La stampa censura il Solinas letterato

Cure mattutine
Ho preso un antiemetico di primo mattino, quindi sono in grado con pazienza di dirvi che cosa è successo ieri nelle redazioni sarde.
È accaduto che l’ANSA ha confermato l’apertura dell’inchiesta sulla casa del presidente della Regione, notizia già data dal Fatto Quotidiano, ma taciuta per giorni dai giornali. A questo punto, don Ignacio, il capo ufficio stampa del Presidente, ha giustamente fatto il suo mestiere e ha “coperto” la notizia con una smentita lunghissima che ordinariamente prende nelle cronache lo spazio del giorno dopo il lancio dell’ANSA, invece oggi, se si leggono i giornali, conquista i titoli.
Quindi oggi la notizia non è l’apertura dell’indagine sulla casa di Solinas (ripetiamo, a noi le indagini non fregano proprio un fico secco), la notizia è diventata la smentita di una notizia mai data.

I poveri diavoli
A noi queste argute miserie non interessano, pur determinandoci una contrazione dello stomaco pensando ai tanti poveri diavoli massacrati per un avviso di garanzia con pagine e pagine su giornali.

Putifarre e Sinone
A noi interessa la censura operata dai giornali sul titolo della dichiarazione di Solinas su Fb.
Questo il titolo: LE TANTE MOGLI DI PUTIFARRE E I TANTI SINONE CHE GIOCANO CON LE PAROLE IN SARDEGNA. CON UNA POSTILLA PER I DESTINATI ALLA GIUDECCA DEL XXXIV CANTO DELL’INFERNO.
Ora, non è che a Villa Devoto si scimprano per ore per fare un titolo così evocativo, così ricco di echi letterari, e i due giornali manco se lo filano di striscio perché non sanno chi erano Putifarre e Sinone!

Putifarre
Con Putifarre si è nella Bibbia: Genesi, 39, 1-20.
Chi era Putifarre? La Vulgata, cioè la traduzione latina della Bibbia ancora oggi in uso come testo ufficiale nella Chiesa Cattolica, lo definisce “eunuchus Pharaonis, princeps exercitus”. Giuseppe venne venduto come schiavo a Putifarre e ne conquistò la fiducia. La moglie di Putifarre si invaghì di Giuseppe e tentò di sedurlo. Rifiutata, esibì una veste di Giuseppe come prova di un tentativo di violenza e così Giuseppe venne messo in carcere.
Il problema è la similitudine: Solinas come Giuseppe o Solinas come Putifarre?
La risposta più semplice è dire che Solinas è Putifarre, il marito tradito a sua insaputa come tutti i mariti. Ma allora il traditore è la moglie di Putifarre, cioè un’intima di Putifarre, una che ne conosce la storia, la crescita, il patrimonio, le virtù e i vizi. Brutta storia! Un conto è come ci raccontiamo a noi stessi, un conto è quando le mogli ci dicono chi siamo realmente. Un consiglio: Solinas-Putifarre non faccia parlare sua moglie con i magistrati.
Oppure Solinas è Giuseppe.
E che diamine, va bene far paragoni, ma scegliere un prediletto di Dio, virtuoso, capace di resistere a una donna stupenda, ambrata, intelligente, profumata e volitiva, forse è pretendere troppo. Ma concediamolo, quando si vuole bene al capo lo si divinizza in qualche modo e dunque passi pure la santificazione virtuosa di Solinas, ma il tema è: chi è la moglie di Putifarre?
Solinas, in sostanza, dice nel titolo di essere stato tradito da uno/una di casa che lui avrebbe respinto per coerenza virtuosa. Uno che avrebbe sottratto carte non dall’Archivio dell’Agenzia delle Entrate, ma dai cassetti di casa. E qui c’è uno scivolone nel testo del comunicato, perché vi si legge: “Si pone invece con forza l’interrogativo su come elementi attinenti ad un fascicolo riservato possano essere nelle mani di più persone”.
Posto che l’Agenzia delle Entrate non ha fascicoli riservati, evidentemente qui gli amanuensi di Solinas hanno messo il piede su una cacchetta fastidiosa, perché se la stanno prendendo con la Procura per la fuga di notizie. Ma davvero Solinas vuole aprire un braccio di ferro con la Procura? Non ci credo manco se lo vedo. Questa è una frase dal sen fuggita che racconta del putiferio a casa di Putifarre, perché quando si smentisce con un fiume di parole, si raccontano più fatti di quelli che si vogliono smentire. Insomma, parla dei fanti e lascia stare i santi.

