Gianni Chessa aveva presentato questa interrogazione sul concorso Aspal riservato solo a coloro che avevano già lavorato, almeno per qualche ora, per l’Aspal.
Il contenuto politico e morale dell’interrogazione consisteva nel chiedere se un concorso svolto dall’Agenzia che sta sotto l’Assessorato guidato da Desirè Manca avesse oppure no favorito un/una parente di Desiré Manca che avrebbe prestato servizio in una struttura Aspal come lavoratore/trice o interinale o dipendente di una società che comuqnue ha lavorato per Aspal.
Questa domanda è stata completamente elusa perché non posta e invece nascosta dietro questa frase allusiva (che il dott. Luca Mereu si è fregato allegramente e giustamente in situm interchiappalem):
“….la presenza, proprio tra i candidati avvantaggiati dalla previsione di cui all’articolo 3, di persone legate da rapporti di stretta parentela con figure apicali dell’autorità politica/istituzionale di riferimento dell’Agenzia determina un potenziale conflitto d’interessi, anche solo apparente”.
Il carrierato Mereu ha giustamente risposto che i membri della commissione di concorso hanno firmato le consuete dichiarazioni, nelle quali affermano di non incorrere in alcuna delle fattispecie di conflitto di interesse previste dalla legge e che lui non ha né il potere né il desiderio di fare ulteriori indagini sui partecipanti al concorso.
Si può certamente obiettare che la risposta di Mereu è di sapore burocratico-sprezzante, ma che cosa si immaginava potesse fare di diverso chi è cresciuto a potere, privilegio di parte e comunismo?
Peggio per chi non fa le domande come devono essere fatte.
Niente impediva ai consiglieri regionali di chiedere:
a) se rispondesse al vero che al concorso Aspal avesse partecipato un parente dell’assessore;
b) se risultasse vero che il/la parente dell’assessore potesse partecipare al concorso riservato grazie al requisito previsto dal concorso per essere riservato ad alcuni e non ad altri;
c) se l’Assessore non ritenesse di doversi dimettere per ragioni morali e politiche, dopo che un ente sottoposto al suo controllo aveva pubblicato un bando così ben profilato sui requisiti di un suo parente.
Invece, proprio per i guantini di velluto dei consiglieri regionali, e per questo maledetto tono allusivo che dice e non dice, l’interrogazione si è esposta ad essere spernacchiata da Mereu e addirittura ad essere accompagnata da un pippotto moralistico di Desirè.
Detto questo, però, la risposta di Mereu ha un che di politicamente ignobile, perché non risponde alla domanda principale: in ragione di quale principio si è voluto restringere l’universo dei partecipanti a coloro, e solo a coloro, che avevano avuto già a che fare con l’Aspal?
Che la legge 31/98 consenta di elaborare requisiti aggiuntivi e specifici del profilo professionale che si intende reclutare, compresi quelli acquisiti nel precariato svolto presso l’Amministrazione, è cosa pacifica; intendere questa norma in senso generico e non specifico, cioè contro lo spirito della norma, per limitare l’accesso solo a coloro che a qualsiasi titolo hanno lavorato per l’Aspal non è un modo per precisare il profilo professionale cercato, ma è una furbata per impedire a chi possiede competenze, ma non ha avuto la fortuna di un contratto di tre ore con l’Aspal, di poter partecipare al concorso.
La domanda è: questo criterio ad excludendum, privo di qualsiasi capacità professionalmente selettiva (che è invece ciò che è richiesto dallo spirito della legge quanto ai criteri aggiuntivi rispetto ai requisiti di base per l’accesso alla Pubblica Amministrazione), è farina del sacco di Mereu o dell’assessore Manca o di entrambi?
Non lo sapremo mai.
Ma una cosa è certa: è politicamente e amministrativamente legittimo quanto moralmente e politicamente ignobile.
Sono quelle cose che rendono antipatica la Sinistra.
La Destra è ed è stata altrettanto magnacciona, forchettona, trivialissima e volgare. Ma tendenzialmente ha fatto e fa cadere qualche briciola anche per i comuni mortali.
La Sinistra no.
Mangia solo lei e mangia così bene da sentirsi nel giusto perché piega subdolamente il diritto ai suoi scopi, come coloro che appaiono profumatissimi all’esterno e sono pudesci a bentu all’interno.

Non è il solo caso recente di concorso ad personam di questa splendida giunta: anche la Film Commission Sardegna, sotto la Portas, ha promosso in primavera un finto concorso per posti a tempo indeterminato strettamente riservati per chi avesse già lavorato per la film commission regionale. Paradossalmente, il concorso promosso sempre dalla fondazione sotto la giunta Solinas era invece aperto a chiunque senza favoritismi…
Il segretario particolare di Togliatti non mi pare un qualcosa di trascurabile. Le fonti ci sono, ma bisogna anche avere la volontà di scavare per far affiorare totalmente la verità. Su certi argomenti (nascita torbida di questa repubblica) pare prevalere in molti, la volontà di tenere insabbiato tutto. Lo stesso Caprara fu emarginato dalla sinistra, perché aveva osato aprire l’armadio con gli scheletri. Andreotti sul Tempo affermò:”Caprara ha ragione sui brogli, ma non avrebbe dovuto dirlo!”. E Andreotti non è l’ultimo arrivato di questa repubblica!
