sua o venisse finanziata, che so io, dall’Eni, o dalla Menarini, visto che i comunicatori di queste aziende sono in giuria.
Invece no. Chi ha finanziato questo premio di marziani? Il Consiglio regionale della Sardegna con la propria legge di stabilità (Tabella A, pag.4 di 6 del pdf) e per un ammontare mica da poco: 200.000 euro.
Lo dico senza voler offendere nessuno: il voto a favore di questo stanziamento è tra le azioni più imbecilli, stupide, cretine che io abbia mai potuto osservare, per un evidente motivo: è servile. I consiglieri regionali che lo hanno sostenuto non dovrebebro essere ricandidati per evidente inadeguatezza all’intelligenza del reale.
Se si va, poi, sul sito dell’evento, si possono fare nell’ordine, almeno due esperienze: 1) come essere sfacciati: Il premio “International Sardegna Awards Ichnos”, alla prima edizione, ha lo scopo di accogliere in Sardegna, i giornalisti della stampa estera in Italia che si occupano di turismo per le varie testate internazionali con l’intento di promuovere un’immagine della Regione in grado di soddisfare sia l’esigenza di promozione che eventi che siano non solo strumento di conoscenza e valorizzazione delle location, ma anche mezzi di promozione del territorio che favoriscano la costruzione di itinerari turistico-culturali valorizzando i beni di interesse storico, artistico, architettonico e archeologico. Traduzione: intendiamo promuovere sia il Forte Village (“non solo strumento di conoscenza e valorizzazione delle location”) che la Sardegna, non il contrario nell’ordine logico e dell’importanza, ma esattamente secondo l’impudica sfacciataggine dei padroni dei migliori comunicatori; 2) come gettare fumo negli occhi: “In relazione a tale indirizzo del progetto, si prevede la realizzazione di un supporto di comunicazione alle azioni di networking di respiro internazionale in affiancamento a quelle già intraprese dalla Regione Sardegna. Le attività di networking rappresentano un tassello strategico nel disegno complessivo del nostro intervento progettuale, in quanto il concept della fase di retizzazione si svilupperà attraverso due filoni di intervento, la cooperazione con la stampa internazionale ed il networking multi-attore locale, strettamente correlati ed interfunzionali nella prospettiva di creare le condizioni per generare e sostenere a medio e lungo termine azioni volte allo sviluppo sociale economico ed istituzionale. Ma cosa vuol dire? Il Premio si inserirebbe dentro le strategie di networking internazionale della Sardegna? E quali sono queste strategie compatibili con un premio internazionale per comunicatori? E come mai ciò che interesserebbe di più la Sardegna (creare le condizioni per generare e sostenere a medio e lungo termine azioni volte allo sviluppo sociale economico ed istituzionale) è inserito in una prospettiva e non in una realtà, in un fatto, in una serie di attività?
Ma poi, ed è qui che io trovo stupido il voto dei consiglieri regionali, dopo questa fuffa di presentazione (che sa tanto di AI, ma questo è un altro discorso), il premio si sostanzia (oltre che nella giuria che assegnerà l’ambito titolo, sempre consegnato al Forte Village) in due serate nelle quali verranno intervistati Giuseppe Conte, con intervento programmato della Todde, e il ministro Giuli, con intervento programmato dell’assessora Portas. Ma sarebbero questi gli eventi di networking, di creazione della rete, di promozione del locale? Questi hanno il sapore di supreme marchette giornalistiche offerte a un leader dell’opposizione, casualmente anche leader del partito del presidente della Regione, e a un leader della maggioranza.
Networking de che?
Il programma è brutale nel ‘pagare dazio’ al genius loci invitando i politici locali a corredare i politici nazionali, ma vestire di promozione territoriale tutto questo è un’iniziativa estetica troppo sguaiata. Una volta un mio amico ha provato a far passare una fellatio extraconiugale per un’intervista a microfono spento, ma non era riuscito ad arrivare a vette così alte di mascheramento retorico. Complimenti!
