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Avere 70 anni a Cagliari

Posted on 26 Settembre 202626 Settembre 2026 By Paolo Maninchedda 19 commenti su Avere 70 anni a Cagliari

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Stefano Locci

Ho 70 anni e un dubbio mi assale da qualche tempo: sto entrando nell’area della follia oppure è la follia che ormai è dilagante negli altri?

Non posso escludere a priori la prima opzione stante che pesanti vicissitudini personali, oltre ad un decadimento fisico legato anche ad annose terapie, possono avermi spalancato le porte del mondo parallelo della perdita dell’equilibrio mentale.

Poi passo ad esaminare la seconda opzione e non posso non pormi una serie di domande.

È folle che già nel momento in cui esci dal parcheggio con la tua auto ti addentri in un mondo in cui vige la nonregola del tipo Marchese del Grillo (le frecce devono essere in demand perché quasi nessuno le usa obbligandoti ad “intuire” le altrui intenzioni) cioè tutti padroni?

È folle che nelle nostre città si sopprimano posti auto (con l’evidente decentramento della grande distribuzione e la desertificazione dei centri urbani) abbandonando al degrado le strade a favore di tavoli da biliardo quali sono le (pressoché inutilizzate) piste ciclabili?

È folle che città a vocazione turistica (a parole) come Cagliari non vengano dotate di bagni pubblici tanto che sbandati – pardon “sofferenti” (copyright Sindaco Zedda) – debbano fare i propri bisogni a cielo aperto e sotto gli occhi di tutti (quanti ne avrebbero realizzato con i soldi regalati al progetto alberghiero/commercial/sportivo di Mr. Giulini)?

È folle che orde di ragazzini mettano a ferro e fuoco il centro storico delle città per scatenare le loro pulsioni di violenza?

È follia che sbarbatelli (quante legnate avrebbero ricevuto 40/50 anni fa dai genitori) accoltellino gli insegnanti (diretta conseguenza di quei genitori che, per dare il buon esempio, picchiano i docenti dei loro figli)?

È follia che microbi di 3/4 anni smanettino con lo smartphone dei genitori mentre i medesimi si godono lo spritzino quotidiano?

È follia che la gente (folle?) desiderosa di una vita semplice di lavoro, famiglia (con doverosa educazione dei figli inclusa) e casa non regga più la deriva di degrado sociale in cui siamo sprofondati con una crescente tendenza alla giustizia fai da te?

Eh sì, sto diventando folle.

Cagliari, Politica, Vetrina

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Comments (19) on “Avere 70 anni a Cagliari”

  1. Stefano Locci ha detto:
    28 Settembre 2026 alle 19:05

    Ringrazio preliminarmente il Prof. Maninchedda per avermi ospitato nella sua vivace testata.
    Parimenti ringrazio, indistintamente, tutti coloro che hanno dedicato parte del loro tempo a leggere la mia riflessione e, ancor più, chi ha postato un commento a riguardo.
    Tengo a sottolineare che né giustizialismo fai da te, né appartenenza politica hanno ispirato il pensiero da me illustrato.
    Forse c’è un fondo di nostalgia dei tempi passati, è vero.
    Tempi in cui i tg dell’epoca mostravano la tensione USA – URSS a Cuba, l’assassinio dei fratelli Kennedy, la infinita guerra in Vietnam ma anche i figli dei fiori, il ’68, i primi riconoscimenti del ruolo della Donna. Ed ancora il rock, i Beatles, i Pink Floyd. Anni indimenticabili e formativi. Si facevano tanti errori certo, ma di fronte ad una persona in difficoltà ci si fermava a dare soccorso, si cedeva il passo ad una Donna anche se ragazzina e ci si alzava per cedere il posto agli anziani. Oggi?
    Buona Vita a Tutti.