Ne parlò anche il deputato Paolo Guzzanti di questo andazzo togliattiano. Si raccontò addirittura che prima di iniziare le riprese del film Il Gattopardo, Luchino Visconti volle che Togliatti leggesse la sceneggiatura e desse la sua approvazione. Se si fosse fatto a destra, sarebbero scesi in piazza coi forconi!
Insisto: non ci sono fonti.
Gentile Prof. Maninchedda, non esistono fonti?
È sufficiente l’on. Massimo Caprara, dal 1944 al 1964 segretario particolare di Togliatti? Fu proprio il Caprara nel 1996 ad ammettere inoltre che il referendum istituzionale Monarchia/repubblica fu un “parto pilotato”. Frase che gli confidò proprio Togliatti! Che i “compagni” siano maestri di disinformazione si è visto troppo spesso. Certi giornalisti e certi storici con tessera pci in tasca hanno fatto strame della Verità storica in maniera scandalosa.
Egregio Mauri, non eistono fonti di ciò che lei dice, se non il celebre discorso di Togliatti in parlamento dove, all’interno della cosiddetta “guerra di posizione”, Togliatti auspicava che i suoi compagni conquistassero posizioni decisive nel nuovo Stato ma non attraverso un percorso rivoluzionario. In ultima nalisi, Togliatti auspicò che i comunisti si integrassero nella vita democratica dello Stato e questo a me non pare un cattivo auspicio.
Viceversa, ahimè. la storia degli apparati di sicurezza fino al 1980 è un susseguirsi di equivoci generati da una struttura che rimase nelel sue strutture per lungo tempo fascista, e su questo le fonti non mancano, fino ad occupare sezioni rilevanti degli Atti delel commissioni di inchiesta sul sequestro e l’omicidio di Moro.
Approffitto di questa risposta al signor Mauri (che non c’entra niente con quanto segue) per segnalare una restrizione che applicherò d’ora innanzi ai commenti: quelli troppo lunghi non verranno pubblicati (posto che esiste la possibilità di proporre interventi alla redazione); in secondo luogo, quelli sfacciatamente qualunquisti e troppo infidamente prossimi all’ingiuria, saranno cestinati senza pietà.
Mm.. si e’ vero, la Storia offre innumerevoli episodi di assimilazione comportamentale di destra verso Sinistra e’ viceversa. Ma in questo caso credo di percepire (non so gli altri) qualcosa di piu’ “originale” che traccia un confine in termini di Prima e Dopo. Ad esempio , secondo me un altro Partito (non facciamo NOMI) avrebbe sicuramente governato il percorso con piu’ stile; con gli stessi, magari, risultati ma sicuramente non con un mezzo che avrebbe indotto a pensare in termini di Banalita’ conclamata, eccola la’ “raccomandazione” , espressione tipica della Vox populi.
Ad esempio tu Assessore hai come parente tizio o caio ?! Non ti preoccupare lo spostiamo a altro Assessore di cui non e’ parente, e’ la cosa piu’ immediata e genuina su cui parare (non mi perdonate il cinismo)
Per carita’, ci sono leggi e regolamenti a corredo e a copertura giuridica ma , Gesu’, questa si vede troppo. Deborda da ogni parola.
P.s. eee, questa Legislatura costituisce un singolare spartiacque. Ecco il detto c e’ sempre una prima volta . Come non pensare al tormentato percorso delle spese Elettorali non dichiarate in conformita’ a legge di cui la Corte Costituzionale ha annullato la sanzione di decadenza( solo questo :-))
L’Onesta’ tornera’ di moda
Il sempre più torbido ed inquietante Togliatti diede ordine ai suoi iscritti di penetrare in tutti i gangli dello Stato, in modo da poterlo comandare dall’interno anche senza vincere le elezioni. Ed è ciò che è accaduto e sta accadendo. Fateci caso. È proprio così. Scuola, Università, mondo della cultura e dello spettacolo, giornalismo, storiografia, e chi più ne ha più ne metta! I luoghi dove si può indottrinare e disinformare hanno visto e vedono presenti i “compagni”. Che comandano anche se rappresentano al massimo un terzo della Nazione. La responsabilità politica della Dc è però evidente. Il loro lassismo fu decisivo nel disastro presente ancora oggi. Mereu docet.
intanto a Piazza Repubblica si dorme chissà cosa succedeva a parti inverse
Parliamo per caso dello stesso Mereu che fu capo di gabinetto all’assessora al lavoro della giunta Pigliaru? Forse l’unico capo di gabinetto che alla fine ha beccato uno scranno in regione? Chissà perché non mi stupisco
Sinceramente è piuttosto deprimente leggere commenti in cui si cerca di riabilitare i comportamenti tenuti dal centro-destra (non solo nella legislatura Solinas) quando ha governato la Regione, cercando di fare paragoni con l’attuale Giunta a trazione Ms 5 stelle e soprattutto di personaggi politici che non hanno nessuna, proprio nessuna, radice culturale e politica nella sinistra democratica e liberale, ma che provengono dal populismo più becero e sbraccato, strettamente imparentato con quello che oggi governa l’Italia.