Resta un fatto: altri 200.000 euro buttati.

Mario Pudhu, sa beritari poriri praxi o non praxi.
Ma Sa Sardigna senza is Savoia, oi fiarara mera ma mera prusu pobera!
E non du nau deu, ma storicusu puru sardusu commenti nosusu. Si calincunu arriri, peusu po issu. Sa republica ha donau mera prus pagu, ma calincunu esti tottu prexiau. Aguantaisì sa republica chi deu m’aguantu is Savoia!
Cavunnàsciu!!! Gianluigi, custas cosas chi mi ses nendi no dhas isciemu ancora! No est debbadas chi babbu mi narat ancora “Cussu pisedhu”!… Iscummitu chi si crèsciu pagu pagu ti potzu agiudai a ndi torrai is Savoia, invecis de circai de ndi torrai sa conca e su coru de is Sardus de pasci cocas, po guvernai (si is pastoris no si atzicant) assumancus brebeis si no po guvernai genti!
Si ndi torrat su rei is Sardus reistas chi ant cantai in “Coro”
«Indica un adversariu
E horrenda da su coro
Scoppiat s’ira ipsoro
A unu tou cinnu, o Re»!!
Egr Prof.,
Tutti, e dico TUTTI, sentivamo la mancanza di un premio regionale sulla Comunicazione,dato che si tratta di scegliere il miglior comunicatore dell’ anno ( sono indeciso se scriverlo con una sola enne, ma sì, tanto che differenza fà?), come non prendere la palla al balzo? Ed allora, avuti da mamma Regione, che tutti aiuta se grati e riconoscenti, 200.000 €, dalle casse di noi sardi, scelta la location, per far vedere agli ospiti internazionali che non solo di Costa Cara,pardon Smeralda,vive la Sardegna, messe insieme un pò di frasi inutili con la ciliegina di alcune parole quali networking e International Sardegna Awards Ichnos, ,naturalmente in inglese dato
l’ interesse intercontinentale che il premio vuole riscuotere, avuta. in cambio la certezza della partecipazione del simmo penta stars,che non dirà nulla di pertinente .ma che si presenta elegantemente vestito e del più innocuo dei ministri invitato per le stesse ragioni di vestiario del primo, a cui si affianca la nostra signora del voto disgiunto e l’assessora di competenza, che come i precedenti ben poco dicono , ma che si differenziano per il pessimo abbigliamento esibito e le orribili acconciature sempre sfoggiate
Ma si sà, l’ importante è apparire e farsi conoscere, anche se queste ultime sono sull’ orlo del baratro autunnale che potrebbe travolgerle! Godiamoci ,quindi, con gioia questa serata in attesa di conoscere il miglior comunicatore
dell’ ANO!! Si vabè ,una o due enne, ho già detto, è lo stesso!!
Cordialmente La saluto.
Mario Pudhu, non teneusu sa genti sarda giusta in Viale Trieste e Via Roma. E pensa che si non ci fianta is Savoia, oi non tenemusu mancu is arrugasa e mancu sa ferrovia. E mancu su Treninu Birdi, poitta si movviri in sa ferrovia de is Savoia! Custa esti sa berirari. Da biri puru unu pippiu…
No, pare che il ministro della Cultura Alessandro Giuli abbia declinato. Tutta la storia, dall’origine e fino alle meravigliose occorrenze è stata raccontata per filo e per segno da Indip. C’è da rabbrividire.
https://indip.it/dalla-giunta-regionale-200mila-euro-bralla-societa-campana-che-ha-poi-premiato-bril-consulente-di-todde/
Ma, eja, Gianluigi Caprera, i dominatori non vengono dal mare: nono, in Sardigna essint totu dae suta de terra, che a su cardulinu, o corrorinu o antunna e totu sos Sardos, comente ponimus sos pes, mancu nondhe abbizamus e si ponimus unu passu los… catigamus, cun s’arriscu de los ispèrdere, s’iscuru a issos e malevadados nois chi chentza s’azudu issoro comente aimus fatu a no emigrare, fuire, prànghere e pedire e ispetare azudu e votare sos ‘polìticos’ de totu sos Viales Trieste carradores!
