Oggi il Corriere della Sera dedica due pagine a un’inchiesta, firmata niente meno che da Gian Antonio Stella, che racconta il degrado in cui versa l’area dell’ex Arsenale di La Maddalena. Non si capisce dove sia la notizia, se non nelle foto scattate negli interni. Il resto è storia arcinota, anche se nell’articolo di Stella ci si dimentica di raccontare come le casseforme utilizzate per allungare la banchina siano diventate le spugne che rilasciano nell’acqua molte delle sostanze tossiche che oggi la rendono inagibile alla balneazione e alla navigazione.
Io fui colui che intavolò la trattativa con la Protezione civile per riportare il bene nel patrimonio della Regione. Feci due incontri a Palazzo Chigi, mi opposi a diverse richieste assurde del Gruppo Marcegaglia e andai via quando il quantum era già stato stabilito. Chi fece il pasticcio fu il Governo italiano, ma chi non ha ancora saputo risolverlo è la Regione Sardegna. È chiarissimo ciò che si dovrebbe fare, ma ancora non lo si fa. Ieri un caro amico mi ha detto di essere stanco di dover risolvere i problemi posti da persone che occupano ruoli che non sanno gestire. Stiamo diventando la terra degli ambiziosi senza capacità.
Ma non è di questo che volevo oggi parlare.
Mi interessa di più stare all’errore più tragico e durevole del G8 a La Maddalena: la suggestione degli archistar.
Chi viaggia nel Mediterraneo non può non ritrovare l’ “aria di famiglia” tra la Casa del Mare della Maddalena e la Ville Méditerranée di Marsiglia. Luoghi e porti diversi, culture diverse ma stessa cifra, secondo l’idea che il concept del genio vale pure la standardizzazione dei luoghi. Se la corruzione e il cinismo furono i demoni fatali, il fallimento estetico è oggi il rudere più ingombrante.
La bellezza, in architettura, è generata dai luoghi e interpretata dai progettisti, non il contrario. Ma questo, in Sardegna, ci ostiniamo a non capirlo e il nostro provincialismo alla rovescia ci porta a cercare di rendere attrattivo il qui e ora, non interpretandolo e sviluppandolo nelle sue potenzialità, ma rivestendolo della volgarità del lusso. Cerchiamo l’allure e produciamo un dolente, decadente e ripetitivo kitsch. Siamo all’inquinamento estetico.

Per fortuna qualcuno parla. La Cricca si è arricchita la politica è stata connivente e non all’altezza. Ma alla Maddalena le speculazioni sono all’ordine del giorno.All “Abbatoggia si è costruito un ristorante con fondi regionali ed europei in un luogo incontaminato includendo dentro addirittura uno scoglio. Ora lo si è messo in vendita a più di un milione di euro: incredibile. Ma non solo si è messo in vendita l’intera penisoletta per alcuni milioni di euro. Tutto ciò in un parco naturale. Tutto tace.
…ma la Villa Mediterranée esiste e funziona… noi, isolani o continentali siamo tutti riusciti, tra imprese, politici, amministratori regionali e locali a distruggere tutto con anni di colpevoli lassismo e incapacità. Scaricando colpe e responsabilità
Io credo che per anni, la Sardegna sia stata il giocattolo di svariate dinastie di politici ed imprenditori. Alcuni persone per bene, pochi, altri non proprio. La Maddalena, e non solo, vedi i vari stabilimenti chimici, vere e proprie cattedrali nel deserto, sono la prova della esistenza della seconda categoria di soggetti. Ora, la nuova frontiera è l’eolico, per carità è corretto cercare fonti alternative di energia, ma qualcuno ha visto, credo di sì, le società che stanno acquistando o avendo in appalto i lavori? Alcune sono Srl con diecimila euro di capitale… La Maddalena è stata violentata, e le ferite ancora si vedono e si vedranno per un bel po’. Ma io sono fiducioso e credo che si possa ancora recuperare, porre rimedio. Forse il primo passo è ridiventare Sardi, Magari anche alle urne. Ringrazio per lo spazio e saluto cordialmente
Egregio Franco Maria, brutta cosa l’ignoranza inconsapevole, che diventa pessima quando si unisce alla sicumera del disprezzo. Lei sicuramente non sa che la rada del vecchio arsenale è stata dragata e che il materiale estratto, altamente inquinante, è stato usato per riempire le casseforme in cemento utilizzate per allungare il molo. Il caso ha voluto che la percentuale di cemento e calcestruzzo utilizzata non fosse quella ottimale per impedire che, per esempio, i metalli presenti nei materiali di riempimento, si disperdano nell’acqua. Non è la struttura a inquinare, ma il molo. Però secondo lei è tutto sconclusionato. Capisco, capita che un difetto di intelligenza pretenda una proporzionale semplificazione. La prossima volta le darò dei puntini da unire così le sarà tutto chiaro.
