Prima è stato aggredito dal Fatto Quotidiano, poi da La Verità, che è come dire da Sinistra e da Destra, ma sostanzialmente dalla stessa ferocia giustizialista.
Si tratta di Gian Piero Scanu, il quale è stato condannato da un giudice sassarese a restituire l’indennità percepita da commissario della provincia di Sassari perché al tempo era pensionato e percepiva il vitalizio da ex parlamentare. I due giornali lo hanno appeso per i piedi e lo hanno esposto alla scarnificazione pubblica. Io ci sono passato (la prima volta grazie al sodalizio tra una giornalista di Procura e un Procuratore) e so cosa vuol dire, per cui reagisco.
Sto vivendo un momento difficile di sfiducia nello Stato. Non avrei voluto occuparmi di questa vicenda, ma quando vedo lo sciacallaggio in azione (lo stesso che ho visto sul cardinale Becciu, di cui nessuno parla più perché tutti hanno capito che era innocente, ma anche che doveva sembrare colpevole al momento giusto, con tutti i vescovi sardi, meno quello di Ozieri, vigliacconi zitti zitti a non proferir verbo) ho come un riflesso pavloviano e scendo in campo. So di potermi permettere di criticare il potere perché vivo monasticamente, avendo certo molti limiti e tanti vizi, ma non quelli del denaro e del potere. E allora combatto anche in conto terzi.
Intanto va ricordato che una circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica prevedeva espressamente che le funzioni commissariali consentissero il cumulo. Eccola qua.
Cito: «Per la loro natura eccezionale, non riconducibile ad alcuna delle ipotesi di divieto contemplate dalla disciplina in esame, devono poi ritenersi esclusi anche gli incarichi dei commissari straordinari, nominati per l’amministrazione temporanea di enti pubblici o per lo svolgimento di compiti specifici. Similmente puo’ dirsi, ovviamente, per i sub-commissari eventualmente nominati».
La facilità della condanna ha dunque qualche pecca ed è meno certa di quel che può apparire (il Pd che ha firmato l’appello per Scanu, dovrebbe finirla di ripetere che si ha fiducia nella magistratura quando le statistiche, non io, dicono che in primo grado sbaglia una volta su due).
Ma la questione Scanu è interessante sotto un altro punto di vista.
Perché Scanu è l’unico pensionato con incarichi richiamato a restituire le indennità percepite come commissario? Solinas ha ampiamente utilizzato pensionati retribuiti (alcuni con parenti illustri), eppure nessuno è stato chiamato dagli enti di appartenenza a restituire l’indennità. Invece la Città metropolitana di Sassari ha chiesto a Scanu la restituzione delle indennità. Perché?
Credo che c’entrino in qualche modo gli atti inviati da Scanu alla Corte dei Conti, dei quali non posso parlare, per il momento, con ipotesi di reato tutt’altro che lievi e che sono le uniche carte, ad oggi, in grado di illuminare uno dei nodi gordiani inestricabili del legame tra politica e amministrazione che caratterizzano la Repubblica Turritana Indipendente dal Diritto.
Gli aggressori giustizialisti della carta stampata hanno confuso la vittima (che già lo era stato di quello militare ai tempi dell’Uranio impoverito, che non ha certo i figli comodamente sistemati nel parastato, ma che anzi ne ha che faticano, come tutti, senza l’aiuto di nessuno, ma con l’ostilità di tanti) col carnefice, ignorando volutamente che il carnefice ha agito perché ha paura della luce che la vittima ha acceso nel suo scantinato.
Se ci riuscirò, pubblicherò i nove esposti di Scanu alla Corte dei Conti, così queste fiere da distruzione psicologica mascherati da cronisti si spuntano un po’ i denti aguzzi e sanguinolenti con la dura realtà della verità, quella che loro non raccontano perché sono complici della cappa che ci sta uccidendo.

Il PD è prono al M5S, che ormai è un comitato elettorale centralizzato, già alleato della Lega. Nel Nord Sardegna avremo rappresentanti che negano di agevolare i propri parenti nei concorsi pubblici, con l’argomentazione che non si può impedire ai propri parenti di partecipare a un concorso pubblico. Omettono di dire che il parente entra discrezionalmente nella PA con rapporto fi somministrazione, vi lavora una settimana e guadagna il titolo per accedere ad un avviso di stabilizzazione che lo vede idoneo. Attendiamo che questi idonei vengano stabilizzati, affinché gli organi di stampa interroghino nuovamente il parente politico.
Non entro nel merito, non conosco i fatti né le persone, ma ho un ricordo indelebile della mia infanzia. Quando la combinavo grossa e mia madre mi inseguiva per casa senza riuscire ad acciuffarmi mi gridava dietro “chi ti curra sa giustitzia”. Sentire quella frase non era granché rassicurante anche perché le marachelle che mi sembravano enormi in realtà erano poco più che sciocchezze, non così la minaccia.
Una ennesima polpetta avvelenata di parte della magistratura. Una forte solidarietà a Gianpiero. Il Pd dovrebbe vergognarsi
C’e ne fossero amministratori della cosa pubblica della dirittura morale e con la schiena dritta come Giampiero Scanu che conosco da 50 anni la Sardegna e la nostra povera Italia girerebbe ben diversamente.Orgohliosamente porta avanti da sempre con fermezza e rispetto per le istituzioni senza compromessi l’esempio morale del sempre presente Prof.Mario Segni.
Ci ha pensato il vecchietto che si nutre di odio e rancore ad aizzare gli altrettanto frustrati seguaci contro Scanu. Sempre pronto a mettere in evidenza tutti i procedimenti, poi quando gli imputati vengono assolti si eclissa.
👏👏👏👏👏