  2. Fermaglio ha detto:
    28 Settembre 2026 alle 18:22

    Mi dispiace assai per Stefano Locci: ha vissuto sicuramente tempi migliori, ma forse lui a 9/10 anni non ha dovuto misurarsi – davanti al Riva – con ragazzi di 12/15 anni che sfoddavano assai (della serie: le ho prese, ma me le hanno anche date).
    Oppure, a 16 anni, non ha dovuto scontrarsi con le cricche dei cd “cagacazzo” di cui circa 10 anni dopo ne era rimasta meno della metà causa overdose o Buoncammino.
    A più di 60 anni riconosco ancora la mia città: cambiata, peggiorata ma anche migliorata. Certo, è preda di appetiti d’oltre mare, ma in realtà gli squali locali sono sempre stati al soldo dei continentali e hanno fatto i fighetti autoreferenziali sulla pelle di troppi concittadini. Insomma, caro Stefano, sei invecchiato e non riesci ad accettare la gioventù contemporanea che – sia chiaro – è figlia del proprio tempo. Fattene una ragione: se non siamo soddisfatti vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa e quondi è colpa anche nostra. Ps: troppe piste ciclabili inutili, ma anche diverse piste decisamente belle. Provare per credere.

  3. Antonello Manca ha detto:
    27 Settembre 2026 alle 14:07

    Mah, nasciamo e viviamo secondo le culture e tradizioni religiose e decisioni politiche di uomini che non abbiamo direttamente scelto.
    Stiamo diventando laici perché la politica sempre più ci spinge e la religione, attraverso la quotidianità, ci appare lontana, fuori tempo.
    Dobbiamo adattarci, subire, le decisioni politiche dettate da persone inadatte, persone che
    , in moltissimi casi, non sanno gestire moralmente la propria famiglia ed economicamente neppure una piccola bottega, ma decidono e controllano le nostre vite.
    Una parte politica, molto consolidata in sé stessa, straripante di presunti intellettuali, vuole vorrebbe riconoscersi nell’assoluto;
    insicurezza nelle città, nelle proprie case , forza pubblica che si adopera all’ inverosimile ma niente o scarse punizioni rimettendo tutto/i nuovamente in circolazione ripropponendo il dente x dente antico come Adamo ed Eva ma soluzione per messa in pace.
    Necessitano gli immigrati ma sono diversi troppo diversi da noi per educazione, principi, religione.
    Dobbiamo stringerci fortemente tra noi , aiutarci e incoraggiarvi per non cadere nel fai da te ma troppi troppi troppi fanno finta di non capire di non vedere e continuano così a sottovalutare, addirittura ad incoraggiare comportamenti pericolosi.
    Niente parcheggi per moltissime automobili a discapito dei centri città ed a vantaggio dei centri commerciali; molti e larghissimi marciapiedi per pochissimi pedoni, strade ciclabili per nessuno ciclista, filosofia degli idealisti dell’ottocento ma non certamente della realtà di vita di oggi.

  4. Renato Orrù ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 20:08

    …Sig Locci … io ho questo mese 60 anni ….ma quei suoi stessi pensieri li ho evoluti a fine 2024 steso su un letto ad iniziare la mia prima vera lotta per la vita. E oggi sono arrivato alla conclusione che devo cercarmi un buen retiro in Centro Sardegna … un Paesino dove andare a raccogliere olive e vendemmiare dai nuovi compaesani …. Mi sono stancato di prendermela con il cialtronismo diffuso … voglio stare bene in sano egoismo personale. Ma poi mi vengono i rimorsi per non aver fatto tante cose …. quindi probabilmente cercherò di resistere un altra decina di anni …Si Deus CHERET e sos barracellos lu permitini.
    Tenga duro e si cerchi un buon retiro. A Kent’annos… (non la conosco e già le voglio bene )

  5. Alberto ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 14:56

    Leggo con rispetto le parole del Sig. Locci, ma non le condivido per nulla. Sono le solite lamentele del “dove va il mondo” e “si stava meglio prima”. Non è vero. Io sono stato ragazzo negli anni 70′-’80 e ricordo bene: droga e spaccio in ogni posto, strade sporche per i rifiuti (altro che raccolta porta a porta), micro delinquenza diffusa. E’ vero, non c’erano le piste ciclabili, quindi si poteva parcheggiare dappertutto. Ma era un bene? Era bello trovarsi le auto ammassate dove capitava? I genitori “raddrizzavano” i ragazzi a suon di sberle, ma funzionava davvero? Da come sono andate le cose direi proprio di no.

