I documenti di Abbanoa, acquisiti e recentemente illustrati dal consigliere regionale Paolo Truzzu, riservano, a chi abbia la pazienza di esaminarli con attenzione, non poche sorprese. Ne darò conto nei prossimi giorni, ma oggi mi concentro su un caso che potrei portare all’attenzione dei miei studenti come esercizio di smascheramento di autenticità documentale (a dimostrazione che lo spirito filologico serve allo Stato più di quanto lo Stato supponga).
Il 30 luglio 2025, il Consiglio di Amministrazione di Abbanoa delibera «di dar vita ad un comitato interno il cui primo compito dovrebbe essere quello di dotarsi di un regolamento che illustri le modalità di gestione della liquidità e che dovrà essere portato all’attenzione del CdA. Il lavoro istruttorio dovrebbe essere affidato ad una Commissione costituita da un membro del CDA, dal direttore finanziario e dal Direttore Generale.
La proposta indica come componenti della suddetta Commissione il consigliere dr. Camilleri, assieme al Direttore Generale e al Dr. Mulas.
A seguito di breve illustrazione, la proposta 64/2025 è approvata all’unanimità».
Qui trovate il verbale della riunione del Consiglio di Amministrazione di Abbanoa, correttamente inserito nel libro verbali del CDA della Società, vidimato dal notaio e dunque non suscettibile di manipolazioni.
Prestiamo un attimo attenzione al contenuto della delibera: il Cda decide di istituire una Comitato interno per la gestione della liquidità il cui primo compito è quello di adottare un regolamento. In vista dell’istituzione del Comitato e dell’adozione del Regolamento, il CDA vara una Commissione istruttrice, composta da tre membri. Ne consegue che i nominati fanno parte della Commissione, ma anche che il Comitato non è stato istituito, dovrà esserlo al termine del lavoro della Commissione.
Ma ecco che Abbanoa fornisce, inserita tra tante altre carte, un’altra delibera del Consiglio di Amministrazione, assunta nello stesso giorno (30 luglio 2025) sullo stesso argomento, questa volta, però, la delibera non si trova nei libri dei verbali del Cda, ma su carta intestata della società, non richiama i presenti, non è firmata dal segretario verbalizzante, ma dal solo Presidente Sardu.
All’apparenza, sembra un atto attuativo della delibera registrata nel libro verbali, ma a leggerla con attenzione è cosa molto diversa:
– non si parla in alcun modo di Commissione istruttrice;
– non si parla in alcun modo del Regolamento sulla gestione della liquidità come atto preliminare da sottoporre al Cda;
– i membri della Commissione istruttrice, secondo la delibera registrata nel registro verbali, divengono membri del Comitato istituito;
– viene conferita una delega gestionale ampissima al Direttore Generale e al Dirigente del settore Contabilità e Bilancio: “Al fine di dare attuazione alle decisioni del Comitato, al Direttore Generale e al Dirigente del Settore Contabilità e Bilancio, anche disgiuntamente, è attribuito ogni potere per esperire qualsiasi operazione con istituti di credito e finanziari diretta all’impiego, anche con l’ausilio di intermediari e consulenti finanziari, in prodotti, titoli e strumenti finanziari della liquidità aziendale”.
Quale delle due delibere è vera, cioè aderente al deliberato del Consiglio di Amministrazione?
E’ possibile che ciò che il verbale del Cda registrato nel registro verbali non riporta, sia contenuto negli atti istruttori, cioè nella proposta 64/2025, ma questa, qualsiasi sia il suo contenuto, doveva evidentemente essere intesa come approvata all’unanimità nel senso determinato dalla riunione del Cda, non nel senso dei contenuti eventualmente in essa presenti, confliggenti col deliberato assunto. In sostanza, se anche negli atti istruttori si parlasse di delega al Dg e al dirigente e non si parlasse di regolamento, nel deliberato si è istituta una commissione e non il Comitato e si è chiesto preliminarmente il Regolamento.
