La fine della continuità territoriale della Sardegna: lo scandalo della Olbia – Civitavecchia /2

Il 12 marzo scadrà il termine per la manifestazione d’interesse da parte delle imprese di navigazione sulla rotta Olbia-Civitavecchia.
Leggete qui il furbissimo avviso pubblicato dal Ministero dei Trasporti della Repubblica Italiana.
Adesso lo commentiamo.

Il bando dice sostanzialmente questo: chi accetta di fare il servizio d’inverno, quando si registra il fallimento di mercato, lo fa anche in esclusiva d’estate, quando invece il mercato regge, eccome. Questa furbissima pensata, realizzata quando al ministero c’era un ministro che si dichiarava di sinistra, è il prologo evidente a un altro ragionamento: chi va in perdita d’inverno, si rifà d’estate, a saldo zero per la Repubblica italiana e a saldo salatissimo per i Sardi.
Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi, andiamo per gradi.

Innanzitutto la procedura va in contrasto con il Regolamento Comunitario 3577/92 sul libero cabotaggio, in quanto obbliga – con specifica imposizione degli Oneri di Servizio Pubblico – allo svolgimento del servizio nel periodo invernale per poter svolgere il medesimo servizio nel periodo estivo. Ciò potrebbe indurre gli operatori a non partecipare alla procedura perché non interessati a svolgere il servizio invernale. O, al contrario, potrebbe addirittura condurre al completo monopolio (per l’intero anno) dell’armatore aggiudicatario in quanto gli altri operatori che sino ad oggi hanno svolto il servizio nel periodo estivo, in regime di libero mercato, potrebbero rinunciare a tale attività per non avere l’obbligo (e non dover sostenere gli oneri) del servizio invernale.  

Voi potete pensare che la Regione Sardegna, la Regione offerta in ostaggio al miglior offerente in questo bando del Ministero, lo abbia impugnato? Manco per sogno! Troppo impegnativo, troppe pagine da leggere, troppi allegati, troppo tutto.

Quali sono i rischi?

Eccoli:

  • Monopolio puro, situazione assai peggiore di quella attuale, con un unico operatore che svolge il servizio tutto l’anno con l’incidenza negativa sulle tariffe che ciò comporterebbe (aumenti certi nel periodo di punta);
  • Mancati servizi estivi aggiuntivi in un mercato che, notoriamente, in quanto a numeri di trasportato, non può essere gestito da un unico operatore. Quindi meno corse, meno capacità ricettiva.

E su questo entriamo un po’ più nel merito.

Allegato al bando si trova un’analisi di mercato. Eccola qui. Come si può leggere, il mercato passeggeri era in decremento nel triennio 2016-2018, ma in forte incremento nel 2019. Il bando, tra vedere e non vedere, cambia le caratteristiche tecniche richieste per le navi.
Attualmente sono richieste navi capaci di trasportare 1.190 passeggeri (di cui 750 in cabina, 440 poltrone) e 820 auto; il nuovo bando prevede navi capaci di trasportare 600 passeggeri (di cui solo 400 in cuccetta) e sempre 820 auto.

Quindi, il governo della Repubblica italiana sta cercando un monopolista che abbia navi meno capienti delle attuali a fronte di un traffico in aumento. La Regione Sardegna, dinanzi a questa umiliante previsione ha taciuto e tace. Ma tacciono anche gli imprenditori. Quante merci viaggiano su questa rotta? Nella stessa analisi di mercato cui abbiamo fatto cenno, si indica un volume di 760.000 metri lineari (oltre 60.000 camion) pari al 13% del mercato merci della Sardegna. In particolare, su questa rotta transitano merci deperibili in import e, soprattutto, in export che servono i mercati del centro sud italia (oltre 70.000 tonnellate di merci sarde che vengono esportate verso questi mercati).  Ebbene, come abbiamo spiegato nell’articolo precedente, l’omessa analisi della origine/destinazione delle merci diventa fuorviante per la comprensione delle esigenze del mercato e delle aziende sarde, e infatti l’impostazione tecnica/operativa ammessa dal bando va contro le esigenze delle merci di velocità e affidabilità dei tempi di consegna.

Tutto questo accade in una Sardegna priva del senso di sé e dei suoi interessi, affidata dall’elettorato a incompetenti certificati che neanche di fronte all’evidenza del loro grave fallimento sentono il dovere di farsi da parte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare questi tag HTML e i relativi attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>