  6. P ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 13:50

    C’è una terza via. Ad esempio chi lo può fare o è portato a farlo, potrebbe trasferirsi nei piccoli centri, magari dell’interno, certo, poca sanità, pochi servizi in genere, ma per chi è ancora in sufficientemente equilibrio psicofisico, potrebbe essere un una buona scelta. In questi giorni, molti settantenni e più, partecipano alla vendemmia, poi pranzo in buona e generalmente allegra compagnia, per altro non abbiamo difficoltà a parcheggiare è c’è anche una discreta tradizione che gli stessi genitori, ma non solo, mettano a posto i propri figli le pochissime volte che sgarrano…non sarebbe male per tanti sia per quelli che si spostano, sia per quelli che li accolgono….

  7. Antonio ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 12:34

    complimenti signor Stefano Locci secondo lei la Politica c’entra qualcosa sul clima che si sta espandendo a dismisura su tutto il territorio Nazionale

  8. Mario Pudhu ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 11:44

    A mie mi paret chi semus in su «grofu»… (custu cheret nàrrere, su “centru”, in mesu in mesu de…, in su menzus de… – si est menzus –, e podet èssere unu tempus, unu fàghere, un’atividade). Ma ite naro, unu grofu?! Totu su mundhu est unu grofu de… cun totu chi sa Terra est unu pianeta chi andhat a inghìriu de su Sole (custu eja, est unu grofu!).
    Ma, a donzi modu, in su grofu de ite semus?
    A pàrrere meu – e intantu naro chi si bi pessat abberu pagu – su Mundhu est in su grofu de una inciviltade de gherra irbariada maca (o bos piaghet de prus “folle”?), assurda e faghindhe irbariare, faghindhe iscassiare sa zente.
    E candho mai «giustizia fai da te»?! Custa, in su meda e in su pagu, est gherra e totu sas gherras tenent una ‘régula’ ebbia: no a bínchere su male, su bisonzu, ma a bìnchere s’àteru, aterrare sos àteros “concorrenti” o “nemici”, e totugantos “aspiranti campioni” e, si nos narat carchi cosa, su «Vincere e Vinceremo» de marca o no de marca za at dadu unu bellu resurtadu cun milliones a chentinas de zente massacrada in sos “campi di battaglia” e, fora in donzi campu, tzitade e carrela, impresonada e morta in sos lager, gulag, suta de totu sos bombardamentos e (nachi!) agabbada cun sa bella «Vittoria» de Hiroshima e Nagasaki a òpera de sos campiones “aspiranti” meres de su Mundhu.
    Su «sistema» ‘civile’ za at sighidu s’irvilupu, tantu chi su Mundhu est gai minoredhu chi sos “campiones” o cadhos de punta o màchinas de gherra gasados a AI si lu sunt zoghendhe in tres e totu a Irvilupu (ite progressu?!) e Irrichimentu Illimitadu e Consumismu Insostenibile e Muntonarzu ateretantu, cundennendhe fintzas cudhos morindhe de fàmine e miséria a cùrrere, a cùrrere, a cùrrere a fuidura e serbire, cun su pagu sàmbene chi zughent e àteru chi lis bisonzat, a fàghere s’irvilupu de custa economia de gherra.
    E neune si contet disertore, “renitente”, mancu su Paba bonu e contràriu cantu est, ca semus totugantos “ingaggiati”, “arruolati”, che a sos disocupados e bagamundhos etotu chi gai depent abbarrare ca sas màchinas de gherra triballant, produint e irrichint e binchent prus a Intelligenza Artificiale e, si zente bi campat, parte manna si campat a tilipendhe e si morit a tontesa e bisonzu ‘naturale’.
    Sos cadhos mannos, o cadhos macos o cadhos cadhos, sunt de sempre isparados a cùrrere de candho pro si fàghere meres de cantu prus cosa e logu podiat afíere ogru manizaiant istillu o ispada e faghiant e teniant ischiavos a mizas.
    Ma a cùrrere a cùrrere a cùrrere, si faghiat a velocidade de sa lughe o nessi supersónica, como e sempre de prus semus totugantos ispintos e depimus tènnere cantu prus pagu tempus pro pessare, cussiderare, ischire, imparare, currèzere, rispetare, fàghere fortza paris chentza mancu “etichetta” gai solu pro èssere umanos e no buratinos, ne birillos o pedinas, màchinas, robbots ne coro e ne cussèntzia, ne nùmene e sambenadu, ca sa libbertade e responsabbilidade no sunt duas cosa chi nos barriamus (comente s’intendhet candho narant “prendersi la responsabilità”, “crescita della responsabilità”): custas sunt duas cunditziones de sos umanos chi zughimus comente creschimus che a sos ossos chi nos rezent ritzos e permitint de caminare.
    E no est a torrare a perunu “connotu” (ca mancu “Eva” e “Adamu” ant connotu “paradisu” salvu cussu pagu pagu fintzas a si abbizare chi fint nudos): est solu chistione, ca umanos e no animales semus, de ischire cantu e comente e faghindhe o no faghindhe ite podimus e depimus menzus èssere e fàghere a umanos, ca s’umanidade no est gherra e morte, ma solu paghe e vida, puru cun sas dificurtades de custu mundhu. E solu custu est progressu, si significau tenet.

