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Bolletta Abbanoa: come passare da 3150 euro a 12 euro

Posted on 2 Agosto 20262 Agosto 2026 By Paolo Maninchedda 12 commenti su Bolletta Abbanoa: come passare da 3150 euro a 12 euro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile Redazione,

le scrivo da Cagliari per raccontarle una vicenda che si è chiusa qualche giorno fa e che, credo, riguardi molte più persone di quante immaginiamo.

Il pacco Lo scorso 9 aprile ho ricevuto una bolletta dell’acqua da 3.156,20 euro.
Non era il consumo di un trimestre andato male: era un unico conguaglio che copriva dieci anni, dal maggio 2016 al marzo 2026, spalmato su due rate da 1.578,10 euro ciascuna. Io però quell’utenza l’ho ereditata nel giugno del 2017, e fino ad allora non avevo alcun rapporto contrattuale con il gestore. Il resto del periodo, per come la legge disciplina le forniture idriche dal 2020, era coperto dalla prescrizione biennale.

C’era poi la ragione per cui quella cifra era nata. Il contatore che serve casa mia risultava associato a una matricola diversa da quella realmente installata. Un disallineamento che stava negli archivi da anni — fotografie del misuratore, sopralluoghi, letture periodiche — e che nessuno aveva mai notato. L’ho scoperto io, il 7 giugno del 2025, confrontando semplicemente il numero stampato sulla bolletta con quello inciso sul contatore in cantina. Non serviva alcuna competenza tecnica: bastava leggere.

Ho aperto una richiesta di rettifica sul portale del gestore quello stesso giorno. Il tecnico è arrivato nove mesi dopo, il 25 marzo 2026, e ha confermato quanto avevo scritto. Due settimane più tardi è arrivata la fattura da tremilacentocinquantasei euro, emessa proprio per ricalcolare a ritroso i consumi dell’intero periodo.

Ho risposto con un reclamo formale il giorno stesso, sollevando per iscritto la prescrizione biennale e il difetto di titolarità per il periodo anteriore al mio subentro. La regolazione ARERA impone al gestore di rispondere in modo motivato entro trenta giorni (artt. 46 e 67 del Testo
Integrato RQSII, Delibera 655/2015 — www.arera.it/atlante-per-il-consumatore/acqua/diritti-e-tutele/reclami <https://www.google.com/url?q=https://www.arera.it/atlante-per-il-consumatore/acqua/diritti-e-tutele/reclami&source=gmail&ust=1785650029212000&sa=E>).
Ne sono passati trenta, poi cinquanta, poi settanta. Ho sollecitato con una seconda comunicazione certificata e ho telefonato due volte al numero verde. Posta certificata, telefono, portale: tre canali, nessuna risposta scritta.

Il silenzio sospetto E qui arriva il punto che mi ha convinto a scriverle.
Quel silenzio non era una pausa neutra. Come milioni di famiglie avevo la domiciliazione bancaria attiva, il sistema che tutti i gestori raccomandano perché è comodo e non si dimenticano le scadenze. La prima rata da 1.578,10 euro sarebbe stata prelevata dal mio conto il 3 giugno, in automatico, senza che nessuno dovesse fare nulla. Mentre io attendevo una risposta che non arrivava, quella data continuava ad avvicinarsi.

Per fermare il prelievo ho dovuto revocare il mandato di addebito. Non c’era altro modo. Nella bolletta successiva, quella del 19 giugno, mi sono stati addebitati 25,18 euro alla voce «deposito revoca domiciliazione».

Provo a metterla in fila: il reclamo resta senza riscontro oltre i termini previsti, l’addebito automatico intanto corre verso la scadenza, chi vuole fermarlo deve revocare la domiciliazione, e la revoca gli costa venticinque euro. Chi non se ne accorge in tempo paga e basta. E non lo saprà mai.

La concilizione Arera Dopo quasi ottanta giorni di attesa ho attivato la conciliazione presso l’ARERA, che è gratuita e si fa online. Il 30 luglio, in una videoconferenza di un’ora davanti a un conciliatore, il gestore ha accolto l’eccezione di prescrizione che avevo sollevato ad aprile e che fino a quel momento era rimasta lettera morta. L’importo residuo riconosciuto come dovuto è stato di 12,37 euro. Meno di una pizza. Il 99,6% in meno rispetto alla richiesta iniziale. L’ho pagato lo stesso pomeriggio; il verbale, firmato digitalmente dalle parti e dal conciliatore, ha valore di titolo esecutivo ai sensi della legge 481 del 1995.

