Incendi: per capire qualcosa. Dov’è Lampis?

A sentire i tanti organi di stampa che si sono occupati del terribile disastro che ha colpito la natura e le persone nel Montiferru e nel Marghine non si capisce nulla di ciò che è realmente successo e di come è successo.

Da dove è partito il fuoco e perché? L’unico che ha raccontato il disastro con precisione di nomi e ottima conoscenza dei luoghi è stato Giuseppe Centore per La Nuova Sardegna. Riporto la sua cronaca, prima di fare qualche considerazione:
«Il disastro è cominciato a metà mattina. Non ci sarebbe alcuna azione criminale, ma il fuoco sarebbe partito dall’area dove la sera prima, tra Bonarcado e Santulussurgiu, vicino a Sos Molinos si era sviluppato un incendio che aveva interessato una trentina di ettari. A tarda sera le fiamme erano state domate, ma la bonifica non è servita a isolare gli ultimi focolai. E quando nel primo pomeriggio è partito l’allarme era troppo tardi.L’emergenza. Le fiamme sono state notate in località Cracchedu e poi il fuoco velocissimo ha percorso verso nord il canale di Bau e Mela per arrivare a Su Pabarile, sconfinando verso Cuglieri, superando Badde Urbara e lambendo la Madonnina in direzione Cuglieri. Ma prima il fuoco ha lambito il rione alto di Tancadu, provocando l’evacuazione di una trentina di case. Una sessantina di persone sono state ospitate per ore nella palestra comunale».

Quindi, prima c’è stato un incendio venerdì vicino a Sos Molinos, tra Bonarcado e Santulussurgiu; da qui, per una bonifica mal fatta o mal riuscita o non fatta (tutti fatti da accertare) è ripartito l’incendio sabato, notato solo nel pomeriggio, quando il fuoco è ripartito a spron battuto sospinto dal vento.

Chiarito questo, che non è poco, adesso occorre chiedersi se noi Sardi, cioè le nostre istituzioni, siamo stati all’altezza di questa immane tragedia, cioè se abbiamo fatto tutto quello che avremmo dovuto fare per impedirla o per contrastarla al meglio. Sappiamo tutti che adesso è il momento di parlare solo di ristori e di soccorsi, però quando la natura patisce ferite così profonde, il rimedio non è mai immediato, ci vorrà molto tempo, e allora sorge spontaneo chiedersi, per imparare, dove si è sbagliato, come e perché, pur consapevoli che il caso avverso esiste ed è sempre tragico.

La Regione imbarcata Con certezza non ha sbagliato l’Arpas che ha diramato per tempo il bollettino di gravi condizioni avverse per le temperature e per il vento.

Adesso andiamo a vedere la pianificazione, cioè il Piano antincendi.

Il 26 aprile 2021 Solinas e l’assessore dell’ambiente Gianni Lampis comunicavano l’avvenuta approvazione da parte della Giunta delle Prescrizioni antincendio per l’anno 2021. Lampis non mancava di far notare «il ruolo del Centro Funzionale Decentrato, che garantisce quotidianamente, per il periodo di elevato pericolo di incendio boschivo (solitamente, dal 1° giugno al 31 ottobre), l’emissione del Bollettino di previsione di pericolo, che definisce il livello di allerta di un territorio» precisando che «Forestas, nello specifico, contribuirà con le proprie maestranze alle attività di prevenzione nel territorio demaniale regionale e dei Comuni, secondo un progetto finalizzato alla riduzione del rischio incendi e con un grado di priorità in relazione alla presenza di insediamenti civili, turistici, industriali e aree boscate». Prima domanda: questo apparato così descritto e declamato, con un preciso schema di funzioni, ruoli e responsabilità, ha funzionato? E se ha funzionato, che cosa non ha funzionato nella bonifica del primo incendio? Chi ha in capo la responsabilità di questa specifica circostanza? E come mai l’assessore Lampis, orgoglioso di questa pianificazione, in questi giorni di battaglia è assente o silente? È in ferie? Perché tace?

La questione del ruolo dell’assessore dell’Ambiente nei momenti difficili non è banale. È vero che la Protezione civile sta sotto la Presidenza, ma tutti i presidenti hanno poi delegato gli assessori dell’Ambiente per la programmazione e il Corpo Forestale per la gestione concreta del Piano antincendi. Solinas ha dimissionato il comandante del Corpo Forestale nel mezzo della campagna antincendi per esibirne il cadavere amministrativo come prova della sua severità sul pranzo di Sardara, e durante l’emergenza l’assessore dell’Ambiente tace, non si pronuncia, non è al comando. C’è qualcosa di illogico e di non comprensibile.
Cosa sta succedendo nella filiera di comando della Regione Sardegna?

0 commenti su “Incendi: per capire qualcosa. Dov’è Lampis?