  9. Luigi ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 09:46

    Condivido appieno l’analisi della follia che ci circonda, io ho 71 anni, e vivo le stesse sensazioni; ricordando un detto della mia nonna matterna… tanto tempo fa, ( io 10 anni , la nonna 82 anni), mi disse … (Ada benni una di chi su mundu sada furriai a fundu in susu), ….Verrà un giorno che il mondo si rivoltera’ a fondo in su….. mai parole furono più profetiche.

  10. Nunzia ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 09:36

    Non vedo sintomi indicanti follia, purtroppo ,bensì una lucida triste e realistica fotografia della realtà.Ahinoi😥😡

  11. Daniela ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 09:28

    Appunto deriva sociale ,maleducazione,delinquenza,grande tolleranza per chi si mette ad orinare in pieno giorno nelle strade e o piazze,perchè mancano i bagni pubblici,per chi ruba ,stupra ,perchè poveretti devono campare alle spalle degli altri anzichè rompersi la schiena lavorando,oppure stuprano ragazzine perchè nessuno ha insegnato loro che non si fa,almeno da noi e via dicendo.L esasperazione dei cittadini onesti che spesso sono costretti a farsi giustizia da soli,pagandone le conseguenze,è legata ad un lassismo generale della politica di sinistra in primis,della magistratura rossa poi,vedi la magistrata che ha liberato lo stupratore di una tredicenne perchè si è scusato (magari se l avesse fatto alla figlia o alla nipote ,la sentenza sarebbe stata diversa) e ora scopriamo con orrore che ci sono pure i medici di sinistra che redigono falsi certificati per non mandare nei CPR gli immigrati irregolari che continuano così a delinquere,stuprare e a volte ammazzare.Dovremo pagare la scorta a tutte queste persone quando saranno minacciate???Non mi meraviglio più di nulla.Un suggerimento:alle prossime elezioni riflettete bene prima di dare il voto ai sinistri ,questo è solo l assaggio di quello che accadrà in seguito.goo

