Oggi non ho niente da dire

a-te-che-credi-che-il-mondo-ti-giri-intornodi Paolo Maninchedda
Confesso che mi innervosisce la scritta che appare sui profili facebook: “A cosa stai pensando?”. Per intanto, verrebbe da dire che non sono affari suoi. Ma soprattutto viene da dire che una persona normale può avere delle giornate in cui non ha nulla da dire, in cui vuole ascoltare, respirare, capire, leggere, stare zitto, apprezzare il silenzio, scendere dentro di sé. Personalmente ho molte giornate della settimana in cui non direi neanche una parola e ciò non tanto per una componente un po’ monastica che mi trascino dietro da tanto tempo, ma anche per un fatto di civiltà. Perché stare sempre a bocca aperta? Perché aver sempre da dire qualcosa? Perché sentirsi costretti ad avere una risposta per tutto? Non c’è una risposta per tutto e ci sono cose nella vita che pongono solo drammatiche domande e bisogna saper stare di fronte a queste domande con dignità, facendole scendere in profondità, gustandosi il linguaggio simbolico e non verbale della propria anima. C’è troppo chiasso intorno alle nostre esistenze ed è un chiasso che aumenta la sensazione sgradevole di stare dentro un meccanismo in cui siamo ridotti a funzioni, in cui non siamo che ingranaggi. Stare zitti e ascoltare è fermare l’ingranaggio, è spesso un’alta forma espressiva della libertà e della dignità umana.

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