Gli autisti dell’Arst sono senza stipendio perché la revoca del vecchio amministratore della società e la nomina del nuovo sono state fatte male, per non dire con i piedi.
Il succo della vicenda è tutto qui.
Il contratto del vecchio amministratore, il dottor Roberto Neroni, scadeva ad aprile 2026.
La Giunta lo ha revocato ai sensi dell’art.19 dello Statuto dell’Arst, il cui ultimo comma recita: “L’Amministratore Unico può essere revocato e/o sostituito, per giusta
causa, in qualunque tempo dalla medesima Regione“.
Il problema è che la “giusta causa” per cui Neroni è stato licenziato è ignota e non è stata notificata, nelle forme previste dalla legge, all’interessato.
La delibera di revoca e di nomina del nuovo amministratore fa riferimento a motivi di natura politica, il principale dei quali sembra essere l’urgenza di disporre di un Amministratore unico che con un contratto della durata di almeno un triennio.
Chiunque sia stato in Giunta sa che le delibere passano un doppio esame di legittimità: il primo è quello del Direttore generale dell’Assessorato competente, il secondo quello del Direttore generale della Presidenza. Con la Giunta Solinas si è aggiunto un terzo filtro, quello del Segretario generale. È proprio questa filiera amministrativa interna ad aver clamorosamente fallito.
Lo Statuto Arst recita, con disarmante chiarezza: “La nomina dell’Amministratore Unico avverrà direttamente da parte della Regione Autonoma della Sardegna, ai sensi dell’articolo 2449 del codice civile“. L’art. 2449 recita: “Se lo Stato o gli enti pubblici hanno partecipazioni in una società per azioni(1) che non fa ricorso al mercato del capitale di rischio, lo statuto può ad essi conferire la facoltà di nominare un numero di amministratori e sindaci, ovvero componenti del consiglio di sorveglianza, proporzionale alla partecipazione al capitale sociale. Gli amministratori e i sindaci o i componenti del consiglio di sorveglianza nominati a norma del primo comma possono essere revocati soltanto dagli enti che li hanno nominati“. Non vi è dubbio, dunque, che dal momento dell’assunzione della delibera da parte della Giunta, Neroni non sia più in carica e non possa convocare alcunché. Per carità di patria non commentiamo il comunicato dell’Assessora dei Trasporti, che però dovrebbe leggere con più attenzione ciò che affida alla comunicazione politica.
Ora occorre chiedersi: perché la Giunta ha messo in campo una procedura così pasticciata e male istruita?
Posso sbagliarmi, ma a me pare una di quelle questioni affidate a una delibera ‘fuori sacco’.
Quando ho fatto l’assessore, c’era un mio collega che aveva il vizio delle delibere non istruite, quelle che arrivano all’ultimo momento con le stigmate dell’urgenza. Io le temevo come il fuoco. Questa dell’Arst ne ha tutte le caratteristiche e sembra essere una delibera di stizza.
Quanto è accaduto nei giorni successivi, può fornire una chiave di lettura.
Il Pd ha fatto filotto con la Sfirs, ha preso tutto: Presidenza e organi di controllo, lasciando bricioline a partiti minori. Era noto che la Presidente non voleva cedere la Sfirs al Pd, ma è anche vero che il candidato del Pd aveva ed ha un curriculum incontestabile che la galassia grillina non riesce a eguagliare. Nelle società del credito il curriculum conta moltissimo, non è permesso ad un quidam de populo di accedere alle cariche direttive (sebbene ci siano stati esempi asinini non eccepiti). La reazione di riequilibrio è stata prendere il secondo (per dimensioni, dopo Abbanoa) ente pubblico più grande della Sardegna (e più strategico) e metterlo sotto le sicure mani di grillini di provata fede o giù di lì. La fretta ha fatto sì che l’Arst si facesse prima della Sfirs e la si facesse malissimo. Paradossalmente adesso alla Giunta converrebbe che Neroni si rivolgesse al Tar e facesse annullare la delibera, in modo da avere i poteri di firmare gli stipendi. Viceversa, il nuovo Amministratore Unico, il dottor Mocci, secondo L‘Unione Sarda appartenente alla galassia delle relazioni del capo di gabinetto della Presidenza Caschili (con evocazioni che non ho ben capito di colleganze pregresse in incarichi professionali all’interno di procedure fallimentari), qualora si insediasse, si esporrebbe non poco a ricorsi e annullamenti.
