Politica, Sanità

Inutili bugie sanitarie

Una delle caratteristiche dello scontro politico nei contesti, come quello sardo, tra chi ha e chi non vuole una coscienza nazionale è la disciplina delle verità.
Tendenzialmente, chi nega che i Sardi siano una Nazione che richiede un livello di poteri più avanzato di quello attuale (non ho voglia di replicare a chi dice che non abbiamo utilizzato bene l’autonomia, perché chi lo dice evidentemente non ha accettato la fatica di leggere una bibliografia ormai copiosa che attesta come l’autonomia sia stata una cappa inibente e dannosa per la Sardegna, perché caratterizzata più da ciò che vieta e che da ciò che consente, che spesso non è stato utilizzato perché ininfluente o accessorio o addirittura chiaramente dannoso. Non si può dire a chi vuole la canna e non il pesce, che però può usare i retini per la pesca fluviale), si preoccupa di mostrare l’efficienza dell’ordine costituito per negare l’urgenza di cambiarlo.
Nella sanità sarda si registra una tendenza parossistica dell’Ufficio stampa della Regione a mistificare la realtà in prossimità delle elezioni. I quotidiani, che ormai non esercitano più neanche lo spirito critico di base fondato sulla memoria dei fatti pregressi, ripetono i gloriosi comunicati stampa. La gente salta a piè pari gli articoli incensanti e si fida del proprio istinto che dice che la sanità in Sardegna è non malata, malatissima, agonizzante perché asfissiata da eccesso di controllo politico e di alterazione dei dati reali.
Faccio solo un esempio di come le bugie sanitarie abbiano le gambe corte.
Oggi abbiamo l’annuncio che i conti sanitari sono a posto. Verrebbe da sorridere.
Tuttavia vorrei fare un piccolo esercizio di memoria, che fa ordinariamente chi prende nota delle cose per la cura che deve avere nel difendere gli interessi del proprio popolo.
Leggete qui: L’Unione Sarda del 22 dicembre 2018 riporta l’esultanza del dottor Moirano per 52 milioni di risparmio.
Poi accade che l’Assessorato invii ai dirigenti delle Aziende sanitarie sarde un report che afferma che il risparmio è di 15 milioni e che è dovuto al venire meno di alcuni brevetti che hanno fatto diminuire il costo di alcuni farmaci.
Negli Stati Uniti, per cose di questo tipo, si fanno le valigie in dieci ore. Qui, nel tempo delle élite politiche che mistificano, continua la mistificazione.