Oggi L’Unione Sarda annuncia, in un colonnino di spalla, che Francesca Ghirra, eletta alla Camera con Alleanza Verdi e Sinistra in quota Progressisti, alle prossime politiche dovrebbe candidarsi con il Pd. Sarebbe la conseguenza dell’ingresso di Massimo Zedda e del suo gruppo nel partito di Elly Schlein.
Per rendere credibile lo scenario, il giornale abbozza persino una lista: il segretario regionale Silvio Lai, Francesca Ghirra e il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini. Marco Meloni, parlamentare uscente, non compare.
Su quale base? Non viene indicato un comunicato, non si cita una dichiarazione e non si riferisce neppure un’indiscrezione attribuita a fonti politiche. La notizia, dunque, non consiste in una decisione assunta, ma nell’anticipazione di una possibile candidatura. Resta da capire chi abbia interesse a metterla in circolazione con tanto anticipo.
La questione, peraltro, è tutt’altro che risolta. I Progressisti entrerebbero nel Pd con un peso politico significativo a Cagliari, ma più limitato nel resto dell’Isola. Hanno già ottenuto molto nella costruzione degli equilibri regionali, grazie al tradimento perpetrato contro Soru e a favore della Todde: la candidatura di Zedda a sindaco di Cagliari e un assessorato per Francesco Agus. Non è affatto scontato che le altre componenti del Pd accettino anche una candidatura parlamentare dei Progressisti, divenuti corrente del Pd, collocata in posizione utile e studiata a tavolino in modo da poter concentrare su di essa tutta la forza della componente, a discapito degli altri candidati, originali e originari Pd.
È dunque normale che un partito discuta delle proprie liste. Meno normale è presentare come notizia una candidatura non ancora decisa e senza spiegare quale progetto dovrebbe rappresentare.
Ed è questo il vero problema. La politica sarda sembra ormai incapace di parlare di un candidato collegandolo a un’idea riconoscibile della Sardegna, a una battaglia condotta in Parlamento, a un risultato ottenuto o almeno a un obiettivo preciso. Si discute di nomi, quote e collocazioni, mentre scompare la domanda più importante: che cosa ha fatto e che cosa dovrebbe fare a Roma il parlamentare sardo? A Roma è facile degradare progressivamente in una di queste funzioni: peone, compagnone di bordo, ininfluente gregario, collaboratore questuante, comparsa che si fraintende protagonista, cameraman che si pensa regista, lobbista. Il singolo, in Parlamento, si perde se non ha un robusto impianto culturale e un altissimo senso tattico ed è costretto o a scomparire nell’anonimato o ad accettare, pur di esistere, il camerierato del leader, come fa Licheri con Conte.
Negli ultimi anni i nostri eletti hanno prodotto interrogazioni, comunicati, dichiarazioni e relazioni personali. Molto più difficile è individuare iniziative capaci di incidere sui rapporti tra la Sardegna e lo Stato: trasporti, energia, sanità, entrate, servitù, tutela del territorio. La rappresentanza territoriale è diventata un burocratico esercizio di scrittura, un impiego con oneri di presenza, ma non di efficacia.
Francesca Ghirra ha naturalmente il diritto di aspirare alla ricandidatura. Il Pd ha il diritto di candidarla e L’Unione Sarda quello di occuparsi dei futuri equilibri delle liste. Ma una candidatura diventa una notizia politica quando esiste; qui non è stata decisa, annunciata o confermata e non viene sostenuta neppure da un’indiscrezione verificabile. Siamo dunque dinanzi a una prova di forza salottiera, condotta attraverso il giornale per mettere preventivamente un nome sul tavolo: un’esibizione della capacità di penetrare e strumentalizzare i media. Per gli interessati è pressione e forza politica; per i lettori è manipolazione. E neanche tanto occulta: sfacciata.

Mi perdoni Prof. Ho forse scritto qualcosa che va contro qualcuno? Non per altro, perché a me pare che abbia fatto delle valutazioni su delle dinamiche politiche e su dei nomi senza attaccare né sul personale e né su altro. Chiedo per capire davvero. Perché diversamente per chi commenta allora non vale il principio della libertà. A me sembra che nel commento non ci sia una posa da redarguire, altri commenti solo molto più scomposti e borderline, ma evidentemente c’è qualcosa che non torna nel mio. E poiché ho molta stima di lei le chiedo perché questa sua osservazione, del resto non mi paiono così distanti certe nostre posizioni. La ringrazio.