Ma, iscusa si ti lu dimandho, no est chi a tie ti mancat un’ogru, o ti mancat àteru, pro no bìdere o ischire nudha de Sardigna e de Sardos e de responsabbilidade o irresponsabbilidade de totu sos Sardos, eja, e tua puru si ses in custa terra e Sardos de totu sos Viales famosos de Castedhu e no solu, e de sa responsabbilidade e funtzione e faina de chie (un’Istadu, no Pinco Pallino) tenet Sardigna e Sardos in pòdere in custu ùrtimu séculu e mesu comente mai est istada e semus istados innanti, e ndhe faghet su chi li paret pro su chi li paret?
E chie fit o est cussu “genio” de Viale Trieste afariadu pro s’indipendhéntzia de sa Sardigna? O cheres nàrrere de su Viale Trieste de sos partidos e a partire, totu afariados a nos batire “aiuto” a sighire a fàghere su “progresso” de sa desertificatzione cun prus de chentu bidhas apunta a serrare fintzas su campusantu?
O su “genio” de sa responsabbilidade tias èssere tue o carchi àteru de s’idea tua?
Società con nomi sardi ma di fatto amministratori Campani
Ennesima prova che dimostra che sono certi sardi ad essere ossequiosi con i “continentali”. Non parlate di “dominatori che vengono dal mare”, perché è palese che se la nostra Isola è nelle peste, la responsabilità in larghissima parte è di coloro che dal 1948 ad oggi sono stati e sono in Viale Trento ed in Via Roma. E qualche “genio” vorrebbe l’indipendenza della Sardegna! Non diciamo corbellerie. Diventeremmo più poveri del più povero Stato africano, con la classe politica sarda che ci ritroviamo fin dal dopoguerra.
La cultura non ha bisogno di premi. È lì per chi sa apprezzarla. In questo mondo in cui si avanza solo se si è amico di qualcuno che valore hanno queste fiere della vanità?
Allontanarsi da tutto ciò per vivere sereni.
Con Annalaura Pau condivido appieno la capacità di farci indignare che professor Maninchedda ha, proponendoci notizie che altri o non considerano proprio o che più deliberatamente insabbiano. Oggi leggo “soldi a noi e balle a voi, altri 200 mila euro buttati!”
Toh! Ma va! E itte ispantu…
Insomma, dato che leggo libri e mi informo per come posso e quanto posso, l’articolo in questione ha risvegliato in me una lettura di qualche tempo fa che si occupava della “semplice incompetenza inconsapevole”.
Questo principio, se vogliamo chiamarlo così, si rifà al cosiddetto effetto Dunning Kruger dal nome di due psicologi ricercatori della Cornell University. Essi, a fronte di uno studio, individuarono il fenomeno per cui “più si è incompetenti più si è convinti di non esserlo”. Persone di questo tipo non solo giungono a conclusioni erronee e compiono scelte infelici, ma la loro incompetenza li priva della capacità di rendersene conto, cioè sono sprovvisti di “metacognizione” che è la capacità di osservare criticamente le proprie prestazioni. Quella che Hemingway definiva shit – detector. Quella che manca proprio in questi “guitti” della politica, per scelta sapiente e deliberata o per “assenza naturale” della stessa.
Continuo a dire, e non mi stancherò mai di dirlo: il/la dirigente che ha firmato il trasferimento delle risorse stanziate da una legge regionale che viola principi e norme della legislazione nazionale, NON doveva firmare alcun provvedimento. Scommettere sul fatto che la legge regionale non fosse impugnata è stato imprudente. Se ha firmato: si è assunto/a le responsabilità; ha dichiarato di riconoscere, accettare quanto sottoscritto (quanto vorrei vedere l’articolato della sua determinazione!!!); si attribuisce la paternità del contenuto. Ora immagino che sia al corrente dei recenti sviluppi (è in corso di valutazione se impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale). Sarebbe stato sufficiente anche informarsi su analoghi casi evitando di fare scommesse. Auguri a lui o a lei.
