Politica

Fregature idrogeologiche: i danni subito, i soldi nel 2018.
La Sardegna non ha parenti

fuciedi Paolo Maninchedda
Nell’epoca della realtà ridotta a Uno (Un pianeta, Un dio, Una madre, Un partito, Un Premier); nell’epoca del darwinismo istituzionale (la leale collaborazione tra le istituzioni nella Repubblica italiana è una solennissima cazzata. L’Italia mette ferocemente Regioni e Comuni in gara tra loro e, secondo la presunta ferocia che a detta del barbuto inglese governerebbe la selezione della qualità nella natura e nella storia, la Regione/Comune che vince ha ragione di vincere perché è la/il migliore. Ovviamente, un tedesco come Hitler non ci ha capito nulla e ha sterminato milioni di persone e un altro tedesco come Marx ha detto che i conti tra forza e giustizia non tornano. Io, che non conto nulla nell’Olimpo della cultura europea, penso che la civiltà sia iniziata quando i deboli hanno iniziato a collaborare); nell’epoca del godimento in prestito (la Regione Sarda risolve Igea, il Governo italiano gode a gratis), in quest’epoca martoriata il Governo Italiano ha aperto il tema del Rischio Idrogelologico. In men che non si dica, Patapunfete, ecco aperta la piattaforma Rendis (prima chiusa), ecco l’ordine imperiale: “Caricate i progetti”, ecco la riunione plenaria Governo Regioni svoltasi ieri. Ovviamente la Regione Sardegna si era preparata lealmente e aveva caricato sulla piattaforma i piani di fattibilità e i progetti disponibili. Ovviamente fino a sette giorni fa tutte le Regioni avevano dichiarato di avere più Piani che Progetti, perché i progetti costano e non si può progettare senza coperture finanziarie; ovviamente il Governo aveva detto che questo non era un problema. Ieri i funzionari regionali presenti al Ministero  mi hanno chiamato a fine serata e mi hanno avvertito che se le Regioni una settimana fa avevano dichiarato di avere Piani e non Progetti, magicamente adesso alcune regioni, le solite, avevano tutte solo  progetti esecutivi. Come mai? Presto detto, basta leggere il Sole 24 Ore oggi: perché il capo della struttura tecnica di missione ha dichiarato che per chi ha progetti definitivi e esecutivi i soldi arrivano subito, per gli altri nel 2018. Cosa sarebbe stato giusto fare, invece? Stanziare le somme in base al fabbisogno pianificato, dare il termine del 2017 per l’aggiudicazione degli appalti e mettere le Regioni a lavorare senza fregature dietro l’angolo. Ieri Pigliaru lo ha ricordato a Delrio, ma Delrio non ha fatto in tempo a telefonare a Roma e mentre a Cagliari andava in onda un pezzo della leale collaborazione con la Regione Sardegna, a Roma andava in scena l’ennesima replica della celebre commedia La Sardegna non ha parenti.