La censura masso-rettorale di Sassari

Ieri, e solo ieri, gli organi di stampa sassaresi hanno scoperto, dopo più di un mese di proprie pagine e pagine di annunci funebri, che il numero dei morti di marzo 2020 a Sassari è importante e che va ben oltre i numeri ufficiali Covid.

Questa agnizione demografica, questo stupore per l’evidente, si è accompagnata in queste settimane con una campagna di fiancheggiamento della Giunta che tace di ben altri aspetti.

Solo alcune domande: come la Giunta si è preparata a febbraio per proteggere il personale sanitario? Come lo ha fatto a marzo? Con quale criterio e secondo quale strategia si sono fatti i tamponi? Chi ha deciso la strategia della camera a gas nelle RSA? Perché l’inchiesta dell‘Unione Sarda sull’inesistente paziente zero di Sassari è stata affossata? Come mai sono state attivate due cliniche private nel sistema Covid e non i piccoli ospedali pubblici? Cosa è successo davvero a Casa Serena e perché l’amministrazione comunale, pur avvertita il 21 marzo scorso, non è corsa ai ripari?

D’altra parte, Sassari è la città delle domande senza risposte.

Non si fanno domande sui morti perché si dovrebbe alzare il coperchio su un sistema che è stato sempre opportunamente coperto.

L’autorità giudiziaria ha sempre indagato i topi di campagna di Destra ma mai i baroni rossi e neri di città (quelli bianchi e quelli rosa sì, quelli rossi e neri no) e tanto meno il combinato disposto del grembiule e del tocco, nonostante sia proprio questo ambiente a svolgere le mediazioni di potere a Sassari. Mattone e accademia sì, sono stati oggetto di attenzioni, ma grembiule e accademia no.
Ha lasciato tutti basiti il formarsi rettorale della Giunta Campus col Rettore che designa due assessori.
Ancora non è per niente chiaro il contesto nel quale è maturata la laurea quantistica (quanto a velocità) e la tesi secretata del Presidente della Regione.
Ancora non è per niente chiaro perché Sassari ha tollerato per anni l’assoluta opacità degli atti del rettorato.
Come pure non sono chiari i contorni, sempre opacamente universitari, delle nomine sanitarie durante la Giunta Pigliaru, con autorevoli parlamentari non sardi che negoziavano al desco turritano la nomina dei manager e discutevano simultaneamente di seggi alla Camera o al Senato per eventuali candidati apicali dell’università.
Come pure non sono chiari i contorni della disdetta della visita di Mattarella a Sassari e quel vago odore di cappuccio ammuffito che potrebbe aver fatto scappare il presidente cattolico.
E ancora: come è possibile che nella campagna elettorale informale per l’elezione del prossimo rettore vi sia chi si propone come il candidato di Solinas? Un Rettore è un Rettore non è mica il candidato alla presidenza del Consorzio di bonifica di Ozieri. Cosa vuol dire proporsi come il candidato di Solinas?
Come mai i tanti candidati rettori che si dichiarano eredi ‘autonomi’ della politica di Carpinelli sono tutti in perfetta sintonia con l’attuale governo regionale? Carpinelli è passato a Destra in incognito? O la Sinistra salottiera sassarese, quella più duramente prepotente, vuole rinverdire i suoi fasti, quelli per i quali una città roccaforte della sinistra liberale divenne in una notte roccaforte fascista? O vuol farlo (lo ha fatto?) ma non vuol dirlo?
Nel frattempo è in corso la battaglia per i candidati alle suppletive per l’elezione di un senatore del regno.

Ecco, come si può vedere, le domande su Sassari non mancano, eppure regna l’afasia politica, proprio perché nella migliore tradizione turritana, il coito avviene in silenzio, diversamente non ha quel sapore di fregatura che lo rende sado-maso e che piace a tanti (a me no!).

One thought on “La censura masso-rettorale di Sassari

  • Filippo Neri says:

    Situazione complessa quella sassarese in cui la gestione trasversale politica ed economica (la democratica contrapposizione di idee e posizioni è scomparsa in un magma di sparizioni concordate e coordinate) viene tenuta insieme dalla neanche tanto strisciante arroganza di squadrette e grembiulini gestita da personaggi che neanche la talvolta sventolata finalità umanitaria di tale congregazione riesce a nascondere. Un dato erratico è la nomina del nuovo commissario dell AOU, di ispirazione cotto-comunista (OMISSIS) che ha mandato in corto circuito il neo laureato Solinas e il suo mentore accademico Carpinelli. Nessun problema :basta fingere di litigare sul giornale, pacca (OMISSIS) sulle spalle e si va avanti (OMISSIS). Ma si sa, il sassarese vive al grido: mind’ afutto e li cocci sono vostri

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