Solinas, il commerciante affamato e lo stipendio di Mattarella

La stampa sarda sta vivendo uno dei suoi periodi più bui. Non più guidata dall’interesse per la verità delle cose, ma solo dall’abitudine a ripetere le parole di chi esercita una funzione o un potere (vuoi che lo faccia per pigrizia o per ignoranza e convenienza, poco importa), i media sardi oscillano tra scandalismo, ferocia informativa e pappagallismo di potere, il tutto nell’indifferenza generale perché sanno che solo una minoranza segue con attenzione la politica.

È in questo quadro che si è consumata l’ennesima ignominia della Giunta Solinas: mentre i commercianti cagliaritani mettevano in atto i flash mob dinanzi ai loro negozi per sensibilizzare la gente sulla crisi drammatica che li ha colpiti, la Prima Commissione del Consiglio regionale approvava la leggina sulla costituzione del super staff della Presidenza della Giunta, prevedendo per il Segretario (art.3) lo stesso stipendio del Presidente della Repubblica, cioè il massimo oggi consentito per un dipendente pubblico.
Noi su questa scrofata bramosia istituzionale abbiamo già scritto, quando parlammo delle vocazioni haremesche di Solinas. Ma quel che è accaduto nei giorni scorsi (con i giornali che lo hanno raccontato sotto dettatura del relatore Tunis, dalle artes dictandi alle artes lingendi) è troppo osceno per restare nascosto (ovviamente non trovate nulla sul sito del Consiglio regionale, molto più azzurro di prima, ma anche molto ma molto più confuso).

Breve cronistoria. Il Disegno di Legge 107 prevede un rafforzamento delle funzioni della Presidenza della Giunta e un parallelo incremento dello staff presidenziale fino a 20 persone in più, tutti esterni all’amministrazione regionale, con un costo in aumento a regime di 2 milioni 240mila euro, e un parallelo incremento dei gabinetti assessoriali di 41 persone (36 addetti di gabinetto e 5 consulenti) con un incremento dei costi di altri 2 milioni 160 mila euro.

Solo questi numeri, in un Paese civile, educato alla civiltà, avrebbero dovuto portare la gente in piazza. I pastori del ribellismo sardo non si ribellano a vedere che loro lottano per contributi all’interno del De Minimis europeo e la Giunta prevede di dare in periodo di crisi, come stipendio, a una persona sola, ciò che è il massimo per un’azienda? Ah no, giusto, i ribelli si ribellano a comando e dunque adesso tacciono.
In un Paese civile la gente avrebbe chiesto le dimissioni di un governo idropizzato da boria, appetito (i cronisti parlano di frequenti pranzi istituzionali allo Scoglio, secondo la migliore tradizione punico-bizantina) e avidità (ma anche di qualche tremore, se è vero che si è svolto a Sassari un pranzo di conciliazione rettorale a casa di un ex parlamentare che avrà avuto sicuramente contenuti istituzionali, ma che sarà stato pur sempre attraversato dalla domanda non posta ma ponenda: sarà infin possibile leggere questa tesi rivoluzionaria oppure no?) che immagina di distribuire su base “strettamente fiduciaria” questi nuovi stipendi mentre imperversa una crisi sanitaria e finanziaria mai vista prima.
Ma in Sardegna c’è una terribile assuefazione al peggio e non succede nulla.

Ma non è tutto.

Accade che i tecnici del Consiglio regionale facciano ancora il loro mestiere.

E così la Commissione Bilancio ha dovuto ricordare che c’era un errore nella legge (non rilevato – e già questo è indicativo della qualità degli atti dell’amministrazione regionale ormai commissariata dalla protervia politica – né dall’Assessorato al Personale né da quello al Bilancio che hanno predisposto la relazione tecnico-finanziaria del Disegno di legge della Giunta), giacché al Segretario generale si prevedeva di corrispondere non solo i 240.000 euro della retribuzione massima consentita dalle leggi vigenti per chi svolga funzioni pubbliche (lo stipendio Mattarella di cui si diceva), ma anche circa 40.000 euro di premio legato agli obiettivi (per un totale di 285.000 euro annui circa).
Il segno rosso della Commissione bilancio ha fatto arrossire il duo Solinas-Tunis, perché ha allungato sulla loro attività l’ombra tricliniante di Trimalcione, il sospetto del banchetto, del clima orgiastico del Caligola abiurato di Tinto Brass, la forza impetuosa del grappolo d’uva colante al seno imperioso e allo sguardo potente di Helen Mirren, e dunque Tunis in Commissione ha rassicurato che in Consiglio la legge verrà corretta (le leggi corrette in Aula sono le peggiori) e che il Segretario generale alla fine prenderà non 280 mila euro l’anno ma ‘solo’ 240 mila. Altra rassicurazione verbale, trangugiata dai cronisti lingenti, quella che dice che gli addetti dei Gabinetti non saranno poi tutti esterni, ma solo un po’.

Che dire? C’è qualcos’altro da dire?
Ah sì, commentare l’ingenuità.
Alcuni consiglieri dell’opposizione mi dicono di confidare sul dissenso degli “oppioidi”, il nuovo e più numeroso gruppo consiliare.
Io sorrido: non ho mai fumato in vita mia, ma che ancora si creda alle visioni provocate da chi cerca sempre nuovi terreni su cui concedere di cedere per poter avanzare su altri ben più ‘pastasciuttanti’ mi pare proprio un effetto onirico oltre che comico.

