Coronavirus in Sardegna: stato confusionale

I numeri del Coronavirus in Sardegna, incrociati con la propaganda d’accatto della Regione, rivelano una assoluta inadeguatezza della Giunta regionale alle funzioni di governo di questa tragica battaglia (ma gli assessori dove sono? Aspettano direttive da Roma? E una sveglia, no? Ma si sta tifando perché Roma mandi un commissario? Si vuole anche qui Bertolaso?).

Cinque giorni fa, il 14 marzo, le persone risultate positive al test erano 47. Il 17 marzo erano 121. Ieri erano 206: si sta viaggiando a incrementi quasi del 50% al giorno.

Ieri, 19 marzo, i positivi al test sono cresciuti rispetto al giorno precedente, 18 marzo (134 positivi), del 53% (72 persone), la gran parte degli incrementi a Sassari.

Di questo passo a fine mese si arriverebbe a oltre 20.000 contagiati.

I ricoveri in ospedale erano ieri 52. Il 14 marzo erano 40. Ciò significa che gli ospedalizzati crescono molto più lentamente dei contagiati. Ma sale anche la percentuale di quelli in terapia intensiva. Il 14 erano 4 su 40 ospedalizzati, ieri erano 7 su 52.

Sarebbe facile richiamare le dichiarazioni spavalde della Giunta di fine febbraio, le certezze affermate un giorno e smentite il giorno dopo, l’incapacità di prevedere per tempo moltissime cose, ma a che servirebbe?

Ciò che la Giunta non riesce a fare è ciò che in guerra devono saper fare gli ufficiali sul campo: non solo applicare ciò che hanno imparato sulle strategie, ma capire come adattarle al momento.

La Giunta interpreta il proprio ruolo nella pedissequa fedeltà alle disposizioni governative, ma serve di più.

Serve capire come mai non si è pensato da subito e non si sta pensando di rendere severe le procedure di accesso agli ospedali; serve capire che cosa non sta funzionando nel 118; serve capire perché la rete delle comunicazioni è così confusa; serve capire perché si è sottovalutato a fine febbraio il tema degli approviggionamenti di materiale sanitario; serve capire perché si è stati spavaldi sui letti di terapia intensiva e mascherine; serve capire perché l’AOU di Sassari sembra su un altro e peggiore pianeta; serve non fare tutti la stessa cosa (gli assessori diversi da quello inesistente alla sanità – che in un momento come questo invoca l’attività della magistratura, in modo che alle grida manzoniane e alla paura della morte si aggiunga quella delle manette in modo da fare una bella frittata di inettitudine e paralisi – non pare stiano capendo né facendo nulla).

Se la Giunta non regge il momento, chieda aiuto, mobiliti tutte le forze presenti e quiescenti, distribuisca gli incarichi, faccia la sua parte.

Invece, confusa e intimidita, non sa rapportarsi ai sindaci, è in estrema difficoltà con le forze politiche, sente che l’ombrello leghista si sta sbriciolando, si sta mettendo dietro i prefetti che fanno, come sempre, solo quello che vien detto loro di fare.

In guerra, oltre ciò che ti ordinano di fare, c’è quello che ordinariamente devi fare, c’è il proprio: ognuno deve fare bene il proprio e se non sa che cosa fare, chieda aiuto.

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