Precisazioni sull’Anas

lepredi Paolo Maninchedda
Ieri il Presidente Pigliaru e io abbiamo incontrato il presidente dell’Anas.
Clima sereno e cordiale ma, da parte nostra, molto prudente. Si è trattato di un primo incontro e abbiamo chiesto che il successivo sia più tecnico e puntuale.
Sui cantieri in esecuzione abbiamo detto che stiamo vigilando sui cronoprogrammi concordati.
Sui lavori in corso intorno a Serrenti, che devono essere ultimati entro il 18 agosto, abbiamo ripetuto ciò che andiamo ripetendo da settimane: non ci soddisfa per niente la sicurezza nella complanare e riteniamo il procedere dei lavori disallineato rispetto alla scadenza concordata.
Sul nuovo cantiere di Villagreca, nelle prossime settimane chiederemo una precisa descrizione del cronoprogramma e della strategia di incanalamento del traffico durante i lavori. Non accetteremo disagi ingiustificati e lungaggini di realizzazione.
Sulla 195 e su due lotti della Sassari-Olbia, sono in corso le valutazioni per chiedere la rescissione in danno in assenza di un’accelerazione dei lavori.
Abbiamo detto che i lavori di manutenzione del manto stradale del tratto Macomer – Sassari sono urgentissimi.
Abbiamo concordato un’iniziativa sulla pulizia dei cigli stradali, alla quale dovranno concorrere tanto le amministrazioni comunali quanto i cittadini volenterosi.
Sulla Olbia Tempio, la Regione ha già stanziato le risorse aggiuntive necessarie al ripristino dei tratti crollati.
Sulla 554 bis, è bene ricordare che i lavori sarebbero pressoché ultimati se nel frattempo non fosse intervenuto un sequestro della strada da parte della Magistratura e se l’Arpas avesse già provveduto alle analisi a lei affidate (lo farà solo giovedì e Dio voglia che analizzi i risultati in tempi umani) .
Sul miliardo di euro in quattro anni abbiamo ascoltato e fatto capire che staremo attenti. Nessuno si offenda, ma di promesse ne abbiamo sentite tante. Niente vieta che questa sia credibile, ma la valuteremo quando si trasformerà in realtà.
Sull’Anas sarda né io né il Presidente abbiamo detto una parola, perché il nostro interlocutore è il governo italiano. Tuttavia, è bene precisarlo, la Regione non ha minimamente rinunciato all’idea. Sta solo studiando la sostenibilità finanziaria dell’operazione e se, come sembra, vi dovessero essere nuove disposizioni di legge che rendano finanziabili, mantenendo inalterata la pressione fiscale e non ricorrendo al pedaggiamento delle strade, le infrastrutture stradali anche da capitale reperito sul mercato privato, si tratterà di verificare la convenienza per i sardi di fare da soli anziché attraverso Anas. Lo scenario è completamente aperto.