Oronzo, Oronzo, ma quanto sei strrrrrrrrano

bottigliadi Paolo Maninchedda

Acqua. Ieri duro incontro con l’Anci e con i comuni del comitato Gasi. Tuttavia, a mio avviso, c’è una strada, stretta quanto si vuole, ma esistente, per riunire la Sardegna anche sull’acqua, rispettando alcune particolari e molto circoscritte situazioni eccezionali. Da lunedì approfondiremo con l’Avvocatura dello Stato e col Governo.

Acqua e fogne. Ieri incontro Abbanoa – Comune di Orosei in previsione dell’incontro della Regione con i Comuni della Baronia. Anche in questo caso, senza poter riuscire a risolvere tutto in un batter d’occhio, mi pare si sia sulla strada giusta per togliere gli scarichi dal Cedrino, cambiare gli schemi idirici, garantire l’acqua potabile.

Strade. Sulla Sassari – Olbia oggi vengono alla ribalta i ritardi segnalati da mesi dalla Regione al Comitato di Attuazione e di Sorveglianza.

Colpevoli e Soluzioni. Tutto il sistema infrastrutturale della Sardegna è lo specchio della vecchia politica del trentennio Settanta-Novanta. L’indignazione, più che naturale, non è una soluzione e le soluzioni non sono istantanee, ma vengono solo da un duro e non rapido lavoro di riordino, di riorganizzazione, di efficienza economica, che, guarda caso, viene svolto oggi in un clima di sfiducia e di insulto quotidiano che stanno facendo crescere l’antica pianta fascista, essenza endemica della piccola borghesia italiana. Oggi si salva la democrazia e il diritto lavorando molto, cercando più soluzioni che colpevoli (tanto, per questo, c’è la fila di volontari), studiando molto la stratificazione degli errori per capire come rimediare.

Lavoro. Sull’emergenza dei tessili nel Nuorese siamo ancora in alto mare.

Sentimenti. Ieri un amico che mi ha visto un po’ deluso dalle piccinerie e pretestuosità di alcuni atteggiamenti a base più psichiatrica che politica (sono sempre esistiti quelli che, non essendo mai in pace con sé stessi, devono trovarne uno al giorno con cui prendersela) mi ha detto che con taluni bisogna anche saper reagire ironicamente e mi ha raccontato che un giorno, nel Parlamento italiano, non so se un deputato o un senatore se la prese col ministro Oronzo Reale (da non confondere col noto allenatore, egli pure pugliese, Oronzo Canà), il ministro che firmò la legge inquisitoriale e liberticida che consentiva la carcerazione preventiva fino a dieci anni. Non potendo ovviamente dire fino in fondo quanto profonda fosse la disistima che provava verso sua eccellenza il ministro, gli disse confidenzialmente: «Oronzo, Oronzo, ma quanto sei strrrrrrano!».
Ogni tanto vorrei avere questa leggerezza di profondi sentimenti di diversità da alcuni.

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