Egregio Cogoni,
vale anche per lei ciò che ho scritto a Alfio: il sistema le ha approvato un commento che io non avrei pubblicato. Si regoli per le prossime, eventuali, volte.
Professore, mi permetto una riflessione fuori dai denti e netta.
Ma i Progressisti (soprattutto, Massimo Zedda, Francesco Agus, Matteo Massa) che cosa fanno nella vita oltre a riempirsi la pancia di incarichi e nomine? Qual è il loro mestiere laddove la politica chiudesse loro i rubinetti? Hanno mai lavorato questi quattro OMISSIS? Per assurdo, forse, la sola che ha un mestiere è proprio la Ghirra, che però, come gli altri suoi “compagni”, vive di geometriche sistemazioni su scranni ben divisi e ben spartiti dal partito. Insomma, il gioco politico di questa crichetta filo dipendente OMISSIS è quello di inseguire e seguire il potere. Altro che tutela dei deboli. Altro che sinistra degli ultimi. Qui siamo a livelli altissimi di borghesia (del resto gli stessi padri di questi ex ragazzini sono stati dentro il sistema, e ora i figli proseguono per trasmissione generazionale), ma non solo: qui parliamo di borghesia moltiplicata per mille, tra poltrone, affari, potere, vantaggi. E il Pd in tutto ciò – lo sappiamo – è diventato il grande “sombrero” di questi “affarini professionisti”.
Cagliari è allo schifo più puro dopo oltre due anni di Giunta Zedda. La Ghirra non la sentiamo su nulla dagli scranni del Parlamento in cui siede. Francesco Agus ha solo occupato una poltrona, ma nei fatti nell’agricoltura sarda non c’è traccia di un suo provvedimento. Matteo Massa, allo stesso modo, ha solo avuto l’ennesimo incarico in regione dopo essere già consigliere comunale. Vogliamo proseguire?
Rendiamoci conto: questo è il DNA di questi piccoli cespugli come AVS, Progressisti e chi più ne ha più ne metta. Gente che si è allineata al partito e all’uomo del potere (in particolar modo il comandante OMISSIS) ramificando altresì l’alleanza con i soldatini quartesi (la cricca di Rinascita è quanto mai un bluff elettorale) e con corpi sociali che, vedi CARITAS, consentono loro di gestire voti, numeri e persone.
Ecco cos’è la sinistra attuale a Cagliari. La peggior destra lontana dalla realtà sociale.
..ma è del mestiere questa Ghirra …. chiedo perché neanche mi ricordavo che era stata eletta parlamentare …
Pensate a cosa accadrà nel Nord Sardegna, con DM pronta fare 5 anni di opposizione sguaiata, la sua disciplina preferita.
sull’unione cartacea c’è scritto ” nell’accordo di fusione c’era una clausola la ricandidatura di Francesca Ghirra alle elezioni politiche in un collegio sicuro ” poi se è vero non si sa
Manovre politiche ed elettorali finalizzate, in molti casi, ad accaparrarsi un posto sicuro.
È legittimo voler cercare di sconfiggere la destra, ma il problema è ciò che viene dopo. Il rischio è ritrovarsi con una maggioranza “zoppa”: a forza di allargare il campo e mettere insieme figure e partiti con idee molto diverse, diventa difficile trovare una linea comune e, soprattutto, governare in modo efficace. Dal nucleare alla politica estera, dalla continuità delle politiche economiche ai rapporti con l’UE, le differenze programmatiche possono essere profonde. Se non vengono affrontate prima di costruire una coalizione, il rischio è quello di produrre immobilismo e continui compromessi, con la conseguenza che alla fine non si riesce a legiferare né a prendere decisioni incisive. E a pagarne il prezzo, alla fine, sono i cittadini. Meglio stare in minoranza con la schiena dritta che in una maggioranza zoppa, incapace di affrontare le difficoltà dei cittadini e di dare risposte concrete. Governare non significa occupare una poltrona: significa assumersi responsabilità e avere il coraggio di agire. Quando questo manca, essere in minoranza è una scelta di coerenza, non una sconfitta.
Si sos Sardos bi aimus pessadu a «che cosa ha fatto e che cosa dovrebbe fare a Roma il parlamentare sardo» pro ue e pro chie, tambene!