  12. Max ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 09:17

    mio figlio pre adolescente in una media città nord europea è rimasto stupito, quasi basito; ma come, non strombazzano di continuo se sei un po’ imbranato alla guida ? non ci sono gruppi di persone che schiamazzano? le persone (inclusi i conterranei) rispettano la coda per salire sul bus? niente feci canine per terra? poi al rientro all’aeroporto appena calpestato il suolo patrio è partita la corsa sfrenata alla navetta con vittoria del tronfio prepotente di turno e famiglia, e siamo subito tornati alla dura realtà. Però chi ha scritto l’articolo (mi scuso) forse potrebbe anche fare l’esame di coscienza, come provo a farlo io tutti i giorni, peraltro “bocciandomi” senza appello, anche perchè mi pare abbia espresso alcune forti pillole di intolleranza (per le piste ciclabili che sostituiscono i parcheggi, per i “sofferenti” che non trovano servizi), e forse la base di partenza per ricostruire un clima civile potrebbe essere proprio insegnare e coltivare la tolleranza.

  13. aldo ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 08:37

    Come generazione siamo cresciuti (anche se più piccolo del Sig.Locci) con il mantra del Progresso, magica parola degli anni 60-70
    Ci accorgiamo che non è andata così e che a differenza dei nostri padri lasceremo un mondo peggiore ai nostri figli
    Credo che molte delle sensazioni e considerazioni espresse possano essere condivise da molti boomer ma resta il dubbio che la lente sia deformata dal constatare che siamo avviati, causa età, all’ irrilevanza sociale (come per altri motivi ha espresso il Cardinale milanese)

  14. Antonello ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 08:36

    Come non riconoscere al signor Locci il merito di aver fatto una fotografia lucida e netta della realtà. Il problema di fondo è educativo. Come siamo cresciuti? Come sono cresciuti i nostri figli? Ed ora come crescono i nostri nipoti? Questa valanga diseducativa ha prodotto, e purtroppo chissà ancora quante ne produrrà, tonnellate di macerie. È in macerie l’umano. È in macerie il senso del vivere, lo scopo buono per cui siamo fatti. Tutto è effimero. Tutto è usa e getta. Soprattutto tutti i fratelli uomini sono usa e getta. Per un pugno di voti si sfascia una città, le persone che vi abitano sempre più escluse dalle priorità. Alla fine tutti siamo piu soli, convinti di goderci la vita perché facciamo aperitivo fighetto. Tutti pronti a dire parole sulla solidarietà, ma poi ci giriamo dall’altra parte. Intanto spediamo i nostri figli al baratro del nulla eretto a sistema. Tutti senza un perché… Che Dio ci aiuti!

  15. Stefania Usala ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 08:30

    Concordo in tutto, purtroppo…aggiungo che la gente è diventata anche molto più aggressiva e maleducata…ma forse sono io che sono diventata più intollerante con l’ età…

  16. Roberto Intina ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 08:21

    Sono d’accordo e condivido tutte le riflessioni del Signor Loi . Purtroppo la Cagliari di oggi è quella descritta dal Signor Loi . Per quanto riguarda la Cagliari turistica ,direi che oltre i bagni sarebbe necessario qualche servizio informazioni in più ed un servizio trasporti urbani più chiaro e meno punitivo per le frotte di turisti vaganti per la citta.

  17. Emilio Cossu ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 08:10

    Il degrado è presente, la soluzione specularmente degradante è la giustizia fai da te. Non reggere alla deriva è legittimo e comprensibile, ma a me pare che la domanda del signor Locci ponga in questione se la reazione armata sia giusta o meno. Ho letto che nell’ultimo caso, qualche giorno fa, sono stati sparati 15 colpi di difesa personale. Quella sì che è follia.

  18. Paolo Maninchedda ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 08:00

    Emilio, non mi pare che il signor Locci inneggi alla giustizia fai da te, ma constati che, nel clima urbano che lui rileva, sta aumentando la “giustizia fai da te”. Attenzione ai riflessi pavloviani che ribadiscono la regola pur di non vedere il degrado.

  19. Emilio Cossu ha detto:
    26 Settembre 2026 alle 07:49

    Eh no….io lavoro, ho famiglia e una vita ritirata e modesta, ma non sono sprofondato nella giustizia fai da te. Quella pulsione evidentemente c’è sempre stata in qualcuno e ora un certo clima la fa emergere come legittima e giusta. Niente alibi!

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