Mi sono rotto le tasche delle istituzioni che si guardano l’ombelico

5 giugno 2014 06:529 commentiViews: 4828

texdi Paolo Maninchedda
So perfettamente che un assessore non dice parolacce, e infatti non le ho dette, ma voi che mi conoscete, sapete bene che le ho pensate e che, se non fossi un assessore della Regione Sardegna, le avrei scritte. Adesso basta.
Il caso è Abbanoa.
Io sto pensando alle 3000 persone che ci lavorano.
Io sto pensando alle imprese che vantano crediti per 270 milioni di euro e che per la prima volta hanno la possibilità di vedere una società funzionare, pagare e essere liquidia, visto che le sono stati riconosciuti (ultimo calcolo di qualche giono fa) 124 milioni di euro di conguagli.
Io sto pensando ai Comuni della Sardegna che vantano debiti e crediti.
Io sto pensando ai 400 impianti che potabilizzano, depurano, canalizzazno acqua e reflui.
Mi sto ammazzando di lavoro per garantire l’acqua, garantirla alla tariffa giusta, garantire il lavoro e garantire la ricchezza che questo bene prezioso e il lavoro che ci sta intorno può generare.
Adesso leggo che ci sarebbe una perizia che dichiarerebbe Abbanoa insolvente. Come si fa a scrivere sui giornali che è recuperabile solo il 10% dei crediti? Chi ha certificato i crediti? La società li ha certificati: l’advisor KPMG ha appena certificato che è certificato e recuperabile il 93% dei crediti? La gestione commissariale ha certificato che è Abbanoa vanta conguagli per 124 milioni di euro: questi sono crediti certi. Cosa dire di fronte a queste evidenze? Da una parte una società che si sta mettendo in ordine, dall’altra istituzioni che non ci vgliono credere?
Bene, ognuno si assuma le sue responsabilità. La Regione dice che non è insolvente (e lo dice con i numeri, lo dice con un bilancio 2013 in positivo, lo dice con i conguagli certificati per più di un centinaio di milioni di euro) e che intende capitalizzarla con 83 milioni di euro e 42 di fondo di garanzia. Chi la vuol fare fallire si faccia avanti, metta potabilizzatori e depuratori nelle mani di un liquidatore, affidi non so bene a chi  la gestione del servizio, paghi non so bene come i costi quotidiani per lo svolgimento del servizio, mantenga non so bene come al lavoro 3000 persone, garantisca non si sa come l’efficienza degli impianti. Certamente c’è qualche burlone che pensa di far fallire Abbanoa per poi dire comunque alla Regione di pagare qualsiasi cosa. Non funziona così.
La Giunta vuole credere nella società; se c’è chi, più per il passato che per il presente, la vuole far chiudere e impedire così alla Regione di fare ciò che avrebbe dovuto fare in passato, si accomodi. Ma siano chiare le responsabilità di tutti.
Non si può stare in uno Stato e non avere la responsabilità dello Stato, guardarsi il proprio ombelico e lasciare la responsabilità sempre e soltanto agli altri. Io la mia me la prendo tutta, io che quando facevo il consigliere regionale avevo detto alla Regione di capitalizzare, io che non c’entro nulla nei pasticci fatti da politici incapaci nella gestione di Abbanoa: mi sento i lavoratori sulle spalle, le imprese, il servizio. Sono pronto a fare,  ma se mi impediscono di fare non posso fare nulla. Si regali il servizio idrico a qualche privato intelligente (che vedrebbe subito l’affare) e si svenda un altro pezzo di Sardegna a qualcuno, ma senza di me e contro di me e sempre mettendo il proprio nome e cognome: si deve sapere chi vuole provocare questo disastro.
Perché sia chiaro per il domani: la Giunta sta dalla parte della capitalizzazione, della riforma, dell’efficienza e del diritto dei cittadini ad avere buona acqua e a pagarla il prezzo giusto. Altri vogliono fare altro, aprire scenari disordinati e inefficienti, facciano pure, ma mettendoci nome, cognome, faccia e quant’altro.
Questo è il risultato di anni di litigi, di pasticci, di ipocrisie, di protagonismi e di tanta, tanta, tanta, vigliaccheria, di belle addormentate nel bosco che si svegliano d’improvviso senza aver fatto prima il loro lavoro per poi presentarsi candide e pure al funerale della vittima che con la loro inerzia e incapacità hanno concorso a uccidere. Uno schifo di nanismo politico e di irresponsabilità politica e sociale.

9 Commenti

  • E un giorno prima dell’approvazione da parte del governo di un decreto che prevede tra l’altro il divieto di attribuire incarichi dirigenziali a pensionati, ecco che voi magicamente nominate Direttore un pensionato. Pura coincidenza? Ve le cantate e ve le suonate sempre tra le stesse persone. E’ veramente triste constatare che le cose non cambieranno mai e soprattutto iniziare a prendere coscienza di aver ancora una volta riposto fiducia nelle persone sbagliate. Voi assessori non potete dire parolacce. E noi cittadini e lavoratori possiamo?

