Una regola aurea che si impara da piccoli è non lasciare mai conti in sospeso.
Le strade per applicarla sono tre.
Quella dei banditi, che uccidono.
Quella dei buoni, che perdonano i torti, scontano le proprie colpe in silenzio e si allontanano.
Quella dei politici italiani: annientare l’avversario. Il politico classico italiota, ritiene pericoloso l’avversario che sopravvive alla sconfitta e quindi tendono a non lasciargli via d’uscita, a annichilirlo, a annullarlo. Il risultato è una semina di rancore che si radica in ogni terreno, compresi (…)

Tutto questo non lo trovate nella rassegna stampa della Rai, né nelle colonne dei giornali d’arredamento italiani. Ed è per questo che non capite perché è un bene che Conte si sia dimesso e sarebbe un bene che tornasse a fare l’avvocato. Ma ancora meno potreste capire perché Conte dovrebbe essere sostituito da Di Maio o peggio da Franceschini (Dio ne scampi!), perché giustamente direste che non sono migliori di Conte. O ancor meno capireste un nuovo incarico di Conte (…)