Politica

La realtà e l’apparenza

apparenzadi Paolo ManincheddaNon è una novità che ciò che importa non è cio che è vero ma ciò che lo sembra. Non è credibile che si rispettino le procedure selettive, perché troppo spesso non sono state rispettate. Non è credibile che si sblocchino i cantieri, perché sono fermi da sempre. Non è credibile che si risolvano problemi storici, perché se sono storici sono evidentemente irrisolvibili.
C’è un rimedio all’incredulità cinica e alla dietrologia pettegolante? No. Ho sempre in mente la storia del cardinale Jean Daniélou, gesuita, uno dei più grandi teologi del secolo scorso, autore di un libro per me importante (Saggio sul mistero della storia). Bene, quest’uomo venne nominato cardinale da Paolo VI; non era amato dal cardinale di Parigi e neanche dai suoi confratelli gesuiti francesi, perché era colto e perché era amico del Papa. Fatto è che morì a casa di una prostituta. Ovviamente tutta la sua vita perse di significato e passò per ipocrita e puttaniere.  Poi si seppe che la prostituta era nella cerchia di disperati che assisteva con ossessiva discrezione e che era andato a trovarla per portarle i soldi per pagare un avvocato e fare uscire il marito dalla prigione. Poi si seppe che era morto appena entrato in casa stroncato da un infarto. Nessuno, neanche i gesuiti, disse la verità, perché non poteva essere vero che un gesuita fosse un uomo semplicemente onesto, un uomo semplicemente uomo.