Un’opposizione che si rispetti su questi sprechi da corte assolutista, su questa costante sceneggiata di Solinas che prima tenta i colpacci e poi, se sorpreso, dà la colpa a Tizio e Caio, avrebbe occupato l’Aula, avrebbe processato politicamente la Giunta.
Ma capisco, c’è anche chi investe sul futuro e immagina che oggi sia Solinas a sprecare 4 milioni e mezzo, con un incremento dei costi per i Gabinetti del 266%, domani sarà il centrosinistra. La pastasciutta unisce gli italiani, ma io speravo non unisse i sardi.

0 commenti su “Solinas, il commerciante affamato e lo stipendio di Mattarella

  • Soli-I-I-I-nas, dove stai andando?
    Soli-I-I-I-nas, dove stai andando?
    È figlio del sindaco
    E scherza con gli sceriffi
    Guidando in una macchina blu
    Non ha bisogno dell’ombrello
    Soli-I-I-I-nas, dove stai andando?
    Soli-I-I-I-nas, dove stai andando?
    E’ una canzone di credence clearwater revival che ci faceva vorticare gli ormoni quando eravamo adolescences.
    adesso ci fa roteare le gonadi. Non la canzone

  • Sa “corte dei miracoli”… bella, custa est sa zusta. Est nois chi no cumprendhimu, dimónios! Custu christian (pecadu a l’istropiare annunghíndheli una “u”) depet èssere… antzis, no, est pessendhe in mannu, cosas mannas, est pessendhe alla grande: depet zúghere in conca una Repubblica Dipendente (o Dipendenti?) Regionale/i e de «addetti ai Gabinetti» – no solu de su presidente – mih chi bi ndhe cheret! Sos gabbinetos (cun d-una b ebbia e duas t, o cun duas b e una t ebbia il prodotto non cambia) cherent netos lúghidos chei s’oro prima de bi intrare e su matessi apustis chi ndh’essint ca ant fatu, si ndhe sunt serbidos! E s’oro netu costat e gai gli addetti. Una repúbblica no est una regione! E gli addetti suddetti (ben scelti) cherent pagados profumatamente ca, volenti o nolenti, in sos gabbinetos sempre carchi fragu bi andhat e cherent indennizados e premiados (si tiat pòdere pessare, già in legge, errori e senza errori, a carchi medàllia al valore, custu da definire, o zai definito e definitivo).
    Ma proite tiant a àere candhidadu un’esércitu de seschentas sessanta pessones a sas votatziones? Pro bínchere! Per vincere e vinceremo il bottino de guvernare… Ohi, guvernare?! Pàschere! Pàschere una biomassa manna de bàtoro milliones e mesu de pegos (custu solu su bestiàmine minudu, incarreradu o de avviare all’ingrosso a su masellu).
    E si est sa conca de sos Sardos… Proite conca puru zughimus?! O fossis eja; ma peri sa nues chie bi la faghet a ndhe bídere, ifatu de totu sos bentos?! (chi no pro nudha como sunt venti venti e at a tocare de fàghere un’àtera “rosa dei venti” noa positzionada in sa regione sardegna). Una conca, si est conca cussa de sos Sardos, ma nàmuli goi, dis – tratta, abbaidendhe a su corru de sa furca o, tiat nàrrere unu crabarzu, abbaidendhe a crabas, a donzi modu irmontada, iscontza, mih, tratta fuori de s’incàssiu sou (e goi si tiat pòdere nàrrere fintzas iscassiada, o de iscassiados, o de isconcados e faghet su matessi tantu).
    E cherimus chi sa Sardigna no potat isetare miràculos (pardon, miracoli)?!

  • 285.000 euro di compenso ad una sola persona – tal segretario regionale-….
    Ma che cazzo ci deve fare uno con tutti questi soldi?
    …. quasi 24000 euro al mese… è una follia totale…
    Sono comprensibili per un imprenditore che rischia di suo ogni giorno e che ha bisogno di risorse ingenti per gestire l’azienda… (poi se li guadagna da se; possono essere pure 24000000000 di euro…che mi frega) …ma per un dipendente pubblico il cui compenso e direttamente pagato con risorse dei contribuenti…una cosa simile non è accettabile (neanche per il presidente della Repubblica) ….
    … la nova distribuzione delle prebende nel XXI secolo, può solo venire in mente ad individui che non hanno i minimi rudimenti su cosa sia il danaro.

  • Antonello Loriga says:

    …la politica italiana si è sempre nutrita di prebende, favoritismi, privilegi, raramente di contenuti, di meriti, di etica e non credo che cambierà…..
    Per esempio, attualmente, Renzi dice cose molto vere su cosa si dovrebbe fare ma “è credibile”……?!?!
    La gente è stanca, confusa, non si sente più rappresentata ma forse la gente, anche i sardi, merita l’incompetenza che ci circonda.

  • Benedetto Sechi says:

    Solinas e di suoi amici cari, sorpresi nella più classica delle marachelle, le mani nella marmellata. Chi se ne assume le colpe, lo può ben fare, nei lauti compensi c’è anche questo fastidio. E’ scandaloso, l’ammontare del costo, ma peggio ancora la scarsa qualità tecnica e politica di questa sorte di corte dei miracoli, che negli uffici di presidenza e begli assessorati, soggiornano e sgranocchiano finché è possibile. Ma aggiungiamoci anche enti ed agenzie, imballate come un motore cui sia stato aggiunto lo zucchero nel carburante. I sardi muti e le opposizioni timidamente cinguettano.

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