Novità da Roma sull’idrogeologico.
Strade e sicurezza: 1) verso la chiusura la 554 bis tra Gannì e Terra Mala; 2) verso l’apertura il terzo stralcio della 131 intorno a Serrenti. Bando multilinea: richieste di aumento della dotazione

italia sicuradi Paolo Maninchedda
Ieri si sono svolte a Roma, nella sede della struttura di missione di Italia Sicura, due riunioni, una tecnica e l’altra sia tecnica che politica, sull’imminente Dpcm del ministero dell’Ambiente che servirà da criterio per la ripartizione delle risorse  recentemente stanziate dal Cipe (1 tranche da 600 milioni) per la mitigazione del rischio nelle aree metropolitane.
La Sardegna aveva dato parere negativo sulla bozza di Dpcm in sede di Conferenza Stato-Regioni. Poi aveva inviato le proprie osservazioni e in parte le aveva illustrate in una tesa riunione presso l’Unità di missione svoltasi a gennaio. Fatto è che Italia Sicura si sta sempre più configurando come una struttura pragmatica e non burocratica, con cui si può parlare e lavorare. Molte delle nostre osservazioni sono state accolte. Tra le principali, l’estensione del riparto delle risorse anche alle aree urbane con popolazione a rischio sopra i 15.000 abitanti. Questo significa che nella prima tranche rientrerà anche Olbia, oltre a Cagliari. Piccolo o grande che sia, è un risultato. Adesso tocca a noi: dobbiamo arrivare a progetti che ci consentano di appaltare il più possibile entro il 2015, altrimenti perdiamo la gara. Abbiamo un punto di forza: possiamo cofinanziare col mutuo regionale infrastrutture. Il tempo scade a metà maggio, quando Piglairu firmerà l’Accordo di Programma con Renzi.
Ieri ci si è sentiti con l’Anas, convenendo che il tratto della 554 bis all’altezza di Gannì-Terra Mala va chiuso. Meglio proteste veeementi che vittime. L’Anas sta correttamente presidiando il tratto che sta cedendo, ma bisogna chiuderlo. Ormai i tecnici hanno accertato che c’è acqua e che c’è una frana in atto. Bisogna chiudere e rifare. E si farà.
Sulla 131 all’altezza di Serrenti Nord è stato consegnato il 3 lotto stralcio dei cantieri bloccati, secondo il ruolino di marcia concordato nel giugno 2014. Adesso si è chiesto ad Anas di formalizzare tempi e modi del cantiere, in modo che i lavori condizionino il meno possibile il traffico.
Diversi comuni, diversi consiglieri regionali e diversi sindacati stanno sollecitando la Giunta a aumentare la dotazione del bando a sportello di 70 milioni di euro in modo da esaurire la graduatoria. Il fabbisogno per soddisfare tutte le richieste è di circa altri 100 milioni di euro. Della questione è stata investita anche l’Anci.

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  • Gabriela Podda says:

    Considerato il costo per la comunità un controllo serio sui lavori effettuati prima che le aziende si dissolvano eviterebbe un rassegnato “bisogna chiudere e rifare”

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