È una vergogna sono un cittadino svizzero che viene da 40 anni alla Maddalena , è incredibile come le cose cambino si lascia cintare per un albergo un pezzo di mare e non si sa come si è ottenuti i permessi visto che è un parco protetto , si vedranno lettini e ombrelloni a Caprera e via , ma non capite che rovinate la bellezza di un isola che rovinate la Sardegna , preferite un turismo di biciclette e passeggiate etc vi ringrazio Cesare Bianchi
Lunghissima pappardella sconclusionata, neanche da leggere. Che la struttura inquini le acque è una bufala che potete raccontare a vostra zia. Non fate capire nulla.
La Maddalena fu scelta per il G8 per riqualificare i siti militari queste erano le intenzioni di Prodi prima e Berlusconi dopo, bisogna ricordare che fu spostato dalla Maddalena all’Aquila per il famoso terremoto e le opere non furono mai finite perchè sia il Governo che la Regione se ne sono fregati alla grande, adesso pare che vogliano fare i lavori vediamo cosa succede, il gruppo Marcegaglia in quel periodo gestiva il Forte Village di Pula e gesti per un periodo anche La Maddalena poi vende tutto e se ne va sono imprenditori senza scrupoli per il loro guadagni non guardano in faccia nessuno Prof. in Sardegna abbiamo Architetti e ingegneri capaci e perchè li portano fa fuori
No, prof. La storia è arcinota solo per noi sardi, per gli altri è materia nuova o quasi, quindi ben vengano inchieste come questa su organi di stampa a diffusione nazionale
Il G8 del 2009 era inizialmente previsto a La Maddalena, in Sardegna, ma fu spostato all’Aquila (Abruzzo) dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Il governo italiano, guidato allora da Silvio Berlusconi, decise di trasferire il vertice all’Aquila come gesto simbolico di solidarietà verso la popolazione colpita dal sisma e per attirare l’attenzione internazionale sulla ricostruzione.
Berlusconi non confermò la scelta fatta. Toh, quando si tratta di denari buttati al vento sembra che gli attori siano ricorrenti.
Ribadisco: il mio incipit dice che il degrado dell’ex area dell’arsenale non è una novità e non lo è.
Urlo da un blog? Urlo? Urlo da un luogo che si contrappone al conformismo dilagante, a un’informazione edulcorata e manipolata ma con mezzi finanziari, largamente pubblici, garantiti? No, non urlo, mi oppongo. È diverso. Per il resto è curioso che lei possa essere aggressivo e io non possa difendermi. Sull’incapacità accetto confronti pubblici.
Egregio, nel dubbio, legato all’età non più verde, sono andato a rileggere la storia del G8 previsto nella sua amata isola (https://it.m.wikipedia.org/wiki/G8_del_2009) Ricordavo bene (è un sollievo). Da Prodi che lo scelse a Berlusconi che lo riconfermo’ fu l’ennesima occasione di un magna magna con l’aggravante, oltre che per l’inutilità della spesa, dei danni ambientali arrecati. Ciò che più mi colpisce è il menefreghismo delle istituzioni regionali succedutesi negli anni per assumersi la responsabilità di rimediare. Ma in questo stesso istante mi rendo conto che sarebbe follia pretendere responsabilità dalla classe politica regionale sarda. Saluti.
Ciò che vedo? Un enorme spreco di risorse pubbliche estorte dalle tasche degli italiani! Un lusso negato e per pochi! Amo la nostra isola e vederla sfregiata e deturpata dai suoi diritti e dalla sua bellezza è lancinante.
non se la prenda così, prof. non ho chiesto a lei di vergognarsi, mi vergogno io quando percorro quelle strade che amo, guardo verso quelle strutture e penso a quel periodo buio di scelte sconsiderate (ma lo sarebbe stata anche quella del G7 poi finito in Sicilia e che lei sperava di poter tenere a Maddalena).
sulla critica al giornalista invece insisto, è l’incipit del suo pezzo, perché ora? siamo qui a parlarne, per fortuna, ecco perché. lei si arrabbia e giudica la mia superficialità ma seduto dietro quei banchi non ci sono mai stato e quindi mi tengo stretta la mia superficialità. Che preferisco all’incapacità e all’arroganza di urlarla da un blog. cari saluti sardi
Scusi, chi è che non si firma? Ma si sente bene? Mi firmo come mi sono sempre firmato e quanto alle scelte sbagliate per la nostra isola, io ho una storia di difesa della Sardegna dai soprusi, lei? Se per lei l’estetica equivale all’effimero, allora ha bisogno di studiare.
