Politica

Avviso agli evasori fiscali: lo Stato usa carota e bastone con i grandi e solo bastone con i piccoli

tassedi Paolo Maninchedda
Ci sono evasori ed evasori. Evasori che evadono per malvagità egoistica ed evasori che evadono per sopravvivenza.
Anche in Sardegna non mancano gli egoisti malvagi, che sono tantopiù malvagi quanto più ignorano colpevolmente il dramma che stiamo vivendo. Bisogna elevare la censura morale e civile verso questi atteggiamenti.
In Sardegna il mercato della piccola impresa è asfissiato dai lavoratori in nero e bisogna entrare nell’ordine di idee che lavorare in nero è concorrenza sleale. Bisogna entrare nell’ordine di idee che accettare di pagare meno senza fattura significa poi vedere aumentare le tasse regionali e locali, cioè vuol dire uccidere le imprese sane. Dobbiamo usare più solidarietà e meno furbizia.
Detto questo, come è noto, io sono contrario al ricatto di Stato degli studi di settore, alla spremitura di Stato incentivata di Equitalia e delle Agenzie delle entrate, insomma, sono contrario al regime di sospetto, ricatto e persecuzione che in uno Stato inquisitoriale (la prova dell’innocenza è a carico del cittadino, mentre quella della colpa è iscritta d’ufficio) come l’Italia continua ad essere vigente, imperante e fortemente incidente sulla vita privata di tutti noi.
Fatta questa debita premessa, bisogna osservare che il sistema delle regole italiane sull’evasione fiscale sta diventando più sofisticato, soprattutto con chi ha grandi strumenti di evasione fiscale . È in discussione alla Camera il Disegno di Legge del Governo su quella che si chiama Voluntary Disclosure o Collaborazione volontaria (come la chiama l’Agenzia delle Entrate). Allora, è un disegno di legge ad hoc per chi ha portato capitali all’estero e non ci ha pagato le tasse. Spiega oggi il Sole 24 ore che è stato “escluso l’autoriciclaggio anche per i contribuenti che aderiranno alla sanatoria domestica. A prevederlo è l’ultima versione del disegno di legge sul rientro dei capitali. In particolare, il testo dispone che alla sanatoria domestica trovano applicazione alcune norme relative al rientro dei capitali e, tra queste, viene ora espressamente citato il comma 3 (in passato non menzionato) dell’articolo 5 quinquies. In base a tale norma, limitatamente alle attività oggetto di collaborazione volontaria, le condotte previste dall’articolo 648 ter 1 del Codice penale non sono punibili se commesse in relazione ai delitti tributari (coperti dalla sanatoria) sino alla data del 30 settembre 2015”
In buona sostanza “l’autoriciclaggio è escluso per coloro che aderiscono alla sanatoria e hanno impiegato, trasferito o sostituito somme derivanti da dichiarazione fraudolenta mediante utilizzazione di false fatture (articolo 2); mediante altri artifizi (articolo 3); dichiarazione infedele (articolo 4); omessa presentazione (articolo 5); omesso versamento delle ritenute (articolo 10 bis); omesso versamento Iva (articolo 10-ter)”. E questa è la carota (un carotone, direi).
Il bastone consiste nel fatto che “restano invece punibili (sia come reati tributari, sia, di conseguenza, quali reati fonte di autoriciclaggio) le fattispecie di emissione di fatture false, l’occultamento di scritture contabili, l’indebita compensazione, e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”. E ci sarebbe mancato pure che non fossero rimaste punibili.