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Il miglior aeroporto d’Italia è Cagliari. Ed è a gestione pubblica

Posted on 9 Ottobre 20269 Ottobre 2026 By Paolo Maninchedda 21 commenti su Il miglior aeroporto d’Italia è Cagliari. Ed è a gestione pubblica

Il miglior aeroporto d’Italia è quello di Cagliari. A dirlo non è un comunicato della Regione e neppure della Camera di Commercio, non è uno dei tanti spot che accompagnano ogni annuncio sulla Sardegna che verrà: è AirHelp, società specializzata nell’assistenza ai passeggeri, che ogni anno stila la sua graduatoria degli scali mondiali.

Tre i criteri: la puntualità dei voli, che pesa per circa il 60 per cento del punteggio (in orario significa atterrare entro 15 minuti dall’orario previsto); l’opinione dei passeggeri raccolta tramite sondaggi e la qualità di negozi e ristoranti. Una classifica brutale, pragmatica, poco adatta alle passerelle: esattamente il tipo di misurazione che il viaggiatore medio capisce in un secondo.

Ed è proprio questa misurazione a collocare lo scalo cagliaritano al 71esimo posto nel mondo e al primo tra gli italiani, con appena il 19 per cento dei voli in ritardo e l’1 per cento di cancellazioni.

I sardi, da oggi, possono dire di avere il miglior aeroporto d’Italia. E Aeroitalia, dopo le critiche feroci degli ultimi mesi, può sorridere. Circa la metà del traffico passeggeri e dei voli sulla pista di Cagliari è della compagnia guidata da Gaetano Intrieri, lo stesso amministratore delegato che si è aggiudicato praticamente tutte le rotte della continuità territoriale targata Todde. Non è un caso che sia stato il primo a rilanciare sui social la classifica che premia Cagliari, con un commento laconico e insieme beffardo: «A volte i numeri sono fastidiosi». Per gli altri, evidentemente. Non per lui.

Non sappiamo chi in Sardegna o in Regione abbia avvertito un prurito improvviso alla lettura di un’analisi indipendente sulla qualità dei servizi offerti al Mario Mameli. Sappiamo però che i padroni della società che gestisce quello scalo non hanno brindato e non hanno fatto salti di gioia. Il riconoscimento all’aeroporto gestito da Sogaer, controllata dalla Camera di Commercio di Cagliari, sembra infatti prendersi gioco di quanti, da tempo e con una certa disinvoltura, vanno ripetendo che la privatizzazione dello scalo cagliaritano servirebbe proprio a migliorare le performance e la qualità dei servizi ai passeggeri.

Di contro, i privati prescelti per la futuribile privatizzazione, dal patron camerale e dalla Giunta Todde –  il fondo F2I – non possono neppure vantare un podio con le loro controllate in Sardegna: Sogeaal (Alghero) e Geasar (Olbia). Così, per alcuni, la classifica di AirHelp ha il sapore amaro della beffa. Al secondo posto, dietro Cagliari, c’è infatti l’aeroporto Karol Wojtyla di Bari, gestito da Aeroporti di Puglia spa. Sapete chi la controlla? La Regione Puglia, con il 99,5 per cento delle quote. Pubblico, e pure parecchio.

Le balle, dunque, stanno a terra. Oggi più di ieri. L’aeroporto gestito dal pubblico in Sardegna è il primo d’Italia (perché esiste un pubblico efficiente), e Aeroitalia è la compagnia che ha contribuito al suo successo con la puntualità dei voli e cancellazioni praticamente inesistenti (sebbene per altri aspetti, evidentemente, Aeroitalia non compare tra le prime tre compagnie aeree nella classifica 2025, segno che ha altri fattori da dover migliorare). L’esatto contrario della vulgata critica che si ripete ormai da tempo.