La giustificazione per il premio a Gasparetti è bellissima: ha gestito la strategia e la comunicazione in diverse situazioni complesse, tra cui: i primi mesi dell’insediamento della nuova giunta regionale sarda, la crisi delle rinnovabili, il caso decadenza e l’emergenza sanità.
Iscusade s’ignoràntzia mia, ma custa CORTE DEI CONTI de innòi e de incui seguros sezis chi si agatat ancora Contes e Contissas? Ca mi paret unu tempus passadu e no est, mancari, sa CORTE DEL CONTE? (E Cont’Issa puru). E arratza de corte chi depet èssere!… O no est CONTE cojadu ma gai a… amici, lah, amigados comente namus in sardu?
Gentile Professore, cosa ne pensa del premio comunicatore dato a Gasparetti lo scorso giugno, casualmente sempre dalla stessa associazione che organizza il medesimo premio Ischia? https://premioischia.it/paolo-ruffini-e-jacopo-gasparetti-comunicatori-dellanno-per-la-sezione-dedicata-alle-istituzioni/
Potrebbe aver avuto un ruolo il consulente della Presidente Todde?
Le sembra un caso anche la presenza nella giuria di Ischia e del Forte di Luciano Tancredi, direttore della nuova Sardegna?
L’iniziativa è di quelle che si è indecisi tra …”sti Cazzi” e “mei coioni”…
Se Tizio è giornalista, il suo lavoro dovrebbe consistere in una cronaca disinteressata ( cioè priva di doppi fini) dall’esistente, analisi, e se necessario critica feroce.
Qualora fossi un giornalista che si occupa di cucina non mi sognerei mai di partecipare ad eventi che possano far minimamente ipotizzare che ciò che scrivo venga influenzato da altre situazioni che esulano da ciò che vedo ad occhio nudo.
Se il piatto proposto al ristorante “Latte e Cozze” fa vomitare, devo scrivere che fa vomitare;
non è possibile alcuna “collaborazione” in supercazzola carpiata con il ristoratore.
“Latte e Cozze” di Gino Caddozzu vuole la mia recensione?
Deve “meritarla” con la qualità del suo cibo!
è lui che fa il più; come critico aggiungo il mio ma ciò che resta è la “cosa” oggetto della critica e se non va bene avvoglia di recensioni pagate ad arte.
Questa maggioranza di pentadioti non ha veramente nessun pudore. Mentre ci sono associazioni di volontariato che si spaccano la schiena per servire il territorio spesso autofinanziandosi e sopravvivendo grazie ai soldi dalle tasche dei soci, qui buttiamo via €200k per un’assurda ENNESIMA MARCHETTA ELETTORALE.
Conte e “apritori di scatolette di tonno” ormai non godono neanche più dei voti del consiglio del condominio dove abitano, non vedo l’ora che siano spazzati via dalle prossime elezioni.
E. LA CORTE DEI CONTI ZITTA?
La SUPERCAZZOLA che giustifica il premio è degna del Conte Mascetti di Tognazzi & Co.
Che schifo.
Straordinario! Riesce sempre ad interpretare il mio sdegno, il mio costante malessere nel vedere la voglia di protagonismo becero di molti dei miei presunti ex-colleghi. Il loro essere pronti a vendersi per calcare qualsiasi improvvisato palcoscenico, alla stregua del guitto più navigato. E lo fa con incisività e chiarezza. Complimenti professore. È un piacere leggere i suoi interventi.
Egregio, ha detto bene … sono marchette.
Ormai impera il principio che Pietro paga (noi) e Paolo fotte (loro).
Da fuori i guardoni, che dovrebbero sanzionare, godono della vista senza intervenire. Saluti.