L’epidemia del mattone e il pentimento all’ultima curva su Castiadas

Premetto che mi occupo della vicenda dell’albergo a cinque stelle di Castiadas perché provocato da un giornalista che ha avuto l’impudenza di dirmi che il progetto era stato approvato dalla Giunta Pigliaru con me in Giunta. Per esperienza, non smontare le bugie sul nascere determina il loro consolidarsi e, con la polizia e l’autorità giudiziaria a tutti note, il serio rischio di ritrovarsi coinvolti, dopo anni, in accuse assolutamente infondate.

Per capire bisogna andare a Castiadas Cominciamo da qui: Delibera n.27 del 31 maggio 2019 del Consiglio comunale di Castiadas.
Il Consiglio comunale di Castiadas è riunito nella “Sala delle adunanze” (così nel verbale: leggere la lingua dei resoconti dei consigli comunali della Sardegna è uno strazio!).
È un momento solenne, le premesse sono tutto e sono lunghe.
Ma per noi sono importanti le date e le carte, perché c’è stato chi ha sostenuto che il progetto dell’albergo in riva al mare a Monte Turnu sia stato approvato dalla Giunta Pigliaru, per di più quando io ero ancora in carica come Assessore ai Lavori Pubblici. Niente di più falso! La Giunta Pigliaru non c’entra proprio un fico secco.

Andiamo per gradi.

In principio una lottizzazione Il piano di lottizzazione venne presentato dalla società Domus Sardinia Srl il 27 marzo 2006.
Il 9.12.2014 il progetto entra a far parte di un programma di sviluppo turistico e viene inoltrata richiesta di finanziamento a Invitalia Spa a valere su un Contratto di Sviluppo approvato e finanziato con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Il valore del progetto è poco meno di 24 milioni di euro, dei quali 11 milioni sono destinati all’intervento di Castiadas e i restanti all’intervento nella ristrutturazione di un altro albergo nel territorio di Arbus. L’albergo previsto a Monte Turnu occupa oltre 12000 metri quadri in zona H1, cioè in una zona di particolare pregio ambientale e naturalistico.

Un direttore generale, non la Giunta Il 20.03.2017 il Direttore generale dell’Assessorato del Turismo, quindi un organo amministrativo, rilascia – come previsto dalla legge – la dichiarazione di coerenza tra il programma della Domus e i piani di sviluppo locale in materia turistica. Ovviamente, l’assenso del Dg dell’assessorato del turismo non poteva in alcun modo riguardare la compatibilità urbanistica e ambientale. Resta comunque assodato che la Giunta Pigliaru non ha mai esaminato il progetto della Domus Sardinia.

Castiadas approva il Puc Il 27 aprile 2017 il Comune di Castiadas approva il Piano Urbanistico Comunale in adeguamento al Piano Paesaggsitico regionale.
L’11 giugno 2017 vince le elezioni la maggioranza guidata da Eugenio Murgioni.
Il 2.08.2017 Invitalia ammette al finanziamento il progetto.
Il 14.12.2017 Invitalia e la società Domus Sardinia stipulano il contratto per l’erogazione dei finanziamenti richiesti, la quale è subordinata alla acquisizione, entro 90 giorni (ma in Italia i termini non sono mai perentori) della documentazione attestante l’avvenuto rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’opera.
Quindi il vero iter urbanistico inizia nel 2018.

Castiadas rinuncia al Puc Il 30 marzo 2018 il Sindaco di Castiadas comunica al Consiglio comunale l’interruzione dell’iter di approvazione del Puc da parte della Regione per difetto di documentazione presentata dallo stesso Comune di Castiadas (no comment). È una decisione, non una presa d’atto e ha un preciso contenuto politico: la decadenza del Puc già approvato dalla precedente amministrazione e la ricollocazione di Castiadas dentro la fattispecie dei comuni costieri che ancora debbono adeguare il Puc al Piano Paesaggistico regionale.
Il 24 agosto 2018 la società Domus Sardinia presenta in Comune i primi elaborati progettuali al Comune di Castiadas. Poi, cambia strategia e il 17 settembre 2018 chiede, sempre al Comune di Castiadas, di accedere all’Accordo di Programma ex art. 28 L.R. 45/89.
Qui dobbiamo fare una piccola pausa di riflessione.