Il che non significa, sia chiaro, che tutto vada bene e che nulla debba cambiare. Significa qualcosa di più semplice e più scomodo: che la favola della privatizzazione come scorciatoia automatica verso l’efficienza ha ricevuto, per una volta, una smentita numerica e firmata da una fonte indipendente. Proprio mentre si continua a raccontare che i privati sono la cura e il pubblico il problema, lo scalo migliore d’Italia è gestito dal pubblico, e quello che si vuole consegnare ai privati senza gara è già il primo della classe. Non ci sono schemtismi in questo campo, solo verifiche empiriche. Si pensi all’altra gestione pubblica della Sardegna, Abbanoa, che invece fa acqua da tutte le parti.

Se qualcuno, in Camera di Commercio o in Regione, ha ancora voglia di spiegare ai sardi perché l’aeroporto di Cagliari debba cambiare mani, si accomodi. Ma lo faccia sapendo che, stavolta, i numeri non sono dalla sua parte. E a quanto pare, i numeri sono fastidiosi davvero.

Aeroporti, Vetrina

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Comments (21) on “Il miglior aeroporto d’Italia è Cagliari. Ed è a gestione pubblica”

  1. Lady Mary ha detto:
    12 Ottobre 2026 alle 07:55

    Ci tengo a chiarire che le mie erano opinioni solo da passeggera. Sulla privatizzazione scandalosa sono irritata quanto e più di tutti voi: non si può spacciare per necessaria una porcata pazzesca come quella. Ma è il modus operandi di chi fa della propria narrazione la copertura delle peggiori magagne degli ultimi quindici o venti anni di amministrazione regionale.
    Non metto in dubbio che Cagliari sia un aeroporto in cui si riesce a gestire un numero abnorme di passeggeri e di voli per le dimensioni dello scalo e per il numero dei dipendenti (146).
    E chiarisco anche che ho letto i parametri che hanno portato a quella classifica: facevo solo presente che magari il parere dei passeggeri non si veicola solo con “mettere una crocetta su: volo in orario, eccetera”, questo non mi pare “parere dei passeggeri”, può essere preso direttamente dalle schedulazioni dei voli.
    Poi ho visto che nei commenti non sono l’unica che ha avuto evidentemente esperienze sgradevoli ai controlli e agli imbarchi, tutte cose evidentemente migliorabili senza una privatizzazione inutile.

  2. N.O. ha detto:
    11 Ottobre 2026 alle 09:47

    Forse è più corretto dire che è una società privata con capitale pubblico.
    Tanti anni fa in una riunione tecnica chiedemmo di dotare le ambulanze con delle radio per comunicare con la torre di controllo. Ci fu risposto che era si una società privata anche se con capitale pubblico.
    Del resto non parlo perché direi solo parolacce.

  3. Mariantonietta ha detto:
    10 Ottobre 2026 alle 10:48

    Una piccola chiosa a quanto già scritto:
    nell’aeroporto di Cagliari funziona in modo ottimale il servizio di ‘volo assistito’, cioè quella serie di pratiche che consentono ai soggetti deboli di poter viaggiare in serenità. Tra tutti gli aeroporti che ho visitato, Cagliari è il più efficiente, ma soprattutto è quello che non ti fa sentire di essere un ‘peso’, un pacco scomodo di cui liberarsi il più velocemente possibile. A tutto lo staff cagliaritano va il mio grazie e il mio apprezzamento.
    Ultima riflessione: in TUTTI i settori lavorativi, se ci sono positività, molto dipende dai singoli uomini e donne che vi sono impiegati, dalla loro preparazione e dal ‘buon senso’ nell’osservanza delle regole da applicare.

  4. Mike ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 21:51

    .Mr Pier h 13:41.& Miss Lady Mary h 07:54
    Mi chiedo se mai abbiate frequentato aereoporti oppure se vi diletta obiettare a prescindere! Dal mio punto dì vista posso dire, a ragion veduta che il transito sia Cagliari sia Bari siano sempre stati ottimi! Posso dire e confermare che, quanto espresso dalla Società AirHelo rispecchia il mio punto di vista nei riguardi degli aereoporti in esame. Inserirei anche Milano-Linate, ottima disponibilità e gentilezza degli addetti! Quello che mi gira i koglioni è il tentativo di stravolgere gli argomenti per appoggiare un certo poltronificio; niente mi vieta di pensare che, visto che il tonno nella scatola è ormai finito, si vadano a cercare altri argomenti per collocare (dentro un’altra scatoletta di tonno da aprire) altri politici trombati! Ad maiora!