Non le racconto tutto questo per una rivendicazione personale — la mia pratica è chiusa. Ma i numeri dicono che non si tratta di un episodio isolato. La Relazione annuale del Servizio Conciliazione ARERA per il 2025 (scaricabile su arera.it <https://www.google.com/url?q=https://www.arera.it/fileadmin/allegati/consumatori/conciliazione/raconciliazione25.pdf&source=gmail&ust=1785650029213000&sa=E>, il dato è alla figura 3 di pagina 4) colloca la Sardegna al primo posto in Italia per domande presentate: 157,8 ogni centomila abitanti, contro una media nazionale di 51,3. Il triplo. Nello stesso anno oltre settemilacinquecento famiglie italiane hanno aperto una conciliazione nel settore idrico, quasi tre su quattro per contestare una fatturazione, e il 59% delle procedure si è chiuso con un accordo.

Il punto è che l’acqua non si sceglie. Non si cambia gestore come si fa con il telefono o con la luce, e quando arriva una bolletta che non torna l’istinto di chi non conosce i propri diritti è pagare, per evitare grane. Se poi quella bolletta è domiciliata in banca, contestarla non basta nemmeno: bisogna anche fermare materialmente il prelievo prima della scadenza.

Ci sono tre cose che avrei voluto sapere prima e che forse vale la pena dire ai suoi lettori. La prima è che per le fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020 il diritto del gestore idrico a riscuotere si prescrive in due anni — è l’art. 1, comma 4, della legge 205 del 2017, spiegata in modo accessibile su altalex.com <https://www.google.com/url?q=https://www.altalex.com/documents/news/2021/04/17/prescrizione-biennale-per-forniture-di-energia-gas-e-acqua&source=gmail&ust=1785650029213000&sa=E> — ma la prescrizione non opera da sola: va eccepita per iscritto, altrimenti la bolletta resta esigibile. La seconda è che se la bolletta è domiciliata occorre intervenire anche sull’addebito, oppure chiedere lo storno alla propria banca, perché la normativa SEPA consente di ottenere il rimborso di un addebito diretto autorizzato entro otto settimane. La terza è che quando il gestore non risponde a un reclamo scritto nei termini fissati dalla regolazione è previsto un indennizzo automatico a favore dell’utente (artt. 46, 67 e 72 del RQSII).

E poi c’è la conciliazione ARERA, su conciliazione.arera.it <https://www.google.com/url?q=https://conciliazione.arera.it&source=gmail&ust=1785650029213000&sa=E>: gratuita, telematica, si attiva in pochi minuti e per i gestori idrici la partecipazione è obbligatoria. Non è un tribunale, non serve un avvocato, e quasi nessuno sa che esiste.
Non le chiedo di credermi sulla parola. Ho conservato tutto — le comunicazioni protocollate, gli estratti conto, la bolletta con l’addebito per la revoca della domiciliazione, il verbale firmato digitalmente — e sono pronto a trasmetterle l’intera documentazione perché la sua redazione possa verificare ogni singolo passaggio.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti,

Dott. Enrico Ferrandu

Abbanoa, Vetrina

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Comments (12) on “Bolletta Abbanoa: come passare da 3150 euro a 12 euro”

  1. Arrosciu ha detto:
    3 Agosto 2026 alle 18:40

    Anche io non ho mai attivato la domiciliazione per Abbanoa, l’unica che non pago domiciliata.
    Mi hanno fatto vedere i sorci verdi. Ma hanno trovato un gatto che li mangia.

  2. Annarita Cioffi ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 20:25

    Buongiorno…direi che è la prassi di Abbanoa..io invece nel lontano 2017 ricevetti una bolletta molto superiore all effettivo consumo..reglamai vi venne annullata con tanto di scuse per l errore…da quel giorno non ho ricevuto più fatture fino a qualche giorno fa..circa 2000 euro dal 2018 ad oggi Naturalmente ricorso per bollette in prescrizione e segnalazione alll ARERA… attendo risposta dai furboni.

