Roma e le pecore sarde

2 febbraio 2014 11:165 commentiViews: 1559

20080428_FOTO_gregge_di_pecore_d0di Paolo Maninchedda

Oggi parliamo di pecore.

Continuiamo così a dare notizie, posto che i giornali sardi, invece, manipolano e nascondono (ditemi dove trovate la notizia di Ugo che si fa rimborsare 28000 euro di viaggi e missioni in otto mesi? Da nessuna parte).

Noi continuiamo a dare notizie (e a denunciare i matti. Domani il mio avvocato ne denuncia una. Con chi esagera e inventa balle di sana pianta, si va in tribunale punto e basta).
Secondo i dati Istat, in Sardegna pascolano 2.995.943 pecore di razza sarda. Queste rappresentano il 43% del totale dei capi ovini della Repubblica italiana. Il Libro genealogico delle razze ovine è uno strumento molto importante per il miglioramento delle razze, degli allevamenti, della quantità/qualità dei prodotti. Non solo: gestire il Libro significa produrre lavoro e ricchezza.

Secondo voi, dove viene gestito il Libro genealogico? Ma ovviamente a Roma, e che diamine! E perché? Perché anche le parole generano ricchezza. Secondo la legge 30 del 1991, i Libri genealogici delle razze animali devono essere curati dalle associazioni ‘nazionali’ di categoria, nel caso della pastorizia, dall’Asso.Na.Pa.

Ecco qui dimostrato ciò che molti sardi non capiscono ancora, e cioè che negare giuridicamente il concetto e la parola ‘Nazione Sarda’ produce perdite economiche. Non esistendo la ‘Nazione Sarda’, non esiste l’associazione ‘nazionale’ sarda che possa gestire l’albero genealogico delle nostre pecore; viceversa, le nostre pecore, pagano gli stipendi ‘nazionali’ romani degli impiegati che utilizzano i dati, badate, raccolti dalle Associazioni Provinciali Allevatori della Sardegna.

Se vinciamo le elezioni ci portiamo il Libro in Sardegna.

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5 Commenti

  • Colpo Grosso

    Paolo, prendo spunto dal commento di Toni, per spendere i miei 2 cents.
    Perché non scrivi un articolo in cui elenchi “le cose fatte” da te in questa legislatura?
    Siamo in campagna elettorale, facciamo anche un po’ di pars costruens, non solo destruens.
    La gente ne ha bisogno, non si può sempre parlare di cosa non si è fatto.
    Un consigliere regionale che rifiuta la terza candidatura, non abusa di soldi non suoi, lavora e si impegna in modo indefesso, mi pare giusto che faccia lo sforzo di provare a mostrare anche il volto buono del fare politica.
    Anche solo per sgombrare qualche nuvola in tutto questo grigio.

    La rappresentanza è una questione di fiducia.
    Lo intitolerei “perché dovreste fidarvi di Paolo Maninchedda?”.
    Una cosa del genere varrebbe meno degli ordinari battibecchi?

  • paolo
    il tuo servizio in consiglio regionale è terminato, e io, come credo tanti altri che si faranno o non si faranno sentire, sento la necessità di dirtelo: grazie!
    grazie per tutto quello che hai fatto e noi abbiamo potuto vedere, ed è tanto, e quello che hai fatto e non abbiamo visto, ed è sicuramente tantissimo.
    grazie per la tua continua sollecitazione ad essere anche noi parte viva della politica.
    potrei continuare ma odio la retorica
    grazie

  • Non riesco a leggere i commenti!

  • Giovanni Galistu

    Caro Paolo, sono d’accordo con Te, se può essere consolatorio, almeno in questa Associazione Nazionale, il Presidente è da lungo tempo sempre un Sardo.
    E’ anche vero che oramai la nostra bellissima Razza è allevata in vastissime aree della Penisola ( anche in Emilia Romagna). Vincendo elezioni, oltre che portare la sede in Sardegna, sarebbe importante istituire il registro di Razza per la Razza Sarda (ancora assente) perchè non tutte le pecore di Razza Sarda possono essere iscritte al libro genealogico, ma al registro di razza sì, magari utilizzando anche i fondi “riservati” per la bio diversità ( una bella domanda per il Centro Regionale di Programmazione.. che ha in carico il finanziamento).
    Buon lavoro per la vittoria.

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