Elettori facenti finzione: consiglieri regionali senza Armadillo

Oggi il Consiglio regionale si riunisce per individuare i grandi elettori sardi per l’elezione del Presidente della Repubblica italiana.

Sarebbe un giorno solenne se questa solenne rappresentanza avesse la coscienza della solennità e la possibilità di esprimerla non solo con il voto, ma anche con la parola. Invece no.
La legge dice che voteranno e non parleranno e loro ne sono contenti.
Quindi solo col voto si potrà rappresentare e far pesare la Sardegna.
Anche se si arrivasse al 21esimo scrutinio, come accadde con Saragat, per eleggere il capo dello Stato italiano, per far pesare, a vantaggio di tutti i Sardi, i tre voti della Sardegna, occorrerebbero circostanze particolarissime e personalità di grandissimo rilievo. Non mi sembra il nostro caso.

Dunque, chiunque verrà eletto dal Consiglio regionale, andrà a Roma a iscriversi disciplinatamente alla sua tribù di appartenenza: chi con la Lega, chi con i centristi, chi con il Pd. Le tribù sono fortissime rispetto all’assenza di un pensiero e di una lealtà profonda per la Sardegna.
Ognuno dei tre eletti voterà per sé, non per la Sardegna; porterà la sua piccola dote di un voto al capo della sua tribù e godrà dei vantaggi della tribù, perché il progresso è tribale e non individuale.
Siamo agli elettori facenti finzione e nulla più.

Il problema è, in ultima analisi, la morte dell’Armadillo. Non è un animale; è la rappresentazione della coscienza secondo Zero Calcare, il fumettista che sta mietendo successi con la sua serie su Netflix.
È un personaggio che pone sempre problemi al protagonista, che gli mostra le cose da un punto di vista opposto al suo, che cambia le prospettive e alla fine lo ingessa nella paura di sbagliare.
In Consiglio Regionale si sono organizzati e, in nome del progresso che richiede azione, hanno assimilato gli armadilli ai maiali infetti e li hanno sterminati con scientifica precisione.
È stata una battuta di caccia epica che finalmente ha eliminato anche i Grilli Parlanti delle favole, immancabilmente schiacciati contro il muro, e li ha sostituiti con questi animali ingombranti e brutti, pretenziosi e meritevoli della caccia col bastone accabbadore.
Le Fate Turchine, tutte coperte dai piedi al collo, da sottane, sottovesti, calze, culotte e lacci e lacciuoli, sono state anch’esse sostituite con guerriere perizomate, sessualmente attive e evocative, dominanti e armate, che ti chiedono solo quanto sei forte e quante probabilità di sopravvivere a lungo hai in condizioni di ricchezza.
Se ti vedono in compagnia di un Armadillo ti sputano in faccia.
Per fare gli elettori facenti-finzione serve la strage continua degli Armadilli, che però ha anche il suo lato economico: i giornali sardi vivono ormai di necrologi armadilliani, non raccontano più la verità – impossibile a dirsi in condizioni servili – ma campano di necrologi coscienziali, di annunci giubilanti di un’altra coscienza uccisa, di dossieraggi ad personam per rendere la strage più accurata. Fanno soldi incentivando il declino, trofeizzando ogni giorno un Armadillo.

Ho truccato il mio Armadillo da tartaruga. Spero di salvarlo.

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