  3. Alessandro Diana ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 16:08

    Preziosa testimonianza , grazie . Purtroppo molte società ingrassano sull’ignoranza di noi utenti , anche se qualcuno ci mette del suo . Credo che informarsi sia doveroso, per una questione economica ma soprattutto per un fatto di dignità.

  4. Franco Venanzi ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 16:06

    Anche a me mi mandano la bolletta da pagar
    e 7000 Mila euro da un contatore non esigente ho messo un avvocato

  5. Sebastiano Goddi ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 15:27

    Intanto, da un paio di giorni, sulla home page del sito di Abbanoa campeggiano titolone e articolo giubilante sulla restituzione dei 240 milioni, con tanto di orgogliosa oratoria di Albieri (proprio lui, quello che se oggi gli chiedi conto della colla ti risponde che dieci anni fa ha piovuto).
    Stile aziendale…

  6. Sardinian Job ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 14:30

    È cronaca della scorsa settimana il giubilo per la “conferma” dell’acqua pubblica, qualsiasi cosa voglia realmente dire e ammesso (ma non concesso!) che tutti ne conoscano l’effettiva portata del significato.

    Nel frattempo che i più concludano il processo di comprensione, abbiamo un Gestore (privato) del bene (pubblico) acqua che pone in essere azioni vessatorie nei confronti dei propri (obbligati) utenti e che, a confronto, Vanna Marchi sarebbe stata insignita dell’ onorificenza di Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone.

    Siccome pare oramai assodato dai più che la Terra sia “tonda”, stai a vedere che se l’acqua fosse invece stata “privata”, completando il giro, saremmo arrivati ad un punto migliore dell’attuale e non avremmo avuto uno “Stato” così oppressivo
    nei confronti dei propri cittadini.

    Ma ciò non avrebbe certamente suscitato lo stesso clamore ed enfasi mediatica e, pertanto, non sarebbe stata azione meritoria di essere perseguita dai nostri governanti.

  7. Giovanni ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 14:08

    Abbanoa è super nell’incassare ma non ha nemmeno alcuna voglia di saldare i propri debiti con diversi liberi professionisti a cui deve compensi per progettazioni malissimamente amministrate nei procedimenti. Ma Abbanoa non è mica nelle mani di selezionati algoritmi; è stata ed è fatta da uomini e donne che ci lavorano. Quindi il punto fra i tanti è che bisognerebbe vedere come lo fanno, da chi e come sono organizzati e diretti.

  8. Ariovisto ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 14:02

    Caro dottore, si immagini poveraccio, senza palanche e senza cultura: avrebbe ottenuto ragione? Questi lavorano a “strascico”, e buonanotte popolo.
    Un tale di Sorso ricevette un giorno una bolletta dell acqua astronomica, per un locale di sua proprietà eternamente chiuso. Ebbene, non la contestó, ma andò in procura. Denunzió l’ente per efrazione (il contatore era all’interno dello stabile) e chi si è visto si è visto. Fu chiamato, e la bolletta azzerata. Ma se togliamo i sussinchi, i napoletani, gli ebrei ed i cinesi, di intelligenza, al mondo, ne rimarrebbe ben poca.

  9. Massimo ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 13:27

    Spero che la cifra prelevata dal c/c sia stata restituita in tempi brevi.

  10. Lidia ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 10:06

    Informazione dettagliata e preziosa. Grazie

  11. Sandra Orru ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 09:52

    L’unica bolletta per la quale non ho mai attivato la domiciliazione bancaria è quella di abbanoa.
    Mi ricordo di un periodo, una quindicina di anni fa, in cui aveva preteso centinaia di euro dai contribuenti. Ma io non avevo la domiciliazione. Mai fidarsi di abbanoa. Cordiali saluti

  12. A ha detto:
    2 Agosto 2026 alle 08:24

    Grazie Dott. Ferrandu anche io sono vittima di un episodio simile ma per la modica cifra di €19.000 e spicci per una casa che ho acquistato nel 2012 e Abbanoa mi chiede addirittura bolle dal 2009..
    Mi ha dato un po’ di speranza..

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