  • Salvatore Carboni says:

    Purtroppo non posso sottoscrivere le tesi che riportano tutto all’incendio della vettura. Sono passato intorno alle 11 di sabato mattina sul tratto bruciato nelle ultime curve della provinciale tra Bonarcado e Santu Lussurgiu, poco prima di Sos Molinos, in un tratto ancora relativamente aperto e non incassato tra i pendii, e con danni limitati Era evidente che lo spegnimento fosse stato ultimato e la bonifica completata perfettamente. L’area era di sola macchia bassa, e circoscritta al bruciato di fianco alla strada. Nessun danno nei tratti verdi visibili in entrambi i lati, non si avvertiva neppure odore di fumo. Erano presenti una decina di mezzi antincendio e numeroso personale. Un’ora dopo è scoppiato l’inferno appena più su. Niente mi convincerà mai di una ripartenza accidentale di fuoco che covasse a seguito di quel focolaio ormai domato. Mi dispiace, ma il fronte fuoco già verso le 13 era incompatibile con qualsiasi ripartenza accidentale in una zona ancora pesantemente presenziata. Questo è quello che ho visto e che sono costretto a pensare con rammarico. Il mio bilancio è sconsolato e lapidario: senza cura del territorio fatta seriamente e preventivamente non se uscirà mai. Ed il territorio nei momenti di massimo rischio (come ieri) va pesantemente militarizzato. Ripeto “militarizzato”, niente deve muoversi che non sia monitorato: persone, veicoli, targhe, droni ecc…. Il resto (lo dico rispettosamente) sono chiacchiere inutili). Serviranno decenni per rivedere qualcosa che somigli a ciò che è stato distrutto, io non lo vedrò, lo spero solo per i miei figli e tutti i ragazzi.

  • Chie sunt sos macos irbariados – e namus solu irresponsàbbiles, si lu disizant prus… ‘soft’ – chi zogant cun su fogu?
    Sunt nàschidos, créschidos e bívidos in s’Antàrtide e no in Sardigna?
    S’ant a prenare sa buca de “ristori” pro ‘cossolare’ sa Sardigna de sos disastros pedindhe a s’Itàlia carchi sodhu de su “recovery plan” ispetendhe carchi àteru disastru inventze de fàghere sos totu sos contos cun nois etotu e totugantos, zente chentza definitzione, e mescamente sos políticos e amministradores cun issos etotu?

  • Franco Sardi says:

    Lampis chi?
    Quello del Piano Mancini e dell’Unità di progetto sulla peste suina?
    Forse il Presidente non governa da solo

  • tuttavia il presidentone non ha mancato di far saper ai sardi, dagli schermi di videolina, che queste notti non sta dormendo per seguire questa che è e sarà per noi una vera e propria enorme tragedia
    la mia paura è che, oltre a non essere la prima, non sarà neanche l’ultima, toccandoci i creapopoli
    voglia il cielo che il presidentone scelga di tornare a dormire sonni tranquilli quanto prima

  • Sapete quale è il miglior modo di accedere un fuoco?
    Ora ve lo spiego:
    Si prendono un po’ di legnetti e si dispongono uno sopra l’altro nel verso orizzontale a formare una piramide.
    Ora viene la parte interessante; ..si accende da sopra o da sotto?
    La risposta è controdeduttiva :
    Si accende da sopra;
    perché la fiamma ben esposta al comburente (l’aria),
    non verrà soffocata e i tizzoni ardenti precipitando dall’alto verso il basso, incendieranno veloci le parti inferiori della piramide, -in più ,la fiamma in cima brucia i gas in arrivo da sotto migliorando l’efficienza generale della combustione, ma questo non ci interessa-.
    ..si chiama tecnica Scandinava.

    Due giorni fa è successa esattamente la stessa cosa, un auto ha preso fuoco vicino a Santu Lussurgiu
    (in alto quindi) provocando un medio incendio, era stato domato, ma – lo ipotizzo non ho prove- la bonifica non era stata fatta al meglio;
    …nel giro di poche ore dai fatti le temperature diventano roventi e si alza il vento …. il fuoco riparte dalla cima dei monti, indomabile, a valle spinto dai soffi dello scirocco trovando la piramide di combustibile che nell’esempio della tecnica Scandinava vi dicevo.
    Quando da Santa Caterina ho visto la linea del fuoco verso le sette di sera mi sono venuti i brividi sapendo il pericolo che si correva….
    li in quei Monti ricchi di una vegetazione fitta e monumentale si può intervenire quasi esclusivamente dall’alto, non c’è modo di arrivare con mezzi di terra.
    Il buio stava arrivando e la sola difesa possibile, quella aerea, non poteva più nulla lasciando campo libero al mostro di mangiarsi i fittissimi boschi di Casteddu Ezzu, poi Cuglieri e dirigersi fino al mare…quando ci si è accorti della gravità della situazione ormai restava solo l’opzione della fuga.
    Il punto di innesco, la bonifica del primo rogo mal fatta, il vento, le condizioni meteo, l’imponente area boschiva sottostante ricca di “materia combustibile” è stato il mix del più grande disastro ecologico di cui si abbia memoria nel centro Sardegna.

