Editoriale

Adesso lavoriamo a un grande soggetto politico

A innantisPer favore, mandate al diavolo il gossip dei giornalisti, le risse, gli insulti i veti. Pensiamo in grande.
Per quanto il nostro risultato sia eccellente, noi dobbiamo considerarlo una tappa. Abbiamo il dovere di costruire un grande soggetto politico della sovranità della Sardegna. Questo deve essere fatto. Guai a farsi catturare dalle piccole competizioni, dai litigi, dall’esibizionismo mediatico. Puntiamo a costruire seriamente un partito della Sardegna, con un serio programma di governo. Leggo in giro molte dotte declinazioni sul reale della Sardegna non aggiornate, astratte e libresche, tutte informae sul ‘dover essere’, sugl auspici e sul modello dell’analisi politica medievale precedente Machiavelli. Non si fa politica descrivendo il modello perfetto (era per l’appunto lo schema dei medievale, lo schema che ha il suo epilogo nelle tente ‘Utopie’ umanistiche). Si fa politica sapendo realizzare il modello possibile e governando verso il progetto ragionevolmente auspicabile. Molte persone istruite hanno letto  molti libri, ma non conoscono la realtà istituzionale, finanziaria, sociale e politica della Sardegna. Molte persone istruite hanno in testa l’idea erronea che per cambiare la realtà occorra sempre ripartire da zero. È un errore grossolano.
Puntiamo a mantenere l’impegno di avviare una fase costituente verso un grande soggetto della sovranità. Mettiamo in moto i processi di avvicinamento a questo risultato: convegni, riviste, federazioni, contatti. Realizziamo ciò che insieme può essere fatto subito. Facciamo arretrare le personalizzazioni. Siamo lontani dalle elezioni, possiamo lavorare liberi dall’attacco delle ambizioni.
Il Partito dei Sardi lo ha già detto e già fatto e continuerà a farlo. I Rossomori lo stanno dicendo e facendo come noi. Ora serve che altri partiti della sovranità dimostrino di voler procedere in questa direzione. Bisogna fondare una novità accogliente e costruire un percorso chiaro per arrivarci. Bisogna convocare il percorso dell’adunanza delle persone che vogliono lo Stato, senza pregiudizi, senza preclusioni. A innantis!