Soldi pubblici: proviamo a spenderli in fretta, bene ed evitando corrotti e corruttori

corruzionedi Paolo Maninchedda
Il Presidente della Regione Francesco Pigliaru ha invitato per il giorno 5 agosto a Villa Devoto i Procuratori della Repubblica e i Prefetti della Sardegna per illustrare loro il Piano infrastrutture, i modelli di convenzione con i soggetti attuatori, il protocollo di trasparenza che andremo a firmare con tutti loro.
È la prima volta che la Regione mette in atto una misura di prevenzione così forte e partecipata. D’altra parte, è anche la prima volta che la Regione mette a correre in una sola volta 417 milioni di euro, a cui vanno ad aggiungersi i circa 300 milioni di euro delle opere finanziate con lo Sblocca Italia e con la Delibera Cipe (nodi critici 131, SS 554).
Che obiettivo abbiamo?
Fare girare informazioni: più si accende la luce sui soldi, più girano bene e correttamente.
Acquisire informazioni e suggerimenti da parte delle autorità di controllo, in modo da non commettere ingenuità che in altre occasioni hanno aperto il varco agli imbroglioni.

0 commenti su “Soldi pubblici: proviamo a spenderli in fretta, bene ed evitando corrotti e corruttori

  • Cara Daniela,il fatto che tutti o quasi tutti, nella Pubblica Amministrazione, facciano finta di non sapere è dato da due ordini di motivi ben precisi:
    1) il clima intimidatorio che si respira in determinati ambienti;
    2) la vana speranza che la codardia paghi.
    È per questo motivo che dobbiamo esortare chi ci governa ad intervenire in profondità sradicando queste ataviche pratiche che consentono a soggetti spregiudicati di considerare la Pubblica Amministrazione come una propaggine del proprio salotto se non, anche, della propria camera da letto. Propongo, al pari di quanto accade nelle università, di dare la possibilità ai dipendenti pubblici di esprimere un giudizio sui propri dirigenti. Ritengo che, se opportunamente articolato,un semplice questionario possa dare risultati eccellenti in merito a competenza, serietà e rapporti umani, di taluni elementi.
    Ti ringrazio della condivisione e ti saluto con cordialità.
    A Innantis!
    Il Comandante

  • Condivido il pensiero di Marvin e aggiungo che normalmente quando si inseriscono regole chiare e rigide si viene catalogati come burocrati nel senso dispregiativo del termine. Inoltre mi preme evidenziare che ci sono tanti funzionari e dirigenti pubblici che attivano comportamenti e misure atte a prevenire l’utilizzo dei fondi pubblici in modo illecito con l’unica conseguenza di essere messi da parte e rimossi. Il tutto nel silenzio di tutti che sanno e fanno finta di non sapere. Comunque il tempo dirà se questa iniziativa per prevenire la corruzione porterà qualche risultato. Io non ci credo.

  • L’Amministratore, sia esso di un piccolo comune che di una grande città, per potersi fregiare di tale titolo deve, da un lato pensare alle emergenze quotidiane, dall’altro essere in grado di pianificare gli interventi nel medio-lungo periodo.
    Dico questo perché, quando si è in grado di pianificare, si è anche in grado di preparare il terreno “bonificandolo” da eventuali ostacoli burocratici e rendendolo idoneo a ricevere finanziamenti produttivi. Non inutili contributi.
    D’altro canto, la Regione dovrebbe bandire concorsi tra amministrazioni quanto più severi possibili.
    Dico questo perché, se un bando pubblico si presenta, facilmente accessibile a tutti e senza difficoltà di ideazione, esso appare agli occhi di un amministratore, o del factotum cui quest’ultimo si appoggia, come una prateria sterminata, nella quale tutti possono lanciare i cavalli della loro “disonesta fantasia” in una corsa sfrenata e senza regole.
    Accade, in questo modo, che si dichiari lo stato dell’arte con l’apposizione o l’omissione di una semplice crocetta.
    A volte la fleggatura è apposta “per sbaglio” o finisce nella casella sbagliata consentendo, con leggerezza disarmante, ad un comune piuttosto che un altro, di ottenere un contributo fondato sul nulla. Se, invece, i bandi si caratterizzano per la presenza di regole rigide e chiare fin dal primo momento la sinfonia cambia. E’ pur vero che le rigidità potranno apparire impopolari ma sono indispensabili a realizzare quella selezione naturale che, da un lato premia chi ha pianificato per tempo l’opera e dall’altro consente tempi di realizzazione della stessa in linea con i paesi europei.
    Questo credo sia uno dei metodi perché il chiavistello possa reggere alla consolidata astuzia dello stuolo di imbroglioni che, con la crisi, diventa ogni giorno più raffinato nel raggiro.
    Naturalmente, non ho la presunzione di avere ragione.
    Il Comandante.

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