Covid Sardegna e dolore: morti veri e marchette oscene

Non c’è alcuna consapevolezza dei tempi cupi e drammatici che stiamo vivendo. Servirebbero serietà e impegno, dilagano leggerezza, falsità e superficialità.

La Sardegna ha di fronte a sé mesi difficilissimi e gravi, nei quali aumenteranno i morti e i malati. E l’aspetto peggiore è che tutto questo era largamente prevedibile, invece si sono aperte le discoteche, si sono spostate le elezioni, si è fatto poco o nulla per rendere i trasporti sicuri, non si è stati capaci di avviare una seria campagna educativa per l’uso corretto degli spazi comuni (dove sono finiti i piccoli poeti romantici che a marzo facevano gli spot “ce la faremo” con le solite stucchevoli immagini dell’identità sarda? Non hanno ispirazione per educare alla responsabilità, cioè a due azioni banali quali la protezione e il distanziamento? No? Non è poetico’?), si stanno chiudendo le scuole con una leggerezza degna di miglior causa.

Sui morti siamo solo agli inizi.

Guardate i dati pubblicati dall’Institute for Health Metrics and Evaluation e considerate che per i morti già la realtà di oggi supera la previsione: per i morti totali ieri si prevedeva fossero 191, ed erano già 207; per i morti al giorno, si prevedeva fossero 1,6 ed erano già 2; per i casi quotidiani se ne prevedevano 217 ed erano già 282. Adessso, consapevoli cioè che le previsioni sono sostanzialmente giuste e semmai non lo sono per difetto, guardate le previsioni sui tassi di utilizzo delle strutture ospedaliere e spaventatevi. Altro che stare a perdere tempo in faccendine e faccenduole!

Mettete a confronto adesso tre fatti di ieri: il traccheggiamento del presidente Solinas sul da farsi e i balbettii della conferenza dei capigruppo (ho ascoltato un resoconto audio della loro riunione che ha dell’incredibile per la sua disarmante superficialità); la nomina di un commercialista cagliaritano a commissario dell’Aspal, l’Agenzia per il lavoro della Sardegna; la lettera, densa di responsabilità istituzionale, scritta dal presidente della Lega delle cooperative Atzori. Di tutti questi tre eventi, l’unico animato da vera responsabilità è l’ultima, quella che proviene da un imprenditore preoccupato.

Vogliamo parlare dell’Aspal? È stato nominato un commissario extra legem. Non solo non c’era proprio alcun bisogno di nominare alcun commissario, ma la nomina non è per niente prevista dal quadro normativo vigente. Ma in un Paese dove c’è un Amministratore delegato pensionato che se ne impippa dei pareri della Corte dei Conti, vuoi non trovare almeno un Presidente della Regione che non faccia altrettanto?
E vuoi non trovare organi di informazione che non vanno manco a leggersi le norme che regolano l’Aspal anziché bersi, in regime acerebrato mandronante glu-glu, ogni verbo proferito dalla Regione?
La legge istitutiva dell’Aspal (LR 9/2016) prevede all’art.14, comma 3, che in caso di vacanza del Direttore generale si applicano le norme della legge 31/1988. La legge 31/1988 prevede a sua volta che «in caso di vacanza le funzioni di direttore generale sono esercitate per un massimo di novanta giorni da altro dirigente della medesima direzione generale, individuato dall’organo politico con proprio provvedimento. In mancanza di designazione, le funzioni sono esercitate per un massimo di novanta giorni dal dirigente con la maggiore anzianità nelle funzioni di direttore di servizio della medesima direzione generale. Il direttore generale, all’atto del proprio insediamento, designa con apposito provvedimento il dirigente della direzione generale che lo sostituisce in caso di assenza. In mancanza di designazione o di contemporanea assenza del direttore generale e del suo sostituto, le funzioni sono esercitate dal dirigente con la maggiore anzianità nelle funzioni di direttore di servizio della medesima direzione generale».
Più chiaro di così?

Non si doveva nominare alcun commissario, ma mentre i sardi muoiono c’è chi trova il tempo di inventare un marchettone inutile.
Ecco, il problema è questo: quale testa può pensare una cosa del genere?

Rispondo con sicurezza: una testa italica, una testa che di fronte alla gravità delle situazioni fa ammuina.

Solo chi ha fatto il militare sa cosa significhi fare realmente ammuina. Solo un soldato di leva conosce quali inutili movimenti di truppe venivano ordinati nelle caserme durante le ispezioni preannunciate: chi stava al primo piano andava al terzo, e chi era al terzo andava al primo. Chi risiedeva nella parte est andava in quella ovest e viceversa, e così la caserma, da luogo di noia indolente, assumeva la falsa apaprenza di luogo febbrile e efficiente.

Ecco in Sardegna sta accadendo la stessa identica cosa:

– i medici del pronto soccorso vanno in medicina;
– i medici della chirurgia vanno in pronto soccorso;
– i medici del pronto soccorso vanno in reparto Covid;
 – i medici della medicina di A vanno nella medicina di B.
Ciliegina sulla torta: si allestisce un reparto COVID in un ospedale che non ha l’impianto di erogazione dell’ossigeno centralizzato, ma deve utilizzare le bombole di ossigeno a letto di paziente (chissà se hanno fatto il calcolo dell’ossigeno che potenzialmente consuma un paziente COVID di media  gravità, mi pare siano anche 10000 litri in un giorno).

Dobbiamo assolutamente rendere evidente il disgusto e il dolore che si possono provare di fronte a tutto questo, il disgusto che i giornali censurano, il dolore che ognuno si tiene. Dobbiamo rendere visibile la differenza di umanità e di responsabilità che ci anima.

One thought on “Covid Sardegna e dolore: morti veri e marchette oscene

  • Avevo notato pure io quella strana nomina, non perché conoscessi le norme che regolano l’ Aspal (… manco so cosa è… l’Aspal).
    Ma perché conoscevo le precedenti di nomine…fatte con i soliti metodi OMISSIS, …e questa non poteva esimersi.
    Non avevo né la voglia e né le forze di andare a controllare cosa non andava; ma …oggi il suo articolo spiega bene dove sta il problema.
    La ringrazio per avermi aiutato a capire.
    Ora …chiedo: Gli atti amministrativi che questo nuovo commissario -illegittimo a quanto pare- dovesse prendere saranno impugnabili ?
    A me sembra proprio di sì!
    Un altro po’ di casini; avranno pensato a Cagliari; di questi tempi ….non fanno certo male,
    …come diceva Totò “… C’È PENURIA!!!”.

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