Gas, petto in fuori e cervello in dentro

E dunque la sottosegretaria di Stato Alessandra Todde è inattendibile, secondo il Centrodestra. Perché? Perché è coerente con ciò che il governo ha sempre detto: sulla dorsale del gas il Governo non è d’accordo. Ma chi non è d’accordo, secondo logiche illogiche, è inattendibile.

Chi ha detto che il governo non è d’accordo? Lo ha detto Conte, Giuseppe Conte, ma non risulta lo abbia detto bene, secondo il segretario del Pd sardo (esiste davvero, c’è un segretario). Lo stesso segretario, che evidentemente conosce le posizioni del Governo italiano più del Presidente del Consiglio, dice che non è una posizione di tutta la maggioranza di Governo. No? Sicuro? La maggioranza di governo non è per l’elettrodotto? Sicuro? Conte va in crisi per la dorsale sarda? Sicuro? A tutti risulta di no.

Ma, per curiosità, si è accorto il Pd di essere all’opposizione di una Giunta che, in questa situazione eufemisticamente definibile ‘interlocutoria’ col governo, aveva annunciato l’apertura dei cantieri nella primavera 2020? Risulta all’opposizione che quando la maggioranza dice balle l’opposizione debba farlo notare e non soccorrerla? Ma cosa sono maggioranza e opposizione, suvvia! Francia o Spagna purché se magna, questa è la loro politica, e il gas ha tante pietanze, briciole e commensali.

Si è stati costretti a leggere che il governo deve predisporre l’alternativa alla chiusura delle centrali a carbone sarde. Ma come? Perché se fosse arrivato il gas con la dorsale gli operai espulsi dalle centrali avrebbero trovato lavoro? E chi lo può dimostrare? Nessuno, perché non è vero, è una solenne bugia. Si è cominciato a perdere la partita delle centrali con la mancata tutela dell’essenzialità, ma anche allora, Destra e Sinistra italiana si schierarono con Enel e Terna non con la Sardegna. Oggi la Sardegna non ha uno straccio di strategia per l’uscita, giusta, dal carbone. Allora la si poteva e doveva costruire e finanziare.

Si è stati costretti a leggere che non si sa come verrà finanziato l’elettrodotto siculo. Incredibile. Possono chiedere al Governo i link ai siti dove tutto è chiaro (io non li metto perché mi sono rotto le scatole di lavorare per poltroni specializzati). Possono andare a rileggersi gli atti di Arera che spiegano che mentre l’energia elettrica è considerata un ‘diritto’, con costi coperti da una determinata tariffa anche in condizioni di fallimento di mercato, il gas no.

Ma il dato politico rilevante è che maggioranza e opposizione sanno che la dorsale non porterà il gas in tutta la Sardegna; come pure sanno che i sardi ad oggi non hanno una tariffa unica e che non hanno i poteri per determinarla; come ancora sanno che non è per niente chiaro l’orizzonte energetico in cui si vuole collocare la Sardegna nei prossimi anni; ebbene, sapendo tutto questo, maggioranza e opposizione vogliono comunque i cantieri per la dorsale. Hanno un’idea keynesiana dei cantieri per il gas: l’importante è farli per il lavoro e per la ricchezza di quattro lobbisti dell’appalto o del sub-appalto; non è importante che siano utili. Sembra che Tim abbia fatto scuola: ha fatto utili portando la banda larga, con soldi pubblici, in molti paesi rurali della Sardegna. Al momento di renderla operativa, si è rifiutata di accendere la rete perché non era conveniente. Ecco, maggioranza e opposizione stanno ragionando così: si faccia la dorsale, poi si penserà se usarla oppure no. Un pensiero lillipuziano.

0 commenti su “Gas, petto in fuori e cervello in dentro

  • salute, volevo entrare nella discussione del post precedente sulla costruzione del progetto alternativo-alternanza ma il post odierno stimola ancora di più all’intervento. la società sarda si può dividere, secondo Fanon, in colonizzatori esterni (lo Stato con tutte le sue articolazioni), i colonizzati ( la classe dirigente sarda) ed ultimi i coloni che ambiscono ad essere colonizzati. partiamo dal metano per chiederci se è una operazione coloniale voluta dai colonizzatori oppure è una richiesta di auto colonizzazione voluta dai colonizzati ( classe politica sarda)? ed i coloni che ruolo hanno in questa vicenda? i colonizzati la spunteranno perchè i mezzi che il colonizzatore di turno gli mette a disposizione sono molto più rilevanti dei mezzi dei quattro coloni che si oppongono. per cui son convinto che alla fine il metano arriverà. arriverà come il Mater Olbia, altra operazione auto coloniale voluta da una classe dirigente di colonizzati. questa operazione poi ricade anche su di noi come costo economico.Pazzesco! a mio parere il problema è la classe dirigente – politica sarda ( i colonizzati) che pur di avere considerazione dai colonizzatori ( interviste sui giornali, tv, ” quanto siete bravi voi sardi!”, qualche prebenda sotto banco) che è prona e disposta a tutto pur di restare nelle grazie dello “stato colonizzatore.” abbiamo parlato del metano ma vale anche per l’energia in generale. in sardegna esiste il mercato dell’energia alternativa con una grande produzione di questa che non riusciamo ad utilizzare. sulla essenzialità che giudico come un altro atto coloniale a favore dei colonizzatori ( non sempre è lo Stato). la esportiamo. come si esce da questa situazione? i colonizzati ( classe dirigente politica sarda) a cui è demandato l’elaborazione di un diverso progetto di sviluppo sono proni e questuanti dello Stato. non sono in grado neanche di mandare avanti la realizzazione di una strada iniziata a 4 corsie da ridurre a 2 per volontà dei colonizzatori( lo stato con le sue articolazioni). ed i coloni direte voi? oramai ambiscono a diventare i colonizzati. alle elezioni votano in massa i partiti dei colonizzatori e dei colonizzati 92% dei voti. gli altri sono i voti dei “maquis”. che vorrebbero diventare un ipotetico Fronte di liberazione Nazionale. tutti con il proprio abitino, con le proprie bandiere e con le proprie truppe ( sic!). tornando al post per la costruzione del Progetto Alternativa con chi si fa la Nazione Sarda? sicuramente non con questa classe dirigente colonizzata ne tanto meno con le articolazioni politiche dei colonizzatori. dovremmo essere tutti predicatori e testimoni di un nuovo progetto di sviluppo e di sovranità. dobbiamo parlare di più fra di noi, dobbiamo essere forza di liberazione nazionale democratica e popolare. il nostro campo è ben segnato: siamo con i coloni.

  • A mimi gei mi parit totu debbadas a informai e arrexonai cun ciorbedhus iscallaus chi… vogliono un tubo chi portat… ma ita energia e ita gas?! Portat dinai “per tutti”! Specialmente a chi fa un tubo.
    Ma comenti si fait a informai totu sa genti imbovada de custa “Babelonia”?

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