Facciamo lo Stato: il mio intervento di ieri in Aula

3 febbraio 2015 06:185 commentiViews: 665

statoPAOLO MANINCHEDDA, Assessore tecnico dei lavori pubblici. La Giunta ringrazia sentitamente il Consiglio Regionale per il lavoro svolto in Commissione, che ha contribuito notevolmente a migliorare il testo della legge.
Si è detto nella discussione generale che si sono scontati dei ritardi. Io chiederei ai consiglieri regionali di dare uno sguardo attento alla cronotassi degli atti legislativi che incidono sulla materia. Vorrei ricordare a tutti loro che la legge numero 191 del 2009 che aveva abrogato l’Ato e che aveva determinato la gestione commissariale disciplinata con due leggi del Consiglio regionale, non aveva proceduto ad emendare il decreto legislativo numero 152 del 2006. Il decreto legislativo 152 del 2006 è stato emendato dallo Sblocca Italia nel novembre del 2014, quindi io credo che ci si possa anche confrontare sui contenuti, su quel che si vuole, la Giunta non obietta alcunché sui ritmi di lavoro del Consiglio e li rispetta perché questa è la sede della sovranità della Sardegna, però che si obbietti sui tempi con questo cadenzamento del quadro normativo italiano mi pare che sia un fatto strumentale che non ha senso, data la gravità dei problemi che abbiamo di fronte.
Il tema della legge va inserito nel quadro dell’insieme delle iniziative che la Giunta regionale sta mettendo in campo per rendere sostenibile tutto il ciclo dell’acqua.
Vorrei ricordare loro l’iniziativa assunta dalla Giunta sui bacini e sulle dighe che oggi ha consentito di costituire di fronte al Tribunale delle acque un contenzioso con ENEL che è strategico per noi e che può arrivare a comporsi in un accordo oppure no, ma che comunque produrrà vantaggi nell’utilizzo dell’idroelettrico per la Sardegna e produrrà gli introiti che consentiranno di mettere in equilibrio il multisettoriale. Va inquadrato nella strategia di risanamento della società Abbanoa che ha visto il tribunale fallimentare recedere dalla richiesta, anzi la Procura della Repubblica recedere dalla richiesta di fallimento dato il miglioramento dei conti; che ha visto ulteriormente migliorare l’efficienza della società posto che la società proprio per iniziativa della precedente Giunta è sottoposta al controllo di un revisore accreditato come la società Deloitte che certifica praticamente trimestralmente il grado di rispetto dell’attività di ristrutturazione a cui era stata condizionata dalla precedente Giunta e che la Società sta rispettando.
Si fa un gran dire della funzione di questa legge eccessivamente limitata rispetto all’emergenza, però le emergenze vanno aggredite per parti. Io ho detto all’inizio di questa avventura assessoriale che la vicenda Abbanoa è come un elefante che si mangia a morsi.
Allora, nella fattispecie, oggi non stiamo parlando del gestore, oggi stiamo parlando dell’ente d’Ambito. E guarda caso, è bene che lo sappiano i colleghi perché ho sentito delle cose veramente, per essere cortesi, non fondate, il problema tariffario, il problema delle cauzioni onorevole Tedde, il problema della cauzione richiesta come se si trattasse di un ministero a una parrocchia non è un problema di Abbanoa, è un problema di una delibera della gestione commissariale del 2011 che ha assimilato le Onlus ai ministeri e agli ospedali, non Abbanoa, non c’entra niente il gestore; e se andiamo a vedere il tema della tariffa, esso riguarda sempre l’ente d’ambito, che avrebbe dovuto adeguarla ogni anno ordinariamente e straordinariamente ogni tre anni e che ha mancato tutti gli appuntamenti e oggi siamo ad un conguaglio obbligatorio di 106 milioni che non dipende dal gestore, che se non fatturasse sarebbe perseguibile penalmente, dipende da chi non ha adeguato le tariffe a suo tempo, cioè dipende dall’ente che oggi noi stiamo andando a riformare.
Questo è il quadro che occorre avere presente.
È in questo quadro la proposta di legge che viene presentata individua, nel rispetto delle funzioni di programmazione, organizzazione e controllo, una modalità di governo assolutamente e totalmente nelle mani degli enti locali.
Sia chiaro, se questo Consiglio regionale ritiene che nell’ente  la Giunta non debba esserci, la Giunta non ci sarà, non c’è nessun problema, non c’è alcun problema, il tentativo è di mettere nello stesso soggetto, lasciando la totale responsabilità in mano ai Comuni, e su questo gli emendamenti annunciati ci vedono assolutamente favorevoli, tutti i soggetti che hanno competenza per scegliere al meglio, secondo il modello per esempio dell’Autorità di bacino. Questo è lo scopo, e ogni decisione che il Consiglio regionale vorrà assumere per migliorare questa funzione vedrà la Giunta assolutamente aderente a questa posizione.
Come pure si deve ricordare che questa legge mette fine ad una grande ipocrisia, perché il sistema idrico della Sardegna non è fatto dalla sommatoria dei sistemi idrici locali, peraltro tutti inefficienti, perché se il gestore dovesse far l’indagine di ciò che produce perdita, dovrebbe tornare indietro a quegli amministratori che hanno fatto male gli impianti, e li hanno fatti molto male, e li hanno consegnati come capitale ad una società che aveva bisogno sia di capitale infrastrutturale che di capitale finanziario, mentre questa Regione non ha mai dato un soldo, se non l’ultima capitalizzazione varata dalla precedente Giunta. Quegli impianti sono fatiscenti e hanno necessità di interventi, ma il sistema idrico della Sardegna non è fatto dalla sommatoria dei sistemi comunali, è fatto dalle connessioni, ossia è fatto anche di ciò che un tempo aveva fatto l’ESAF. Possiamo ritenere che le connessioni e il costo delle manutenzioni e degli interventi su quelle infrastrutture debbano andare su tariffa? Lo chiedo a voi, lo chiedo ai consiglieri regionali. Innoviamo il sistema infrastrutturale e lo carichiamo in tariffa? Oppure è più giusto, come prevede la Giunta, che il sistema infrastrutturale intercomunale sia sostenuto dalla fiscalità regionale e sottratto alla tariffazione? Lo dicano loro, la Giunta dice un’altra cosa, dice che quel sistema infrastrutturale deve essere finanziato dalla fiscalità regionale, non deve andare a tariffa, non deve entrare nel sistema del total cost recovery che oggi guida il metodo tariffario idrico. Questo è lo scopo della legge e siccome le leggi sono assolutamente perfettibili, e grazie a Dio che esistono ancora le assemblee parlamentari che controllano il lavoro delle giunte e lo migliorano, certamente anche questa legge è perfettibile, ma è perfettibile in un quadro, quale quello che si diceva, di alleanza istituzionale. L’idea di creare una polemica artificiosa tra Comuni ed Abbanoa, tra Comuni e Regione è un’idea contro l’idea di Stato, contro l’idea della risposta ordinaria e ordinata ai bisogni. Non si guadagna nulla politicamente nell’accensione del conflitto. Io sono assolutamente d’accordo con chi dice che la Regione non deve essere centralista, ne sono assolutamente convinto. Oggi l’Ambito farà tariffa, adeguamenti tariffari, programmerà gli interventi che andranno a tariffa e che sono sostenuti da tariffa; la Regione, a parte, farà gli interventi infrastrutturali e la Regione onorerà l’impegno preso dai precedenti governi, cioè quello di capitalizzare questa società e di portarla in pareggio, dopodiché ne uscirà. Questa è un’idea di Stato. Non c’è una politica che viva del contrasto istituzionale; il contrasto istituzionale produce debito e produce incremento tariffario sulle famiglie. Il disegno di legge è nella vostra disponibilità, ma queste sono le sue reali intenzioni.

