Cultura, Politica

Dormite studenti, dormite, tanto c’è chi lavora per voi

MasterInsieme a tutte le scadenze importanti di questo mese, quelle elettorali, ci sono due date (forse ancora più importanti) per i giovani laureati sardi. Suonerà il 9 gennaio la campanella per l’inizio della presentazione delle domande per il “Master and Back”, e la procedura si chiuderà ufficialmente il 17 febbraio alle ore 13:00, all’indomani delle tanto attese elezioni regionali. Un programma, quello del “Master and Back”, sulla bocca di tutti i politici sardi e sempre accompagnato da elogi brillanti. Ma non è tutto oro quello che luccica! Infatti, seppur questo programma rappresenti un’opportunità determinante per finanziare la formazione post lauream all’estero di alcuni laureati sardi meritevoli, presenta tuttavia diverse “défaillances”, in particolare nella sua ultima forma (si veda il bando di dicembre scorso). Analizzando nel dettaglio i bandi relativi agli ultimi tre anni: 2011, 2012 e dicembre 2013 (disponibili sul sito della regione Sardegna ai seguenti link:
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20110519105908.pdf
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20121205133415.pdf
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_20131220161741.pdf)
è possibile notare come, con il passare degli anni, il bando sia notevolmente mutato in alcune delle sue voci, e non certo in favore degli studenti, con un consistente taglio delle risorse messe a disposizione.
Nel 2011 il numero totale delle borse era 120, divise in due tornate: la prima con scadenza il 31 agosto 2011 e la seconda il 30 novembre 2011 di 60 borse ognuna. Nel 2012 si passa a un numero massimo di 100 borse sempre divise equamente in due tranches: 31 gennaio 2013 e 30 maggio 2013. Per il 2013, udite udite, il programma Master and Back “si propone di finanziare fino a un massimo di 20 borse di studio destinate alla frequenza di percorsi formativi post lauream..”. Non serve essere un abile matematico per rendersi conto, a colpo d’occhio, dell’entità del taglio apportato al finanziamento. Non solo: nel 2011, in riferimento ai master universitari, si dichiara che la borsa sarà calcolata sulla durata effettiva del percorso, e comunque sarà concessa per un periodo massimo di 18 mesi, idem nel 2012, sempre lasciando la possibilità al candidato di partecipare a corsi di durata superiore purché copra autonomamente le spese eccedenti. Per il 2013, invece, sempre per quanto riguarda i master, la borsa avrà una durata massima di 12 mesi pretendendo sempre un carico di lavoro, relativamente al percorso prescelto, di almeno 1500 ore complessive e/o 60 crediti formativi. Quindi, oltre ad aver considerevolmente ridotto il numero delle borse messe a disposizione per il 2013, si taglia anche di 1/3 il periodo del finanziamento.
A completare il quadro sconfortante dei tagli alla ricerca concorre un altro elemento che riguarda soprattutto i giovani interessati a intraprendere l’attività di ricerca scientifica e in futuro, magari, la carriera accademica. Con il 2011 si chiudono definitivamente i finanziamenti concessi ai giovani promettenti sardi che decidevano di iniziare un percorso di Dottorato in Italia o all’estero. 20 le borse ancora disponibili in quell’anno, così suddivise secondo la graduatoria universitaria internazionale QS World University Rankings 2010 (utilizzata nel suddetto bando anche come criterio di valutazione dei percorsi):
Engineering & Technology: 8 borse,
Life Sciences & Medicine: 2 borse,
Natural Sciences: 2 borse,
Social Sciences & Management : 6 borse,
Arts and Humanities: 2 borse.

Già le 20 borse messe a disposizione in un anno, fino al 2011, non erano pienamente sufficienti a finanziare l’ambizione e la bravura dei migliori laureati dei due atenei sardi, come se non bastasse dal 2012 tutti i giovani sardi meritevoli che vogliono frequentare un Dottorato di ricerca dovranno farlo con le loro risorse, non importa quanto siano eccellenti, la Regione li abbandona a se stessi. Dunque, cari studenti, se non l’avete già fatto, correte a bussare alle porte delle università straniere (quelle italiane non è il caso, visto che annualmente c’è già una “guerra” in ogni ateneo per l’attribuzione delle borse e/o dei posti di Dottorato) sperando nella disponibilità e nella benevolenza dei governi e degli atenei che ancora investono nella cultura e nella formazione dei loro ragazzi.
Alla fine della fiera che cos’abbiamo? Tagli: parziali nei finanziamenti ai master e totali per i dottorati. Le priorità del nostro presidente uscente nel corso di questa legislatura sono state altre, e di sicuro la sua attenzione alla valorizzazione dei giovani laureati meritevoli lascia al quanto a desiderare. In ultimo vi chiedo, cari studenti, vogliamo ancora essere rappresentati da persone del genere?
L’informazione è istruzione! In alcuni casi più utile dell’istruzione stessa nella vita pratica. Adesso che sapete, cosa volete per il futuro?

S.C.