L’innovazione del diritto all’Università di Sassari: “l’orientamento positivo”

L’Amministrazione Trasparente dell’Università di Sassari è uno scrigno di tesori linguistici, retorici e giuridici. Lo è meno di trasparenza, ma tra il singolare (trasparenza) e il plurale (trasparenze) c’è tutta la tendenza alla trivialità dell’Italia, da quando è nata nel lontano e sempre presente 1861.
Nella delibera del Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2018 si dà conto dell’approvazione del Bilancio preventivo 2019. Vi si legge: “Il presidente Cottone ha espresso informalmente, a nome dell’intero Collegio dei Revisori dei Conti, un orientamento positivo nei confronti dei bilanci in oggetto, ad eccezione della parte riguardante il Fondo salario accessorio per il personale, che sarà esaminata a breve dal Collegio in un’apposita riunione”.
Fermiamoci un attimo: cos’è, in diritto, un orientamento positivo con eccezioni? È un sentimiento nuevo, come cantava Battiato, che tiene alta la vita? Cos’è? Sono sicuro che c’è una tesi inconsultabile e segretata che sviluppa l’argomento con dovizia di dottrina e di esemplificazione. Tuttavia, prendiamo atto che sulla base di tale informale “orientamento positivo” viene approvato il Bilancio preventivo 2019.
Il Consiglio di Amministrazione, dunque, non ha votato disponendo prima del parere del Collegio dei revisori, lo ha appreso ‘oralmente’ durante la seduta di approvazione e ne ha potuto apprezzare ‘L’orientamento positivo’ con eccezioni e poi ha votato; un voto, come dire, sulla fiducia. Infatti, il parere verrà formalizzato il giorno successivo, il 21 dicembre 2018, questa la data in calce.
Quindi, proviamo a metterci nei panni di un membro del Consiglio di amministrazione dell’Università di Sassari: ha votato sulla fiducia, in base a una dichiarazione del Presidente del Collegio. Ha potuto verificarla? Immagino di no. Ha potuto chiedere spiegazioni? Certamente sì, ma sulla base delle sole informazioni fornite in quel momento. È una procedura corretta? Non sta a me dirlo, ma personalmente non ho mai votato un atto amministrativo per il quale la legge preveda degli altri atti preliminari di accompagnamento e di legittimità, senza averli visti in forma scritta e avere avuto il tempo per leggerli.
Ma, si potrebbe dire, questo orientamento positivo, questo sentimiento nuevo, oralmente espresso è un caso, un’eccezione per tener alta vita. Non è così. C’è un precedente (almeno, io ne ho trovato un altro e non ho voglia di cercarne di ulteriori): l’approvazione del consuntivo 2015. Nella delibera del Consiglio di Amministrazione del 5 luglio 2016 si legge: ”Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Bilancio Unico d’Ateneo d’Esercizio 2015. Il Presidente Cottone, nell’esprimere il proprio assenso alla delibera di approvazione, si è impegnato a terminare in tempi brevi l’esame dei documenti contabili al fine di esprimere compiutamente il prescritto parere”. Qui siamo al rococò dell’ottimismo, perché il Presidente dei revisori, pur dichiarando di non aver ultimato ancora l’esame, è sicuro di poter annunciare, ai membri del Consiglio che hanno fede in lui, che va tutto bene. Siamo al ricciolo di violino della legittimità sulla fiducia. E puntualmente, il parere c’è ma questa volta non è datato. Perfetto. Si chiude il sipario: applausi e risate.