Questi passano come dei rulli compressori spianando e livellando tutto, ovunque.
Lo scopo principale è razziare tutti i soldi pubblici o le grandi commesse per tenere aperte, tra stagisti e lavoratori sottopagati, le loro costosissime baracche.
Hanno la stessa delicatezza e sensibilità di un branco di cinghiali affamati.
D’altronde “fuck the contest” è il loro mantra.
Scusi ma lei che scrive e non si firma sta bene di testa ? Le sembra il caso di spostare l’attenzione sui fattori estetici a fronte delle continue scelte sbagliate e deleterie per il passato e il futuro della nostra isola
Non si capisce dove sia la notizia, vero. Ma poi, in ultimo, leggi che: “Dopo sedici interminabili anni di richieste, dinieghi, rinvii, silenzi, la presidente regionale Alessandra Todde e il suo vice Giuseppe Meloni hanno finalmente deciso (grazie) che quelle strutture non potevano più essere nascoste agli occhi dei cittadini. E le hanno aperte al Corriere, che per la prima volta ha potuto così superare le recinzioni blindate con Pierfranco Zanchetta (ex deputato regionale tra i primi a denunciare lo scandalo) e l’architetto Stefano Boeri, il quale dopo una consulenza iniziale si vide affidare dalla Protezione Civile il progetto di recupero dell’arsenale («Ci servivano progettisti italiani d’eccellenza» e operativi, spiegherà Bertolaso) ma fu presto scaricato dalla «cricca» accusata di «rincari del 57%», per vedere la «cittadella proibita». Scoprendo un degrado inaccettabile”. E capisci tutto. Il consulente della comunicazione ha colpito ancora. (?)
Ieri leggevo questo articolo: https://www.elle.com/it/showbiz/gossip/a65333186/matrimonio-coppia-romana-borgo-umbria-come-bezos/
e mi chiedevo: perché questa nuova moda delle nozze scenografiche in Italia? Perché è storicamente bella, tanti luoghi diversi ricchi di un fascino creato nel tempo da chi li ha abitati. Qualcosa di inarrivabile per chi non ha una storia (come l’americano Bezos e la sua compagnia ma anche, purtroppo, i giovani di oggi, cresciuti e “istruiti” senza storia, geografia, storia dell’arte ecc.). Dovremmo esserne fieri, difenderlo e preservarlo. Invece domina la moda del “moderno”, del nuovo e si inseguono modelli architettonici appunto tutti uguali, luccicanti eppure freddi, fuori posto ovunque arrivino.
La paura, molto realistica, è che la nuova moda nuziale arrivi anche qua, svilendo l’anima dei luoghi colpiti dallo sguardo ambizioso di sposi e “pianificatori” al seguito che comprano uno scenario e privano sostanzialmente della libertà i suoi abitanti (molti veneziani non potevano arrivare a casa loro durante la 3 giorni dei faraoni).
Difficile capire fino in fondo il suo periodare, ma mi pare le sfugga un po’ di storia. Fui tra i pochissimi a contestare la scelta del luogo; fui tra i pochissimi a non avere nulla a che fare con la politica corrotta; non ho niente da dire sul giornalista che fa il suo mestiere. Di cosa dovrei vergognarmi? Si vergogni lei della superficialità qualunquista con cui legge.
non una parola sulla scelta scellerata di scegliere quel luogo
il problema le archistar non la politica corrotta
il problema è un giornalista che fa il suo lavoro
mai ci si potrà vergognare di più
paolo
milano e sardegna
Pensi che a Cagliari adesso abbiamo anche la PROMENADE……una semplice passeggiata era roba da provincialotti con l’anello al naso…
Ma la Marcegaglia continua a pagare un (1) euro di affitto all’ anno per la “gestione” dell’ ex arsenale?
… Su G8 in La Maddalena?
Solu unu muntone de milliones de ispèndhere (pagat Pantalone, órdinat su LEONE) e de fàghere “incassare” a chie est sempre a … CONTU PARADU. E muntonarzos “bellos” a muntones.
Ma su dinari si no s’ispendhet e balanzat a ite serbit?
E chie morit morzat e chie campat incasset!