Politica

Cosa resterà della Saras?

morattiSpesso, troppo spesso, per capire che cosa succederà in Sardegna nei mesi a venire, bisogna leggere gli organi di informazione non sardi. Oggi, mentre i quotidiani sardi si arrampicano sulle indiscrezioni di Giunta fondate sul niente, il Sole 24 ore (sempre lui) richiama in prima pagina un articolo pubblicato a pagina 25 (quindi il richiamo in prima ha un ‘certo’ significato).
Che dice il Sole 24 ore?
1) mentre il titolo Saras in borsa guadagna il 35% dall’inizio dell’anno, la Saras ha chiuso i bilanci dal 2009 a oggi con una perdita secca di 150 milioni di euro ( 84 dei quali solo nel nel 2013!). Ne consegue che il titolo si sta apprezzando non sulle performance dell’impianto di Sarroch, ma sulle prospettive di acquisto delle azioni (se io so che un socio sta per acquistare il controllo della società e che quella società varrà di più, almeno in un breve periodo, allora compro il titolo nella speranza di rivenderlo a un prezzo più alto. L’aumento della domanda fa salire il valore delle azioni);
2) tutti i movimenti dei due fratelli Moratti vanno nella direzione della vendita, nelle migliori condizioni possibili, della Saras ai Russi di Rosneft, la società leader nel mondo per la produzione di petrolio (4,87 milioni di barili nel 2013, qualche decimale in più del gigante americano Exxon). La Rosneft è dello Stato Russo, è nata dalle ceneri della Yukos ( il cui ex proprietario Khodorkovsky è stato prima messo in galera da Putin e solo recentemente graziato) ed è guidata da un fedelissimo di Putin: Igor Sechin;
3) la Saras è il contribuente privato principale della Regione Sardegna. Se dovesse chiudere dall’oggi al domani, verrebbero a mancare circa 600 milioni di euro di vecchia tassa di fabbricazione (gli specialisti si astengano dal fare precisazioni sul fatto che oggi questo tipo di tassa è una sorta di accisa);
4) il piccolo market sardo sta diventando il luogo per la spesa di quelli del Qatar (che non tarderanno a comprarsi una squadra di calcio e un giornale) e dei russi (che non mancheranno di essere generosi per comprare il silenzio dei ‘nativi’).
Nel frattempo, i giornali sardi fanno cronaca politica allo stesso modo in cui si fa la cronaca delle corna del paese dal barbiere.