Le leggi urbanistiche della Giunta Pigliaru Dall’aprile del 2015 era in vigore la legge regionale n.8 / 2015, questa sì votata dal Consiglio regionale della Sardegna durante la Giunta Pigliaru (ed è paradossale che sia io a difendere il governo regionale di allora che non mi difese nelle battaglie decisive e non mi ascoltò sulle questioni sanitarie).
In particolare, è indispensabile, per capire qualcosa dell’affaire Castiadas, guardare all’art. 19, comma 1 di questa legge 8/2015, il quale prevede che «I comuni tenuti all’adeguamento dello strumento urbanistico comunale generale al Piano paesaggistico regionale [ e Castiadas è tra questi] devono presentare il piano adottato a tutte le amministrazioni competenti all’espressione di nulla osta, pareri o atti di assenso comunque denominati». Ne consegue che l’intervento di Monte Turnu non era realizzabile secondo il dettato della legge regionale 8/2015.
L’11 gennaio 2019 il Consiglio regionale della Sardegna modifica, con la legge 1/2019 il testo della legge regionale 8/2015, per cui il dettato dell’articolo 20 bis diviene questo. La norma prevede un periodo di massimo due anni per l’adeguamento dei Puc al Piano Paesaggistico a partire dalla data di approvazione della legge di semplificazione del 2018. Nelle more di questo periodo, viene bloccato tutto fuorché una serie di atti, tra i quali, gli atti «connessi alla realizzazione di interventi riconosciuti con deliberazione della Giunta regionale di preminente interesse generale e di rilevanza regionale». Si badi al valore di quel “riconosciuti” che, per il buon senso, dovrebbero essere gli atti già assentiti come tali dalla Regione (giacché la ratio è bloccare tutto ciò che è possibile fino all’adeguamento del Puc, fuorché, appunto, ciò che già è stato approvato) , ma che in una interpretazione bordeggiante potrebbe anche essere inteso come “comunque assentiti”, cioè anche riconosciuti come rilevanti dopo l’entrata in vigore della legge (una cosa aberrante, ma in Italia non inconsueta).

Nuova Giunta regionale Riprendiamo il racconto della storia. La società Domus Sardinia ottiene da Invitalia la proroga straordinaria per presentare le autorizzazioni richieste. Il nuovo termine è fissato al 31.12.2020.
A questo punto la società aspetta gli eventi elettorali.
Il 26 febbraio 2019 Solinas vince le elezioni regionali. A Castiadas il Presidente eletto si afferma con il 58% dei voti. Il futuro assessore e vicepresidente Alessandra Zedda prende a Castiadas solo 12 voti. Il futuro assessore Chessa ne prende 64, risultando, se ho guardato bene i dati, il secondo più votato della coalizione di maggioranza.

L’incontro con gli assessori Il 23 maggio 2019, i neo nominati assessori Quirico Sanna (Urbanistica) e Gianni Chessa (Turismo) incontrano il sindaco, l’assessore del turismo e il responsabile dell’ufficio urbanistico del Comune di Castiadas (se ne dà notizia sempre nella delibera del Consiglio Comunale di Castiadas del 31 maggio 2019) e confermano la disponibilità della Regione a «accelerare l’iter autorizzativo del programma di sviluppo per quanto riguarda la società aderente Domus sardinia Srl». No comment (ad altri avrebbero mandato i Nocs a prenderli solo per averlo pensato!).

Paragrafo della delibera del 31 maggio 2019 del Consiglio Comunale di Castiadas

La delibera di Giunta Dopo questo lungo percorso si arriva alla delibera 17/21 del 1 aprile 2020 che dichiara l’intervento proposto dalla Domus Sardinia «di interesse generale e di rilevanza regionale» (vabbé…).

Il 10 aprile il Presidente revoca la delibera, ma la revoca non è cliccabile.

L’opposizione a pancia all’aria Ora, che gli organi di informazione si siano bevuti il Presidente preso alla sprovvista ci sta pure, perché sono ormai organi che non si pongono domande se non rarissime volte. Ma che i consiglieri di opposizione, anziché levitare in panciolle inattiva sulla presunta rendita di posizione dell’essere per definizione gli avversari della Giunta in carica (ma in realtà sembrano i negoziatori briciolanti. Come non ricordare la visita abbracciati e all’unisono al Mater Olbia a inizio legislatura? Come non ricordare l’astensione dell’opposizione sull’accordo sulle entrate, fallimentare e inattuabile in questa legislatura? Come non notare l’imbarazzante pigrizia nella funzione di controllo?) si siano bevuti questa panzana lascia veramente stupefatti.

Ma i consiglieri di opposizione sanno o non sanno che ogni delibera di Giunta, fuorché quelle fuori sacco – e questa di Castiadas non era per nulla fuori sacco – vengono caricate sulla piattaforma di Giunta digitale? I consiglieri di opposizione sanno fare un accesso agli atti per verificare la data di caricamento della delibera in Giunta digitale? I consiglieri di opposizione sanno o non sanno che l’ordine del giorno della Giunta è fatto dal Direttore generale della Presidenza? I consiglieri di opposizione sanno o non sanno che difficilmente due assessori dello stesso partito del presidente della Giunta incontrano un sindaco per la costruzione di un albergo cinque stelle senza informare sui presupposti e sugli esiti il Presidente della Regione? Lo sanno, lo sanno, ma sono troppo pigri, “pusati” in gallurese, “mandrones” in logudorese, “spiaggiati” in slang cagliaritano per porre il problema.

Solinas esce all’ultima curva E dunque Solinas, che ha fiuto cossighiano sui guai, si è ravveduto all’ultima curva, dopo una lunga panoramica, e ha bloccato tutto. Una storia semplice, di ordinario mattone non crudo cagliaritano.

0 commenti su “L’epidemia del mattone e il pentimento all’ultima curva su Castiadas

  • Come d’abitudine di certi “giornalai” pronti a sparare letame su chiunque senza avere la minima accortezza di verificare le proprie informazioni. Penosi.

  • matteo narteddu says:

    capacita’ di storico straordinaria..storia vera..ma chi si fida della compagnia e del carro di ztrespi Solinas..pericoli in vista..opposizione? di sua maesta’

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