Suvvia, invocare ancora il pericolo dei “comunisti trinariciuti” per cercare di riabilitare la destra isolana è veramente deprimente e non da nessuna speranza per il futuro. L’inadeguatezza dell’attuale governo regionale, previsto e avvertito proprio su Sardegna e Libertà, merita commenti severi, ma non penosi revanscismi.
Non é vero che i sinistri non trovino alcun posto in un contesto produttivo sano. Il DG di Aspal vanta tra i suoi titoli una importante esperienza in una macelleria/rivendita di carne. Certo si potrà obiettare che la carne non sia sana. Su questo però esistono diverse opinioni che, peraltro, cambiano nel tempo. Quindi diamo per buono che il contesto produttivo fosse sano.
Beh, si, e’ dovere ammettere che i punti a – b e c , per un testo di interrogazione diverso, pensato da Paolo Maninchedda siano non solo piu’ diretti ma di gran lunga piu’ impegnativi per la destinataria della Interrogazione.
Senza dubbio la medesima avrebbe utilizzato lo stesso “burocratese” (insolito per chi di fregiava essere portavoce 5 stelle, fallito partito di discontinuita’), ma lo stesso avrebbe contribuito a dissolvere la debolissima foglia di Fico che invece e’ rimasta infiorettata negli atti.
Eppero’ noi lettori di cose di case , memori della citazione di Flaiano , attinta da questo stesso Quotidiano che ricordo e fisso a mo’ di faro che illumina : “””Se ammetterai che in fondo la merda non e’ cattiva, dovrai mangiarla due volte””.
Ed e’ esattamente questo lo spirito con cui si dovrebbe leggere il contenuto di interrogazione e risposte; certo ,una lettura a 360 gradi in cui purtroppo diritto e grottesco coabitano in modo atroce.
Sostanza: e’ stato necessario rettificare i requisiti di un bando perche’ un partecipante potesse partecipare. Questo e’ il punto!
Innanzitutto vorrei sapere chi REALMENTE ha scritto l’interrogazione perché l’italiano così aulico in cui è composta non può appartenere al sig. OMISSIS.
Ricordo cosa mi disse Giannina, una dirigente comunale di sinistra quand’ero giovane militante democristiano: “quando la DC è al governo si lavora tutti, la torta si spartisce in gran parte per gli amici ma ne resta un po’ per tutti, i comunisti invece non guardano in faccia a nessuno e prendono tutto loro”.
Vedo che il sistema è rimasto invariato anzi è pure peggio perché ad usarlo sono questi ex moralisti urlatori da strapazzo che viaggiano in BUSINESS CLASS ma restano PUDIDOS A BENTU.
Non buttiamola sulla destra vs sinistra ma su immorale vs immorale. L’ immoralità è diventata strumento nella vita di ogni giorno. Chi denuncia è isolato e irriso. La denuncia non può essere selettiva, perciò, non singola ma collettiva. Quando si è dentro e quando si è fuori dal sistema. Così si ha speranza del cambiamento.
… è il solito cinquestellismo incoerente, giustizialisti rigidi con gli altri e affaristi senza scrupoli quando sono al potere, un partito che ha un codice etico bellissimo che non rispetta nessuno.
Chi ha voglia di perdere 20 minuti può leggerlo, è interessante (https://www.movimento5stelle.eu/doctrasparenza/CODICE-ETICO-IN-VIGORE-DAL-23-GIUGNO-2025.pdf), nel frattempo, a proposito di questa vicenda (e non solo), mi è saltato agli occhi l'”Art. 4 – Obblighi specifici per gli amministratori eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle”, che, tra gli altri OBBLIGHI prevede “astenersi dal chiedere o dall’esigere da parte di pubblici dipendenti l’esecuzione di, o astensione da, qualsiasi
atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri un indebito vantaggio diretto o indiretto a organizzazioni, persone o a gruppi di persone” e, udite udite “in occasione di nomine presso enti, consorzi e società, non conferire nomine o incarichi: a familiari o affini entro il quarto grado di parentela propri o di altri amministratori dell’ente”. Ciao…
Cosa si vuole e si può fare? Niente. Solo “abuso di potere”, depenalizzato. Se poi si pensa che la “signora Manca” con i suoi 10.000 voti, le sue OMISSIS al vento, e la sua proverbiale OMISSIS farcita da una arroganza senza limiti, giustificata e condivisa da un OMISSIS, il gioco è fatto e il/la parente è diventato/a dipendente regionale.
La differenza vera tra destra e sinistra non è solo che la prima lascia cadere interi bocconi mentre la seconda non lascia neanche le briciole sul piatto.
La differenza vera è che la sinistra fa della pubblica amministrazione il suo pasto preferito, usandola per sistemare e/o premiare avanzi di società che non trovano spazio nei contesti produttivivi sani (cioè basati sul merito, sia nel privato sia nelle isole felici della stessa pubblica amministrazione) in cui la sinistra non è riuscita a metter mano.