Sinone
La seconda citazione riguarda Sinone. E qui siamo nell’Eneide, II 57-198.
Enea è a Cartagine e racconta le vicende troiane.
Tra queste vi è l’episodio del cavallo. Sinone era un cugino di Ulisse, lasciato sulla spiaggia insieme al cavallo di legno. Catturato dai Troiani, Sinone si finse una vittima designata e fuggitiva dai Greci; raccontò loro che il cavallo era stato lasciato in onore di Atena e che, se fosse stato condotto dentro la città, avrebbe portato prosperità e abbondanza.
Insomma, Sinone è una spia manipolatrice, un uomo inviato oltre e tra le linee nemiche.
Qui la domanda è non solo chi sia Sinone nella casa di Putifarre (ma forse stiamo facendo un po’ di casino), ma chi sia Solinas rispetto a Sinone?
Perché Sinone non ha tradito nessuno, né i Greci né i Troiani.
Sinone è un bugiardo di Stato, lo fa per la causa.
E dunque Solinas, nel secondo paragone evocato, starebbe dalle parti di Troia, dalla parte degli ingannati, non dei traditi, diversamente non si capisce nulla.
Ora, però, vorrei suggerire ai ghost writer del presidente che evocare Troia è sempre imbarazzante.
Primo perché tutti gli studenti sono angustiati dai tanti figli di Troia che sono costretti a studiare e di cui a loro poco importa.
Secondo perché mischiare Troia con le agenzie immobiliari produce un effetto orgiastico, dove non si capisce più nulla di chi sta sopra e chi sotto.
Terzo perché, nel caso specifico, senza volerlo dire, si è scritto che i Greci sono la Magistratura che con il cavallo di Troia è entrata nel sancta sanctorum di Troia.
E due!
Insomma un vero troiaio.

Tutto ciò per dire che le censure di stampa hanno sempre un che di ridicolo, di amarissimo ridicolo.


0 commenti su “La stampa censura il Solinas letterato

  • innazio sartizzu says:

    la vera questione è: Putifarre, “eunuchus Pharaonis”, cioè eunuco, aveva mogli?
    e che se ne faceva?
    e che ci stavano a fare nella villa di Solinas?
    e come mai Solinas da presidente è diventato Faraone?
    non è che questo Puti era, con Melchiorre, Baldassarre, e Gasparre, il quarto re magio?
    ma si dice re magio o re mago?
    direi re mago, visto il moltiplicarsi inesplicabile dei casini che il faraone Solinas (ex Presidente) riesce a porre in essere…
    che putiferio! anzi, che putifarre!

  • Giovanni Di Pasquale says:

    Beh, oggi Garcia ha fatto di peggio, “consigliando” ai movimenti che hanno organizzato una manifestazione venerdì sullo stato comatoso della sanità sarda di “collaborare” invece di protestare.

  • medardo di terralba says:

    Citazioni per citazioni, questa storia della casa mi ricorda Thomas Mann e il suo “I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia”

  • Alfio Mancini says:

    Caro Professeur,
    il mondo intero ricorderà il 2020 come l’anno della Pandemia, che ha provocato morte e devastazione per tutta l’umanità.
    Tranne che per una persona, che ha fatto bingo!

  • Grazie per aver spiegato le citazioni pubblicate da Solinas su fb. Io invece mi sono incuriosita dall’affermazione che Ha acquistato una villa pubblicizzata e credo di averla trovata. Non capisco perché Solinas con gli introiti che ha si impicchi con un mutuo di almeno 800 milioni ma questo non mi interessa. Mi interessa invece farvi notare che la villa in questione è a ridosso dello stagno Sa perda Bianca eppure nel 2012 impedirono alla famiglia Ciani di edificare in Via dei Tritoni . Negli anni 70 hanno dato concessioni edilizie vergognose , guardate la mappa https://ilovecasa.eu/Cagliari/Villa/villa_casa_la_palma_poetto_saline_vendita_cagliari_ca_-I-16009139

  • … sa chistione est chi sos ‘políticos’ canes mannos (o margianes, chi sunt de matessi famíllia) sunt grandhe intelizentes e, segundhu ite chircant e faghent, resessint fintzas a s’incasinare (cun cale profetu pro sos ‘guvernados’ no ndh’isco, mancu a si godire un’ispetàculu).
    E poi, ajó, aite a lis chircare Enéide, Ilíade e, ojamomia malepeus, sa Bíbbia? Ant a àere tentu sempre àteru prus urzente a fàghere!

  • Mi pare che il nostro Letterato si sia concentrato più sul titolone da dare al post che sulla sostanza delle giustificazioni, è come per la laurea, il titolo a tutti i costi più della sudata e meritata conoscenza.
    Quindi Solinas avrebbe pubblicizzato il suo rudere in un sito immobiliare e l’acquirente (che ha visto solo davanti al notaio) avrebbe deciso di spendere per il rudere 550 mila euro senza neppure aver parlato prima con Solinas? Nemmeno una telefonata, nemmeno un caffè per convincere uno a sborsare 550 mila euro? O non ne ha avuto bisogno? Avrà allora avuto un intermediario che gli ha fatto vedere il bene immagino? chi è costui? Sicuramente uno molto bene informato e in grado di dare tutte le spiegazioni a Zedda. Ma Zedda ha visto il bene prima di acquistarlo e di impegnarsi a sborsare 200 mila euro? Quante proposte sono pervenute sul sito? Era pubblicizzata la somma richiesta o, visto il prestigio del venditore era una “trattativa riservata”. E’ stato fatto uno sconto o Zedda ha acquistato senza batter ciglio? Com’è rimasto Solinas quando ha scoperto che Zedda era un fornitore della Regione? Per curiosità ho visto le proposte immobiliari presenti su vari siti di proprietà in vendita in agro di Capoterra, e alla luce di quanto si è appreso nemmeno a Beverly Hills quei ruderi sarebbero costati tanto. Sarebbe interessante sapere perché una società decide di acquistare un rudere per 550 mila euro. Sicuramente un’affare.
    Questo si sta incartando male.

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