5 Commenti

  • Franco Cappai

    Ahinoi Marco, troppo spesso ho avuto modo di constatare che Sardi fa rima con sordi, e questo è tristemente risaputo.
    Per chi, invece, “sente” benissimo auguro buon lavoro.
    Franco Cappai

  • Il sistema idrico della Sardegna non è fatto dalla sommatoria dei sistemi comunali, è fatto
    ANCHE (aggiungo io) dalle connessioni, ossia è fatto anche di ciò che un tempo aveva fatto l’ESAF

    Acuta ed importantissima osservazione
    Mi pare sia la prima volta che il problema viene affrontato in questi termini
    Complimenti

  • P. Paolo Demuru

    Agli inizi di questa “avventura” di governo del Partito dei Sardi, in quel di Renzo, nei vari interventi su cosa e come si sarebbe dovuta caratterizzare la nostra azione, usai esprimermi in un modo per certi versi normale ed anche scontato. E cioè che aldilà della multilateralità e della cifra di tale azione, la nostra presenza in giunta sarebbe stata giudicata per ciò che avremo dovuto e saputo fare in merito alle responsabilità e competenze a noi direttamente affidate. Ritengo che questo intervento in consiglio regionale rappresenti, sia per l’aspetto ideale che per quello pratico, un momento altamente significativo di questa esperienza e fotografi, in modo abbastanza chiaro, ciò che noi del Partito dei Sardi intendiamo con l’amministrare in nome e per conto dei Sardi, considerando la Sardegna uno Stato Autonomo e Indipendente.

  • Un intervento di elevato livello politico ma anche estremamente pragmatico.
    Sardi avete capito che è ora di finirla di evirarsi per fare dispetto alla moglie?

  • Come sempre, chiaro ed essenziale.

Invia un commento