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La Todde si inchina a Bruxelles e Alghero resta senza voli

Posted on 4 Agosto 20263 Agosto 2026 By Antonio Moro 14 commenti su La Todde si inchina a Bruxelles e Alghero resta senza voli

Riceviamo dall’ex Assessore ai Trasporti Antonio Moro e volentieri pubblichiamo

Alghero e un’intera porzione della Sardegna rischiano di restare senza i voli in continuità territoriale da e per Milano Linate. E, contrariamente a quanto afferma la Giunta regionale, non per una nuova e diversa interpretazione restrittiva dei regolamenti comunitari da parte della Commissione europea.
Al contrario, la Commissione europea – o, più precisamente, i suoi uffici, in particolare quelli competenti in materia di concorrenza e mobilità – ha ribadito nei giorni scorsi la medesima interpretazione restrittiva e penalizzante già formulata ai danni dei sardi nei primi mesi del 2023, dopo che anche allora la gara per la
continuità aerea su Alghero era andata deserta, con il bando in scadenza il 27 dicembre 2022.

La differenza tra il 2023 e oggi sta tutta nella risposta data dalla Regione: allora, dalla Giunta a guida sardista; oggi, dall’attuale esecutivo regionale sostenuto da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Nel primo caso, vi fu una risposta politica e istituzionale ferma. Nel secondo, si registra invece un atteggiamento accondiscendente e rinunciatario nei confronti degli uffici di Bruxelles.

In sostanza, Bruxelles chiede alla Regione Sardegna di mantenere pubblicato sulla Gazzetta europea, per almeno sei mesi, il bando per l’assegnazione della rotta Alghero-Milano Linate, dopo che la stessa non ha ricevuto offerte nella gara dell’ottobre 2025 e dopo che il Ministero dei Trasporti ha prorogato i servizi della
precedente gara fino al 24 ottobre 2026.
La Regione, accogliendo tale richiesta, con la pubblicazione del nuovo bando avvenuta il 31 luglio 2026, afferma di fatto che fino al 1 febbraio 2027 – sei mesi dalla data di pubblicazione – non sarà possibile aggiudicare la rotta Alghero-Milano Linate. Questo significa che dal 25 ottobre 2026, data di scadenza della proroga ministeriale, e fino alla nuova aggiudicazione, comunque non prima del 1 febbraio 2027, quel collegamento sarà lasciato al libero mercato. Con buona pace degli sconti per i residenti, delle nuove agevolazioni introdotte per i parenti dei residenti e di quelle che già c’erano a favore di studenti e lavoratori.

È la medesima situazione che si era presentata nei primi giorni del 2023, quando, a seguito della gara andata deserta per i collegamenti sullo scalo algherese, la Giunta a guida sardista decise di procedere, pur in presenza del dissenso degli uffici della Commissione europea, con una procedura negoziata. Quella scelta consentì di ridurre i tempi necessari per l’aggiudicazione (due mesi invece di sei) e garantì ad Alghero i medesimi diritti e le medesime condizioni di trasporto riconosciuti a Cagliari e Olbia.

Quella decisione, come è facilmente riscontrabile, non ha prodotto alcuna procedura di infrazione in sede comunitaria. Fu concordata con il Ministero e con l’Enac e – fatto politicamente ancora più rilevante – fu rafforzata dal pronunciamento del Consiglio regionale, attraverso l’approvazione dell’ordine del giorno n. 91 del 26 gennaio 2023, votato non solo dai gruppi dell’allora maggioranza, con la sola astensione, tra le fila delle opposizioni, dei Progressisti e del Movimento 5 Stelle.

Se è vero che, per responsabilità di Bruxelles, il regolamento europeo che disciplina la continuità aerea presenta una evidente lacuna normativa, poiché non stabilisce cosa debba accadere nel caso in cui una gara per l’aggiudicazione delle rotte resti senza offerte, è altrettanto vero che la procedura negoziata garantisce il pieno rispetto dei principi di pubblicità, trasparenza, non discriminazione e libera concorrenza. Essa trova disciplina nelle direttive europee 2014/23/UE, in materia di concessioni, e 2014/24/UE, in materia di appalti, nonché nel decreto legislativo n. 50/2016 di recepimento delle stesse.

Se davvero l’attuale esecutivo regionale vuole scongiurare il rischio che Alghero rimanga senza i voli in continuità per Linate, può avvalersi dunque di un precedente politico e procedimentale cui fare riferimento. Un precedente che, come dimostrano i fatti e i voli effettivamente garantiti, non ha comportato infrazioni delle regole comunitarie e, soprattutto, ha consentito al Nord Ovest dell’Isola di volare in continuità da e per lo scalo lombardo, al pari degli altri aeroporti sardi.

