Sardegna sanatorio d’Italia. Serve governo, non propaganda

L’Assessore alla Sanità dice in conferenza stampa che i posti di terapia intensiva sono più che sufficienti e che sarebbero 120. Ne prendiamo atto. Ma ci sembra l’ennesima affermazione di una gestione propagandistica di una situazione grave. Non serve dire che di 120 ne sono occupati da Coronavirus 2. Il problema di chi governa situazioni emergenziali è prevedere gli sviluppi, non descrivere le conseguenze. A fine della serata di oggi la Regione ha comunicato che ci sono 12 nuovi casi, in un giorno e nello stesso luogo (Nuoro). Giustamente Vito Biolchini ricorda che lo stesso assessore della sanità Nieddu il 26 febbraio scorso aveva dichiarato in Consiglio regionale che se la situazione fosse sfuggita di mano essa avrebbe potuto “coinvolgere circa 400mila sardi con 20mila situazioni critiche e 4000 potenziali soggetti da destinare ai reparti di terapia intensiva”. Che dire?

Questa è l’insufficienza più grave del governo regionale: rassicurare con paternalismo gratuito, non programmare, fare propaganda fuorviante (come questo ridicolo comunicato stampa). Lo dimostra anche la gestione dell’esodo lombardo.

Quando l’esodo era già avvenuto, la Regione ha chiesto la chiusura dei porti. A cosa serviva farlo dopo che l’esodo era già avvenuto? A nulla, a coprire una grave insufficienza.

Vorrei dire che nei momenti drammatici, va messa da parte la furbizia, la propaganda, lo scaricabarile (e c’è tanto scaricabarile sui sindaci). Bisogna governare.

Oggi governare in Sardegna significa gestire l’emergenza lombarda che si comporta come si è sempre comportata in Sardegna, come chi sta in ferie.

L’atteggiamento sbagliato, gravemente sbagliato, è non accogliere queste persone. Sono le stesse che nutrono le nostre estati. Se non le si accoglie in un momento di difficoltà, perché sperare che tornino?

Accogliere, però, non vuol dire fare propaganda, vuol dire governare.

Significa sapere chi sono, da dove vengono e soprattutto come stanno. Significa preparare gli ospedali e l’assistenza domiciliare.

Significa non lasciare soli i sindaci e non usare la Protezione civile per fare parate con i termoscanner.

Quindi: calma, razionalità, metodo, previsione, programmazione, azione.

Ma soprattutto, lo ripeto, non si faccia propaganda. Sa di sciacallaggio. Non si usi la furbizia rassicurante in questi momenti.

Serve serietà e solidarietà.

Ci stiamo trasformando in un grande sanatorio d’Italia? Bene, ormai è fatta, almeno gestiamolo bene, con efficienza, razionalità, metodo.

One thought on “Sardegna sanatorio d’Italia. Serve governo, non propaganda

  • devo dire che la reazione umana a caldo verso questo esodo lombardo per le seconde case era stata ben altra, di stizza e di rabbia.
    e invece, a ben vedere, è assolutamente giusto quel che dici. se ci siamo accoglienti e ospitali ne abbiamo solo da guadagnare.
    speriamo che chi guida la barca si metta a lavorare (e che Dio ci aiuti)

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