    È sotto gli occhi di tutti che i piani e le procedure antincendio qui nel Montiferru,per usare un eufemismo, ” non hanno funzionato”.
    Esse vanno riviste nella maniera più radicale ed estrema… non mi interessano neanche le dimissioni di Lampis, del sindaco di Cuglieri e di Santu Lussurgiu, del responsabile della protezione civile, ecc..
    ….devono rivedere tutto dalle basi… se sanno farlo altrimenti fuori dai coglioni e avanti un altro che sappia il da farsi…lo scopo dell’ servizi antincendio Sardo non è quello di dare posti di lavoro pubblici ad amici e compari …ma contrastare la più grande piaga che affligge la Sardegna dalla notte dei tempi.

  • Faceva impressione ieri vedere che quello giocava col telefonino dentro lo stanzone con l’aria condizionata a palla mentre nelle campagne la gente si disperava. “Corpo Forestale, il Presidente Solinas: “Passaggio alla Presidenza, è un traguardo importante atteso da decenni, mantengo un impegno assunto con il Personale. Giusto e doveroso riconoscimento al valore del Corpo, ormai multidisciplinare”
    Il corpo forestale è da alcune settimane passato sotto la Presidenza (come annunciato con roboanti comunicati stampa) di chi può essere allora la colpa dello sfascio? L’ inerzia di Solinas sta distruggendo la Sardegna. Qualche giorno fa, poi la foto diffusa durante la visita di Morelli a Villa devoto: il satrapo solo da una parte del tavolo, gli altri ammassati dall’altra parte. Ieri invece (con la coda di paglia per essere stato assente nei due giorni di incendi) si è fatto riprendere gomito a gomito a far finta di ascoltare mentre giocava col telefonino. Se questo è un presidente .

  • Però una cosa è certa. Gli incendi in Sardegna sono una costante non rinvenibile in questa misura in nessuna altra Regione. Come sopra ricordato 30 anni fa un disastro simile. Ogni anno ci si chiede come andrà la stagione estiva. Io non so se il primo incendio non bonificato sia stato doloso o meno. L’articolo non lo spiega e comunque vi sono tutti gli altri . Siamo sicuri che la mancanza sia nella filiera del comando? Perché se cosi fosse si conterebbero sulla dita di una mano quelle che hanno funzionato in 50 anni. Forse sarebbe il caso di interrogarsi sul comportamento di tanti troppi sardi che non riescono a non fare del male a se stessi e agli altri. A voler essere buoni. Vorrei trovare qualche studio che mi indichi la percentuale di incendi dolosi o colposi in Sardegna. Io un’idea me la sono fatta. Solo cosi si capirebbe se il problema sta in chi non organizza o in tanti troppi delinquenti in circolazione.

  • Claudio Aramu says:

    Sempre precisa e puntuale,la sua disamina sig.Maninchedda,
    e’ un piacere “leggerla”(non per il tema…sob!) Trovo utilissima la sua “controinformazione” o
    chiamiamola , informazione che non c’è! Cordiali saluti.

  • Alcuni parlano di incendio appiccato in due punti da persone. Ora si esclude il dolo? Certo, l’intervento pronto e ben organizzato. Ma anche l’isolamento di chi compie azioni criminali.
    Il rimboschimento è un valore. Per tutti. In Africa con l’aiuto di tutti stanno lavorando in questo senso. E noi?

  • deduco che responsabilita ci sn e come! di gran class.
    intanto dovevano attivarsi immediatamente tt i fronti anticendio #subito🤫
    senza perdere tempo come si capisce il fuoco e come l’acqua forse il piu pericoloso e andata pur molto bene da tragedie senza confine
    qui casca l’asino
    come qui come mai qua
    nn a funzionato immediatamente tutto #igestoridelpiano #A&B
    anno fatto si che nn sembrava tramatico poco ma sicuro
    tipo come e stato il contraditorio #covid19
    impreparati 100% nessuno ci ha capito un cazzo da subito
    resta solo un sordetto, come mai solo ieri 24 luglio #duemillaventuno si sono attivati dll tragedia gli altri rinforzi?
    #solonelpricipizio #sonoarrivatiquasi #tutti
    nn so se rimane incoscente una simile tragedia #tuttospazatovia #tuttoorribilmente #unaguerrasenza #istinzionepura #pensounapura #vergogna.
    v.d

  • Franco Sardi says:

    Da giovane funzionario assegnato alla salvaguardia del patrimonio culturale ero stato portato da due dirigenti regionali, di quelli che che servirebbero oggi, Franco Manca coordinatore generale dell’assessorato della Pubblica istruzione ed Enea Beccu del corpo forestale, entrambi lussurgesi, a fare sopralluoghi sull’enorme incendio di più di 30 anni fa quasi negli stessi luoghi
    Ho visto con i miei occhi due grandi anziani piangere e non l’ho mai dimenticato

  • Filippo Neri says:

    La filiera di comando, all’ambiente così come in tutti gli altri assessorati, non esiste. Ciclistica ente parlando, “un uomo solo al comando” : Solinas.
    Un unico responsabile del disastro Sardegna. Dovunque.

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