Siamo interamente dentro l’etica e l’estetica e la cotica dei Cinquetasche: il potere per il potere in ragione del potere, senza alcuna maestria, senza alcuna cura, senza alcuna capacità. Adesso acqua, sanità e trasporti dei Sardi sono dei grillini e si vede moltissimo nei contenuti e nelle forme e nei fallimenti.

In pratica chi ha quell’incarico prestigioso, guadagna all’anno come Geronimo La Russa….alla faccia!!! Lo credo che c’è battaglia!
Egr. professore, a casa mia si chiama spartizione di poltrone e ingordigia, per non aspettare ad Aprile 2026 si è provveduti a sostituire il vecchio amministratore senza giusta causa.
Ma questo martire non è lo stesso Neroni che, da pensionato, è arrivato ad accumulare, grazie alla politica, ben sei incarichi pubblici contemporanei (lautamente retribuiti) fino ad entrare nel mirino dell’ANAC, Agenzia Nazionale Anti Corruzione?
Senza nulla togliere al pasticcio della Giunta Todde, io certi personaggi li avrei accompagnati alla porta da tempo.
La sua analisi Professore coglie nel segno: inadeguatezza assoluta su tutti i fronti da parte della regione (non ne azzecano una che sia una). Nell’ambito della pluralità dell’informazione quotidiana vado a parare su un giornale locale: testualmente: “Caos nell’Arst – Dipendenti senza stipendio, la Regione, colpa dell’ex Neroni”; con tanto di proclami contro il dottor Neroni. Ovvero, prima fanno danno e poi per lavarsi la coscienza danno la colpa ad altri. Licenziano un dirigente (con quale “giusta causa” ancora non si sa) e al contempo pretendono che il licenziato risolva il problema; ma che caspita hanno in testa? Qui non trattasi di elefanti in mezzo a vasi di coccio, ma di rinoceronti al galoppo in una cristalleria, qualsiasi cosa tocchino fanno danno.
Prof ma gli stipendi vengono pagati a fine mese la delibera è del 4 luglio le chiedo per capire la situazione il Dottor Neroni poteva firmare i mandati ,
mi auguro che il dottor Neroni si metta da parte senza fare nessun ricorso vediamo cosa faranno loro signori
“l’etica e l’estetica e la cotica”
sono quasi morto dalle risate…
… E che cos’è una «giusta causa» se non è un «giusto scopo»?!
Però, bella delìbbera! E totu «di concerto»!
Si dhue liget «rilancio, massimo impulso, politiche innovative, visione strategica» (in custu s’intendhet Alessandro stratega), «mobilità sostenibile, sfide future» (chi tocat a bìnchere! No s’ischit si votatziones o desisperu de gente), «modello di mobilità più dinamico, efficiente, innovativo» (e sèmpere totu + «più» e «di concerto») e… «pertanto»… «giusta causa»!!!
Ma sigomente «causa» e «scopo» in sa ‘lógica’ de sa gherra sunt a su contràriu, innanti depet bènnere s’iscopu e apustis sa càusa… e tandho Delibera!
Non so bene ma in questo articolo c’e’ un qualcosa che mi crea, come singolo sia chiaro, un certo disagio. Ecco un qualcosa che va ben al di la, del dato politico Amministrativo nudo e crudo.
Certo si potra’ obiettare, Casu che ti importa mica tu sei Neroni?! Sono o no cazzi esclusivi suoi? NO. E dico No anche se in passato un Solinas, un Pigliaru..Capellacci Soru quanto altro, avessero EVENTUALMENTE assunto gli stessi e identici “MODI”.
Scrivo questo perche’ in vero dell’intero articolo, la cosa che mi ha lasciato senza fiato sono alcuni passi della delibera di Giunta in cui avviene la “defenestrazione”; eh, come persona mi sono sentito mortificato proprio dalle parole Utilizzate . Di per se.
Vivaddio sembra dico sembra che il nuovo designato debba traghettare ARST in un viaggio planetario su Marte e che Neroni non sia in grado di fare cio’.
Perche’ in Sardegna, la Bolla para linguistica 5 stelle non conosce misura e si dilata all’inverosimile?
Comprende che il tempo e’ prezioso e nel 2026 il giocattolo non reggera’ ma perche’ mortificare cosi’?
Siamo TUTTI Neroni, siamo TUTTI esposti a questa BOLLA
Se Lady3Na dovesse ricevere €10 mensili per ogni grillino che ha sistemato potrebbe permettersi una nuova campagna elettorale più costosa di quella di Trump.
Altro che centri per l’impiego grillini!