Si est pro sa Sardigna (e no est cosa de oe!)
po dhu nàrriri a sa campidanesa ant fatu sa «funzione» de su carrabbusu, altrimenti detto scarabeo stercoraro (e difatis nadu a sa logudoresa própiu carrammerda) ma, abbusos o àteru, sempre a carrare est e sempre sa matessi sustàntzia. Nois istamus a su connotu.
Si nos piaghet de prus, ant fatu (e ca intantu cun d-una cusséntzia fartza ca sunt Sardos ma depent frigurare italianos e pro àteru no bi podent èssere ca quattro gatti deunudotu inùtiles a calesisiat ‘maggioranza’), faghent sa ‘civilissima’ funtzione ‘democratica’ de su cappio al collo postu a Sardos e Sardigna che a su chi ponent a impicare e pro issos etotu guinzaglio che a su chi ponent a sos canes, no a sos canes de isterzu ca cussos a fura linghent ebbia si bi agatant cosighedha in s’isterzu, e ne canes chentza mere ca su mere za l’ant buscadu e ponent fatu, ma cun su ‘civilissimo’ tìtulu de on. o de sen. tenent su annesso compenso chi, lauto o no lauto, lampu!
Sos Sardos no tenimus de nos disisperare e mancu de nos preocupare e pessare menzus carchi cosa comment’e zente bia ca, de su restu, sempre a mòrrere tocat! E a nàrrere sa veridade za semus própriu morindhe tra sos chi istudiant pro emigrare e gai emigrant ca inoghe «no che at nudha» e nudha de fàghere e sos chi emigrant a campusantu fintzas antibitzadu cun totu su ‘progressu’ chi at fatu su tràficu.
La cricchetta dei cagliaritani della sinistra bene che ce l’hanno fatta, hanno infinocchiato tutti fingendosi paladini degli ultimi e si sono garantiti una vita da ricchi e potenti, senza lavorare.
Sinistra e destra, uno peggio dell’altro. Rimpiangiamo la Democrazia Cristiana
E’ così, Paolo. Il grande Riccardo Cocciante cantava…”era già tutto previstoooo”… Tu sai essere diretto, ruvido, caustico ecc….ma sotto sotto non riesci a nascondere anche un approccio “romantico” verso la politica. Provi rammarico perche è mancata una sana condivisione,… perchè non si sia rispettato il galateo di una comunità politica…perchè le anticipazioni mediatiche si impongono senza avere una visione. Ma perchè?…mi chiedo…questo PD è in grado di esprimere tutto ciò? E’ un’organizzazione irreggimentata dove almeno i due terzi sono controllati da un potente ex senatore fortemente coinvolto negli intrecci della finanza e delle dinamiche degli investimenti nell’isola. Tutto il resto è di complemento. A Zedda disse…vuoi fare il sindaco? volete tenere un parlamentare? Bene, molla Soru….
La penso come te, Paolo, faceva parte dei trenta denari…ma qui nessuno si pentirà, nessuno si impiccherà.
Concordo con le sue valutazioni. Peraltro, aggiungo che i candidati dovrebbero essere scelti sulla base delle loro effettive capacità e la conseguente idoneità a portare avanti gli interessi della Regione. Nel caso specifico la potenziale candidata rappresenta l’emblema dell’esatto contrario. Se si tirassero le somme del lavoro svolto nella legislatura in corso, emergerebbe il nulla. Solo qualche inutile intervento ed interrogazione, funzionali a giustificare, solo apparentemente e per i più ingenui, i lauti compensi dispensati da noi contribuenti.
Recentemente ho incontrato Francesca Ghirra in un pubblico evento nella mia città, le ho detto che in Parlamento ha portato temi a me cari come militarizzazione, non mi sono adeguata alla ipocrisia del “voto politico”, mi reco al seggio per rispetto del diritto di voto, anche se tale diritto ci è stato letteralmente scippato da leggi elettorali vergognose, ergo posso permettermi di scrivere che Francesca Ghirra, in anni di politica, non si è emancipata dalle logiche di partito stampella, mi spiace davvero che la politica sarda “progressista” sia un cespuglio/stampella di un partito che ha al suo interno un impressionante numero di contraddizioni, tutto questo porta e porterà alla polarizzazione che vediamo, d’altronde certa politica ha sostituito il popolo sovrano con un popolo DEL sovrano di turno, ecco perché mi sottraggo a ratificare scelte di segreterie di partito che mostrando quotidianamente una imbarazzante insipienza
Di queste manovre politico elettorali alla gente che tutte le mattine si alza alle 6 per andare a lavorare importa poco. Ben altri dovrebbero essere i compiti della politica.