La verità è che la Giunta di oggi, prima del diritto dei sardi alla mobilità e alla continuità territoriale, sembra mettere in cima le volontà dei burocrati degli uffici di Bruxelles. Così facendo, provoca nei fatti il rischio di un’interruzione del pubblico servizio e minaccia il diritto all’accessibilità e alla connettività tra il Nord Ovest
dell’Isola e il Continente. Il tutto in contrasto con il diritto alla mobilità, con il riconoscimento del principio di insularità, con i principi comunitari di coesione economica, sociale e territoriale e con le norme che dovrebbero salvaguardare le regioni remote.

Aggiungo che tutto questo non avviene a caso ad Alghero. Parliamo di un aeroporto da tempo orfano di specifiche politiche di tutela, crescita e sviluppo, nonostante sia, tra gli scali sardi, quello la cui società di gestione, Sogeaal, registra la più alta partecipazione azionaria della Regione, che insieme alla Sfirs detiene circa il 30 per cento delle quote.

Non resta dunque che augurarsi che l’amministrazione regionale, invece di agevolare le mire monopolistiche dei soci privati – che proprio da Alghero hanno mosso i primi passi, prima di essere fermate dal Tribunale civile di Cagliari – dimostri di voler tutelare, insieme agli interessi e ai diritti del Nord Ovest dell’Isola, anche il valore della propria partecipazione azionaria in Sogeaal. È evidente, infatti, che tale valore risulterebbe compromesso dal venir meno del traffico garantito dalla continuità territoriale.

Ma se davvero l’attuale Giunta regionale intende lasciare che la rotta strategica con Milano Linate sia governata dal libero mercato, allora si potrebbe quantomeno auspicare che proprio ad Alghero venga abolita, almeno in via sperimentale, la tassa addizionale d’imbarco, con uno stanziamento di poco superiore ai sei milioni di euro.
Sarebbe un modo concreto per dimostrare la volontà di favorire il mercato, congelando quel balzello di 6 euro e mezzo a passeggero che proprio il mercato penalizza.
In caso contrario, troverebbe conferma quanto da tempo si va ipotizzando: il perdurare di un malcelato progetto ai danni dell’aeroporto di Alghero, condotto maldestramente e sfacciatamente, per poter meglio giustificare l’abbandono della parte pubblica – cioè della Regione – dalla gestione dello scalo del Nord Ovest. E non soltanto.

Continuità territoriale, Politica, Vetrina

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Comments (14) on “La Todde si inchina a Bruxelles e Alghero resta senza voli”

  1. Lorenzo ha detto:
    7 Agosto 2026 alle 18:09

    💪💪

  2. Paolo Maninchedda ha detto:
    5 Agosto 2026 alle 08:41

    Egregio Marcello, ma non li risolverà neanche con chi, come lei, non entra mai nel merito.

  3. Paolo1 ha detto:
    5 Agosto 2026 alle 07:59

    L’articolo dell’ex assessore Antonio Moro descrive esattamente ciò che accadde nella precedente diatriba con la Commissione europea. In quell’occasione ci fu una presa di posizione chiara e determinata, portata avanti fino al raggiungimento di un risultato positivo. Oggi, invece, il problema sembra essere proprio la mancanza di competenze e di autorevolezza. Oltre a non riuscire a far rispettare la Regione nelle sedi opportune, si cerca anche di attribuirsi meriti che, nei fatti, non appartengono all’attuale amministrazione. Basti pensare a temi come i trasporti, la sanità, la vertenza delle entrate o l’operazione Abbanoa. A un osservatore attento, che segue e comprende le dinamiche della politica, molte di queste dichiarazioni appaiono più come operazioni di comunicazione che come risultati concreti: esternazioni poco veritiere e fuorvianti, destinate a lasciare il tempo che trovano, con il solo obiettivo di raccogliere consenso ed elettorale. Detto questo, non si vuole certo difendere la precedente giunta Solinas: ma che questa legislatura non sia riuscita, in più di un’occasione, a farla rimpiangere molti.

  4. Marcello ha detto:
    5 Agosto 2026 alle 07:31

    Lettera che purtroppo dimostra la qualità di certi assessori ed ex assessori. NON È inalbrrandosi contro l’UE e non è ribellandosi contro le stesse norme che altri riescono perfettamente a gestire (si legga in merito qualcosa relativo all’ascesa della Polonia) che il popolo Sardo risolverà i suoi problemi.

  5. Mariano ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 20:14

    Quanto dice l’ex assessore è corretto, ed è fondato sul codice degli appalti pubblici, come chiunque abbia un minimo di competenza può verificare (per chi non ce l’ha è sufficiente aprire Chat GPT).

  6. Mike ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 18:13

    L’articolo di Mr Antonio Moro descrive esattamente quanto è stato nella precedente diatriba con la commissione europea! Giustamente ci fu una presa di posizione e venne portata fino al buon esito dell’argomento, tirando fuori gli attributi. Quello che non mi torna in tutta questa situazione è il non sentire alcun afflato pertinente da parte della regione. Com’è possibile che, in tutte le leggi impugnate da parte degli organi statali ITALIANI, ci sia sempre stata la chiamata alle armi “e ma noi andiamo avanti” e ancora “e ma noi non ci facciamo intimidire”? All’incontrario su una diatriba UE (superata con successo dalla Giunta precedente) sentiamo dire e vabbè lo dice l’Europaaaa! Meicojoni! Ma questi scappati di casa non dicevano che avevano tutte le soluzioni della continuità territoriale, salvo poi prorogare i bandi della giunta precedente? Ma tornatevene a casa! Ad maiora!

