Ieri: aumentata la soglia di reddito per accedere alle case popolari,
stanziati 5 milioni per ristrutturare i palazzi di palazzi di Sant’Elia,
modificate le regole per gli inquilini incolpevoli.
Oggi ascoltiamo Olbia sull’idrogeologico

piccoledi Paolo Maninchedda
Ieri molte decisioni pratiche, di quelle che, nelle intenzioni, dovrebbero aiutare a vivere meglio chi sta peggio.
Abbiamo portato a 14.162 euro all’anno il limite di reddito per l’assegnazione delle case popolari (prima era 13.578),  e i due criteri del reddito pro-capite da 1477 a 1544 (attributivo di 2 punti) e da 2462 a 2568 (attributivo di un punto). Niente di eccezionale, sia chiaro: semplicemente si sono adeguati i limiti all’incremento Istat del costo della vita, vecchio di 5 anni.
Abbiamo modificato i criteri per l’accesso ai contributi per gli inquilini morosi incolpevoli e coordinato la normativa con i contributi per gli affitti. In sostanza, sul piano dei criteri si è accettato che la causa di morosità incolpevole possa essere scattata prima del 2013. Per fare un esempio: prima accedevano ai contributi solo coloro che fossero stati licenziati nel 2013 e non avessero pagato l’affitto nel 2014; oggi possono accedervi anche quelli magari licenziati nel 2011 e che hanno cominciato a essere morosi nel 2013.
Abbiamo stanziato 5 milioni 303mila euro per la ristrutturazione dei palazzi di Sant’Elia.

Oggi presiderò a Olbia la Conferenza sull’idrogeologico. Qualche giorno fa abbiamo fatto quella con Teralba e Uta. Stiamo correndo per non perdere la gara darwinista col Governo (chi ha più progetti esecutivi più prende). Speriamo di fare bene oltre che velocemente.