  5. Michele ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 16:12

    Il fondo che vuole l’aeroporto e i loro amichetti non saranno contenti di leggere i risultati diffusi da AirHelp.

    Ma tanto per loro c’é GiuntaHelp che ha tanta voglia di cedere una eccellenza pubblica. Perché? Boh.

    Da “oggi le comiche” il commento di PC, forse è uno degli interessati alla spartizione. Chi lo sa. Per ora una cosa è sicura. Il nome è Pier è si è capito.
    Si firma PC. La “C” a questo punto pare essere azzeccatissima per il personaggio, sembra quasi che lo scalo di Elmas gli abbia procurato un dolore fisico. Che il dolore parta dalla paura che rimanga a gestione pubblica?

    Con altrettanto affetto.

  6. Antonio ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 16:02

    Prof evidentemente PC tifa per la privatizzazione

  7. Paolo Maninchedda ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 15:31

    Egregio Pc, mi è capitato di incontrare imbecilli, ma malvagi e suppoenti come lei, di rado.
    Io sono iscritto all’Ordine dei giornalisti pubblicisti.
    La fonte delle notizie è indicata con il link che rinvia alla ricerca realizzata.
    Il problema non è chi è AirHelp o chi sno io, ma chi crede di essere lei.
    Quanto all’euro guadagnato con un clkick, forse non si è accorto che Sardegna e Libertà è completamente priva di pubblicità e non ha accordi con chicchessia per guadagnare sugli accessi.
    Lo Statuto di Giustizia e Libertà, editrice di Sardegna e Libertà, impedisce di svolgere quyalsiasi attività speculativa, ma non di mandare al diavolo un cretino come lei.

  8. Pier ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 13:41

    Paolo Maninchedda,
    1)AirHelp chi è?
    Mai sentito.
    2)Hai il titolo per poter dare notizie fuorvianti?
    3)fai il giornalista professionista?
    4)nel momento in cui traduci notizie riprese qua e là dall’estero o dintorni evita di replicare le stesse identiche parole.
    5)nel momento in cui tu vai e fai un video con la tua telecamera e intervisti persone e responsabili sarai per noi credibile.
    6)il postare notizie a voi che vi fate chiamare “giornalisti” vi sta sfuggendo di mano
    7) non sondate. Calcate la poltroncina per guadagnare un euro a battuta di gente che non sa niente
    8) voglio confermare però che l’aeroporto di Elmas sia un ottimo aeroporto.
    Gestire circa 5.225.000 persone non deve essere stato facile
    Ora perché non vai e ti fai un giretto per prendere notizie e scriverle di tuo pugno?
    Con affetto
    PC

  9. Mario Piras ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 13:20

    Quel “qualcuno” che dovrebbe spiegarci i vantaggi della privatizzazione però non parla. E in realtà non è solo un qualcuno, ma forse sono due. E hanno nomi e cognomi che conosciamo tutti. Ma evidentemente non si possono pronunciare, perché certi nomi non si possono pronunciare con disinvoltura nel dibattito democratico (!) regionale.

  10. isa folliero ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 12:43

    Non concordo, incapacità organizzativa appena sperimentata: fila lentissima e lunghissima ai controlli di sicurezza, il volo comincia a imbarcare in tre minuti, siamo in fila da quaranta minuti, si fa presente la cosa al tipo del fast check che ci risponde: potevate pagare il fast check! A Fiumicino, che gestisce QUALCHE passeggero in più,, in queste situazioni il personale è in grado di leggere il tabellone e convogliare su corsie di controllo al momento meno o non affollate. A Cagliari si chiede di pagare l’ulteriore balzello.

  11. Alessandro ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 12:23

    Sandra Orru non credo che questa continuità territoriale vada bene. Non credo neanche che aeroitalia vada bene, tanto meno oggi che ne ho provato il disservizio, ma in tutte le questioni si deve rimanere lucidi e obbiettivi.
    È vero che paga meno un “continentale” di un sardo, se viaggia con bagaglio a mano. Provi a viaggiare con bagaglio da stiva e si renderà conto come il costo cambia, e dí molto.