  7. MELANIA FADDA ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 16:13

    C’è un aspetto che meriterebbe maggiore attenzione. Se davvero il regolamento europeo presenta un vuoto normativo nel caso di una gara deserta, allora il tema non è “ubbidire o disubbidire” a Bruxelles, ma capire quale sia l’interpretazione che tutela meglio un diritto costituzionalmente rilevante come la continuità territoriale. In questi casi la politica è chiamata ad assumersi delle responsabilità, motivando le proprie scelte. Se nel 2023 è stata percorsa una strada senza conseguenze sul piano comunitario, è legittimo chiedere perché oggi si sia scelta una soluzione diversa. La trasparenza delle motivazioni è il minimo che i cittadini possano pretendere.

  8. Paolo Maninchedda ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 14:53

    Complimenti vivissimi, signora Parodi, un esempio notevole di tifoseria e odio senza argomenti. Brava, continui così, alimenti le dispense del male, intossichi ogni critica, vedrà che lentamente riuscirà a diventare viola.

  9. Paolo Maninchedda ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 14:51

    Egregio Todde, ma lei ha letto l’articolo o è andato a memoria del suo odio?

  10. marco todde ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 14:42

    Cosa ha fatto l’ex assessore ai trasporti, ha programmato per il futuro oppure ha pensato per il periodo in cui era assessore
    Ogni giunta programma per il futuro
    Non so quanto ha programmato la giunta del sergente Garcia

  11. Tina Parodi ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 14:38

    L ’ex Assessore ai Trasporti Antonio Moro non fa altro che gettar benzina. Proponga qualcosa di intelligente e a norma con articoli di legge varie oppure stia zitto anziché anticipare tempi e probabili interventi e decisioni da parte della regione! E finitela con la vostra campagna elettorale del cavolo , non siamo tutti così ignoranti come credete! Pensate ai grossi danni fatti da voi tutti e vergognatevi! Venduti da sempre, attaccati solo ai vostri interessi personali e economici , non certo politici, riferendomi alla VERA POLITICA nel più ampio significato del termine! Voi tutti lo avete dimenticato!

  12. Giovanni Paolo Allena ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 11:54

    Per la verità questa giunta batte i pugni contro il governo di diverso colore, come nel caso del decreto di cala finanza messo sull’accordo col Comune poi revocato. Quando l’autonomia di calpesta da alleati silenzio..
    Il governo regionale par impegnato più in costante propaganda elettorale che non nel governo della regione.

  13. Franco ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 08:29

    Se la ricostruzione di Antonio Moro è corretta, la domanda è inevitabile: la Presidente della Regione governa la Sardegna o si limita a ratificare decisioni prese altrove, a Bruxelles? Una Regione autonoma non è uno sportello periferico dell’UE, ma un soggetto che negozia e, se serve, si oppone. Se questo non accade, l’autonomia diventa solo facciata. Qui non è in gioco il rispetto delle regole, ma la volontà di contare. O di non disturbare chi decide davvero. L’impressione è chiara: l’autonomia non viene esercitata, viene archiviata. E un’autonomia archiviata non è governo, è rinuncia.

  14. Paolo1 ha detto:
    4 Agosto 2026 alle 07:28

    Alghero e un’intera porzione della Sardegna rischiano di restare senza i voli in continuità territoriale da e per Milano Linate. Una situazione che nasce dall’incapacità della Regione Sardegna di far valere le proprie ragioni e difendere un servizio essenziale per cittadini, lavoratori e imprese. La differenza tra il 2023 e oggi sta tutta nella risposta della Regione. Allora, con la Giunta guidata da Solinas, ci fu una presa di posizione politica e istituzionale netta. Oggi, invece, assistiamo a un atteggiamento accondiscendente e rinunciatario nei confronti degli uffici di Bruxelles. Abbiamo criticato duramente la Giunta Solinas quando lo ritenevamo necessario. Ma il fatto che oggi, su diversi temi, ci ritroviamo persino a rimpiangerla rende ancora più evidente la pochezza dell’attuale amministrazione. La Regione Sardegna continua a collezionare un pasticcio dopo l’altro: dalla continuità territoriale ad Abbanoa, dalla sanità pubblica alle ormai famose consulenze dello staff, senza dimenticare le tante altre vertenze e le promesse rimaste sulla carta. I sardi meritano una Regione che difenda con determinazione i propri diritti e i propri interessi, non un’amministrazione che rincorre le emergenze e arriva sempre in ritardo. La continuità territoriale non è un privilegio: è un diritto fondamentale per un’isola.

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