Il 4 novembre il Tribunale del Riesame di Sassari ha accolto la richiesta della difesa del sindaco di Ottana Franco Saba, dopo quasi sei mesi fra domiciliari e carcere. Il collegio avrebbe ritenuto non più sussistenti le esigenze cautelari, mentre il Tribunale di Nuoro aveva recentemente confermato i domiciliari.
La domanda è: sono intervenuti fatti nuovi oppure il Riesame ha valutato diversamente circostanze già conosciute?
Resta il fatto: Franco Saba torna libero e questa è una buona notizia. Anche perché Franco non è uno di quei sindaci prinzipales che ammorbano il panorama politico sardo, non è uno di quei sindaci che hanno fatto del mandato amministrativo un mestiere e che dominano la propria comunità piuttosto che governarla. Franco è una persona normale, fraintesa dai Carabinieri che da circa un ventennio non capiscono nulla di Ottana e controllano arcignamente i buoni per incapacità di circoscrivere i cattivi.
Il processo stabilirà se abbia commesso il reato contestato.
Ma il tempo trascorso agli arresti appartiene già alla sua vita: non è provvisorio, non verrà restituito, non scomparirà con la conclusione del giudizio. Per questo la revoca dei domiciliari impone una domanda sulla necessità delle restrizioni e sulla loro durata. Che cosa rendeva indispensabile tenerlo agli arresti sino a pochi giorni fa e oggi consente di liberarlo? Leggeremo le motivazioni. Intanto resta fermo un principio: ogni giorno di privazione della libertà deve avere una giustificazione concreta e attuale. La gravità di un’accusa, da sola, non può sostituirla.
Ovviamente, La Nuova Sardegna, il giornale giustizialista che si fa scudo del prestigio della Fondazione di Sardegna per non essere travolto dalle critiche che meriterebbe e dalle vendite sempre più evanescenti, ha messo la notizia nelle pagine interne e non nella Prima, dove aveva urlato l’arresto. Si può certamente vivere di alchimie finanziarie e di mercato, ma non per questo ci si può liberare facilmente dall’odio sociale che si semina.

Anche lui vittima incolpevole dei post lincia-mediatici dello scribacchino livoroso e cornuto(come si autodefinì in un penoso post vittimistico per infamare il suo rivale)
Parole Sante! Sono i verosimili esiti di delega che decidono la liberta’ delle persone!
E’ un sistema che fa credere a chi credeva fermamente nella giustizia di non crederci piu’!