Cosa succederà a palazzo nel 2023?

Mi ribello alla somministrazione quotidiana di notizie inutili (quella sul treno Nuoro-Olbia è tra le più dannose, sebbene non manchi di comicità).
Cerco di tenere l’occhio sui fatti strategici.

Oggi è inutile elencare le tante notizie sulla mediocrità incapace di questo governo sardo. È inutile perché è dimostrato che i Sardi hanno una soglia della sopportazione del dolore così alta che si può far loro di tutto. Oggi il click day di Chessa viene per l’ennesima volta bocciato dalla magistratura amministrativa e nessuno, ma proprio nessuno, è sfiorato dal dubbio di avere il dovere di chiedere le dimissioni dell’assessore. È il segno dell’assuefazione.

La notizia vera è che le nuove elezioni regionali si sono fatte più vicine. Spiego perché.

Solinas si candiderà al Parlamento, sia che ci siano elezioni anticipate, sia che si vada a scadenza.
Non sa fare tante cose, ma una la conosce benissimo: preparare i piani di fuga. Le nomine in sanità, con preponderanza di regalini alla Lega, hanno il senso di mantenersi a credito col capo del Centrodestra, che è Salvini. Lo scopo di tanta fedeltà è semplice: una candidatura blindata in Parlamento. Per candidarsi, Solinas non deve dimettersi, solo se verrà eletto si troverà a gestire una incompatibilità. Basterà un po’ di melina concordata, per arrivare il più possibile vicino alla scadenza naturale della legislatura, che è il 2024.
A quel punto, il Centrodestra avrà un altro candidato, ricco, forte mediaticamente, molto innervato nella società sarda, ammiccante e amicone, mutevole e adattabile a ogni desiderio.

Se le elezioni politiche verranno vinte dal Centrodestra, i corteggiatori di Sinistra dell’Udc e dei Riformatori sardi verranno clamorosamente e sdegnosamente respinti e così tutta una legislatura di ammiccamenti finirà in nulla.

Il Pd affronta con assoluta noncuranza questo scenario incombente. La preoccupazione sembra essere se Gavino Manca verrà ricandidato oppure no; oppure chi verrà candidato al Senato al posto di Cucca, o ancora come tentare (la vedo difficile) di scalzare Romina Mura?
In consiglio regionale sono tutti intossicati dalla paura di non sopravvivere e la paura è una pessima consigliera.
Il movimento Nazione Sarda, che stiamo costruendo noi, è troppo fresco per pensare di costruire una leadership; può aiutare, ma difficilmente può vedersi riconosciuta una leadership.

Quindi la vera notizia è che la Sardegna non ha un leader (non che manchino coloro che si sentono tali, ma questo è un altro discorso), ha una classe di governo al potere totalmente inadeguata e quella che potrebbe sostituirla è completamente divisa e disperata, senza re e senza reggia.

È questo vuoto il nostro nemico.

Noi tentiamo ogni giorno, da questo sito e in tanti altri modi, di contrastare il fascino del nulla. Si deve essere realisti e sapere che l’unica speranza è resistere moralmente allo sconforto, tirare su la schiena e affermare che si può fare diversamente, godere della bontà delle proprie convinzioni, anche se costa una grandissima fatica.
Tra questi doveri, c’è quello di non tacere.
Oggi non abbiamo taciuto il fatto negato da tutti: Solinas si candiderà a breve al Parlamento. I dormiti di Sinistra, come dicono a Sassari, sono pregati di svegliarsi.

0 commenti su “Cosa succederà a palazzo nel 2023?

  • È un lungo lavoro … È necessario trovare persone che abbiano qualità di leader e un programma che si può realizzare con ricadute positive per molti. Non dico per tutti perché alcuni interessi vanno scalfiti…
    Partire da un’educazione permanente alla politica, al governo della cosa pubblica?

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