  12. Lello ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 10:36

    Scusate il linguaggio un pò crudo, ma è proprio per questo che se lo vogliono pappare i privati. Si intascano trenta milioni di euro, soci di maggioranza, l’aeroporto va più che benissimissimissimo, se lo trovano già bello e pronto e confezionato grazie ai nostri soldi. Un affare. Solo per loro. Poi magari dopo averlo preso, diranno che “eh la gestione privata…” vantando risultati che sono già eccezionali con la gestione pubblica. Spero che chi denigra l’aeroporto non lo faccia con il fine di abbassarne la reputazione e il valore o per giustificarne la privatizzazione.

  13. Sandra Orru ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 10:21

    Buongiorno A proposito di aerei e continuità territoriale. Ieri ho fatto un biglietto Roma Cagliari. Mi sono dovuta spacciare per “continentale” così ho pagato 49.90 Euro. Se mi fossi dichiarata residente in Sardegna avrei speso 62.08 euro. Non capisco….

  14. Alberto ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 08:57

    Aeroitalia ha un buon punteggio per puntualità e opinione dei clienti ma “zero” per la “elaborazione reclamo”, ossia la gestione delle problematiche pre/post vendita. Da qualche parte, insomma, dovevano risparmiare, e hanno tagliato sul rapporto con il cliente.

  15. Tzicheddu ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 08:44

    Sull’aeroporto di Elmas i numeri parlano.
    Già conoscevamo quelli sull’efficienza della gestione, con utili crescenti e un ultimo bilancio disponibile (2024) che segna 146 dipendenti e un fatturato di 64,86 milioni di euro. Per far capire la redditività dello scalo, nel 2024 il fatturato per addetto SOGAER era di oltre 440 mila euro, contro i circa 285.800 euro di fatturato medio per addetto delle società di gestione aeroportuale in Italia !
    A questo risultato, già fenomenale, adesso si aggiunge un giudizio imparziale sulla qualità del servizio, che colloca l’aeroporto al vertice nazionale.
    Che dire, complimenti alla SOGAER, continuate così!
    E invece no, la Camera di Commercio vuole cedere a privati il suo gioiello, ma perchè?
    Perchè cedere a privati uno dei pochi gioielli sardi (e nazionali) della gestione pubblica?
    Lo sa anche un bambino che una gestione pubblica efficiente e attiva non distribuisce utili agli azionisti, che lo scopo del pubblico non è il lucro, e infatti li reinveste o per migliorare la qualità dei servizi o per ridurre i costi per i clienti: in ogni caso li ribalta sulla clientela, cioè principalmente noi sardi.
    Questa operazione, come era da subito evidente, non aveva lo scopo di aumentare la qualità dei servizi aeroportuali grazie all’efficienza privata (tutta da verificare nel caso specifico), ma quello di incrementare il fatturato dei soci (attuali e futuri, palesi e occulti) della F2I, che hanno da tempo individuato bene, con la complicità della Camera di Commercio (Presidente de Pascale, costruttore e proprietario di un nuovo centro commerciale adiacente all’aeroporto) e della Giunta Todde (sotto ricatto dai veri poteri forti), uno dei pochi ossi sardi da spolpare.

  16. Paolo1 ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 08:18

    Lady Mary, questa classifica viene elaborata sulla base di diversi parametri: la puntualità dei voli, gli orari effettivi di arrivo e partenza degli aerei, l’esperienza dei passeggeri e la qualità dei servizi e delle strutture aeroportuali.
    La classifica internazionale pubblicata da AirHelp, che valuta le prestazioni degli aeroporti sulla base di criteri specifici e di dati relativi all’operatività e all’esperienza dei viaggiatori. È quindi opportuno basarsi sui criteri dichiarati, sui dati utilizzati e sulla metodologia adottata, anziché formulare giudizi influenzati da simpatie politiche o interessi di parte, in ciò non mi riferisco a LEI. I risultati devono essere esaminati con obiettività, indipendentemente dalle preferenze personali o politiche.
    In definitiva, ciò che conta sono i dati, la trasparenza dei criteri e i risultati concreti, non le opinioni o le convenienze del momento.