  • E che cosa vorresti sentire dire e scrivere? Sentiamo.

  • Marco M. C.

    Il servizio idrico integrato della Sardegna fa gola a molti grandi gruppi, anche a quelli malavitosi: indispensabile, strategico, con enorme potere contrattuale. Grazie alla gestione dell’acqua si possono decidere le sorti di intere aree di sviluppo turistico e di smaltimento dei rifiuti liquidi di origine civile. Non a caso Abbanoa da poco ha subìto un attentato al nuovo camion autospurgo costato la bellezza di 250.000 euro.
    Fra le altre cose, purtroppo, è da segnalare l’odio di molti sardi, residenti nei piccoli Comuni, nei confronti dell’Azienda: non si rendono conto che è meglio un grande gruppo interamente sardo piuttosto che essere obbligati a cedere il servizio locale ad un privato d’oltremare…
    Paolo non mollare.

  • roberto sedda

    c’è un solo difetto, chi scrive è l’Assessore e, se mi è permesso, dall’Assessore voglio sentire e vedere altro.

  • Bip..Bip..Bip -pericolo sciacallaggio-

    Politici bonsai = zavorra x l’Isola & pericolo x la nave sociale.

    Ci sono situazioni che non bisogna abusare della libertà di parola, sono quelle situazioni che si avvalgono della libertà di pensiero.
    Ci sono poi le cose vere e le cose supposte. Le cose vere per il momento le mettiamo da parte, ma le supposte… dove le mettiamo le supposte?
    Ci sono quelli che non si sforzano di conoscere la verità, appartengono all’ordine degli sciocchi, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
    Questi ultimi sono purtroppo il risultato di una scarsa educazione all’uso del preservativo…

    Metto agli atti una strofa di una mia canzone:

    Vorrei che nell’Isola la sofferenza fosse sempre meno.
    Vorrei che valga a qualcosa quello per cui mi dimeno.
    Vorrei che chi scrive il vero non desse fastidio.
    Vorrei non dover scrivere troppi vorrei.

  • P.Paolo Demuru

    Nessun particolare commento, solo un attestato di stima per quanto ci stai mettendo politicamente e personalmente. Spero le cose si chiudano per il meglio, sarebbe un messaggio veramente importante, per tutti quei motivi che sono chiaramente evidenziati in quella che a me sembra una convinta e condivisa arringa difensiva di alto valore politico e morale.
    comunque vada stai e stiamo dimostrando a tutti,che la Sardegna può avere una possibilità di riscatto,se e quando riusciremo a liberarci degli “spagnoli”, ancora troppo presenti in quel di cagliari e non solo. “In ora mala”!!

  • Raimondo marras

    Assessore comunque qualche parolaccia la poteva dire,perchè quando ci vuole ci vuole.Non se la prenda più di tanto e continui nella sua strada,chi non è d’accordo,critica perche prima erano solo imbrogli.Adesso che si vogliono risolvere i problemi rompono i coglioni.Ci auguriamo che le persone seguano attentamente questi passaggi,sopratutto nell’interesse dei lavoratori che si vogliono tutelare.Pensare agli altri non è da tutti eravamo abituati a chi pensava solo a se stesso.Buon lavoro e AINNANTIS!!!!!

  • Gianni Benevole

    Come si è giunti all’istanza di fallimento ? Su domanda dei creditori o d’ufficio? Certo che una procedura concorsuale del genere farebbe gola a tanti sciacalli poco rispettosi dei superiori interessi da te indicati. Sono certo e pronto a scommettere che la magistratura farà il proprio dovere e che nessun fallimento sarà dichiarato. Dire che Abbanoa è a rischio di fallimento equivale ad esporre al medesimo destino la gran parte delle aziende operanti in Sardegna, dove invece continuano ad operare indisturbate società condotte da personaggi spregiudicati e senza morale dietro lo schermo della personalità giuridica e senza alcuna diretta esposizione, lasciando tutti a spasso creditori e dipendenti i cui oneri ricadono sul fondo di garanzia INPS, cioè sulle nostre tasche.

  • Corona Alessio

    Salve,va benissimo il discorso e lo reputo anche giusto,
    l’ unico problema è il 93% del credito recuperabile, spero che una buona parte non siano risorse dei pensionati che per ” ignoranza” non si accorgono di avere una perdita occulta nella propria abitazione !.
    Abbanoa non paga per le perdite nelle sue linee e gli utenti non devono pagare per le loro perdite se le letture non sono state rilevate nei tempi previsti dalla carta dei servizi.

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