  17. Lorenzo Spano ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 08:17

    Bene i servizi pubblici sempre che ci siano amministratori e dirigenti capaci non nominati dalla politica ma scelti con curriculum. E concorsi non già definiti.

  18. Paolo Maninchedda ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 08:06

    Lady Mary, la classifica è fatta proprio sul parere dei passeggeri. Bisogna leggere prima di commentare.

  19. Lady Mary ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 07:54

    Servizi ai passeggeri di qualità in un aeroporto in cui nemmeno si hanno più posti a sedere, i controlli sono farraginosi e lunghi e non ci sono quasi bagni sufficienti a disposizione dopo i controlli?
    Deve essere un altro aeroporto quello del sondaggio.
    Ma no, facile fare una classifica senza il parere dei passeggeri!

  20. Paolo1 ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 07:37

    Molto spesso si sente dire che le società pubbliche non funzionano. È un’opinione diffusa tra molti cittadini, che associano questa idea ai disservizi che incontrano quotidianamente. Eppure, la realtà è ben più complessa: esistono aziende pubbliche capaci di ottenere risultati concreti, e l’aeroporto di Cagliari rappresenta un esempio significativo. Le dichiarazioni di HairHelp non possono certo passare inosservate in Sardegna, soprattutto alla luce della volontà di privatizzare gli aeroporti sardi. A destare perplessità è anche il modo in cui questa operazione viene presentata, quasi fosse la soluzione ai possibili problemi e disagi del sistema aeroportuale. Ma è davvero così?
    C’è un dato che merita attenzione: secondo le classifiche citate, lo scalo di Cagliari si colloca al 71° posto a livello mondiale e al primo posto tra gli aeroporti italiani, con il 19% dei voli in ritardo e circa l’1% di cancellazioni. Numeri che pongono una domanda legittima: se un aeroporto a gestione pubblica riesce a raggiungere risultati di questo livello, perché la privatizzazione dovrebbe essere considerata necessariamente la soluzione? Privatizzare non significa automaticamente migliorare, così come pubblico non è sinonimo di inefficienza. Prima di presentare la privatizzazione come una risposta ai problemi, sarebbe opportuno dimostrare quali criticità esistano realmente e, soprattutto, quali benefici concreti ne deriverebbero per i cittadini, per i lavoratori e per l’intera Sardegna. Perché non partire proprio dal modello Cagliari? Invece di considerare la privatizzazione come l’unica strada possibile, perché non analizzare ciò che funziona nello scalo cagliaritano e valutare come applicare le stesse buone pratiche anche agli altri aeroporti sardi? Condividere competenze, migliorare l’organizzazione, investire nei servizi e rafforzare la qualità della gestione pubblica potrebbero rappresentare un’alternativa da valutare seriamente, prima di cedere il controllo a soggetti privati.
    La vera sfida non dovrebbe essere stabilire a priori se sia meglio il pubblico o il privato, ma individuare il modello capace di garantire i risultati migliori nell’interesse collettivo.
    Se il pubblico può funzionare, perché rinunciarvi senza prima aver provato a far funzionare tutti gli aeroporti secondo il modello di Cagliari?
    La Sardegna ha bisogno di aeroporti efficienti, connessi e competitivi, ma anche di scelte che tutelino il territorio e i cittadini. E il confronto sulla privatizzazione dovrebbe partire proprio da qui: dai risultati, dai dati e dall’interesse della comunità, non dall’idea che privatizzare sia necessariamente sinonimo di migliorare.

  21. Mario Pudhu ha detto:
    9 Ottobre 2026 alle 07:25

    … tantu za sunt pessendhe a su bene pùbblicu! Lampu!…
    Si aiant nessi cazadu a ciorbedhu, tambene! (chi est sempre tempus e sempre totugantos a ora).

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