Due atti successivi attestano che è la prima, quella correttamente registrata nel libro verbali, ad essere vera. Il primo è dato dalla segnalazione al collegio sindacale della società, da parte del componente del Cda Anna Maria Busia, datata 22 giugno 2026, relativa al ben noto trasferimento di 246 milioni di liquidità da un istituto di credito ad un altro in ragione, scrive la componente del Cda, della decisione “di un comitato di gestione” e non del Cda, dimostrando correttamente di ignorare l’istituzione del Comitato e della delega conferita al Direttore generale e al dirigente del servizio finanziario.
Il secondo è dato dalla lettera inviata il 25 marzo 2026 dall’allora componente del Collegio Sindacale Francesco Salaris al Consiglio di Amministrazione che, richiamando la delibera del 30 luglio 2025 ricorda al Cda che il Comitato avrebbe dovuto in primo luogo proporre un regolamento di gestione della liquidità da sottoporre al Cda e non procedere autonomamente.
A scandagliare bene le carte fornite all’onorevole Truzzu si ha proprio la sgradevole sensazione di una produzione documentaria del celeberrimo Comitato, che non è semplice verificare rispetto alla cronologia (Truzzu ha chiesto le mail di convocazione dei membri del Comitato di gestione della liquidità, ma gli è stato comunicato che i membri si convocavano a voce; non esiste un registro vidimato dei verbali, solo verbali in carta semplice) ma di questo parleremo nei prossimi giorni.

A mio umile avviso, come già accaduto con la questione degli aeroporti sardi, il campo largo, alla luce dei nuovi avvicendamenti, potrebbe presto essere costretto a tirare le cinghie. Perché qui non stiamo parlando di una realtà privata qualsiasi: parliamo di una società a capitale pubblico, riconducibile a Comuni ed enti. E quando ci sono di mezzo risorse e interessi pubblici, qualche domanda in più non solo è lecita, ma è doverosa.
Ora che l’opposizione ha chiesto l’accesso agli atti, la partita si fa decisamente più interessante. Come abbiamo scritto e sottolineato più volte su questo blog, sarà proprio dalle carte che bisognerà partire per capire cosa sia realmente accaduto, quali siano state le scelte e soprattutto con quali motivazioni. Insomma, adesso è il momento dei documenti.
La presidente, con un curriculum ufficiale in cui si evince che dovrebbe (dovrebbe, poiché, in verità non vi è traccia di alcun lavoro prima del 2014) aver iniziato a lavorare a 36 anni, è maestra della disinformazione (negò, in primis, appena arrivata in Sardegna con ancora il trolley da disfare, l’incarico di sottosegretaria con delega alla transizione energetica). A spese dei sardi, “gira” poi sui social “fabidenndi” di ABBANOA “a tutto spiano”; inoltre, affronta con la faccia di bronzo la questione morale (il suo presidente OMISSIS, tanto per cambiare, il curriculum) rispondendo così a tutti quelli che sui blog le rammentano certe “problematiche”.
Premesso che ABBANO(str)A è un ente pubblico e, in quanto tale, ha l’obbligo di rendere trasparenti/pubbliche le sue attività, siano esse finanziarie siano esse societarie! In tutte queste argomentazioni, attinenti le movimentazioni di soldi pubblici, purché in dotazione dell’ente argomento, manca un qualcosa che mi lascia perplesso. Si decide di utilizzare soldi pubblici, ovvero prebende fornite dai cittadini contribuenti sia in forma diretta sia in altre forme (conguagli a partire da anni Ante Cristum Natum o quant’altro…boh non so e non sia mai comunque ripetitivi nel tempo) ma, ripeto, manca un passaggio: dove è la salvaguardia degli interessi dei cittadini contribuenti! Dov’è la gara d’appalto tale che si possa scegliere il miglior offerente, dove sono le clausole di salvaguardia degli investimenti, dov’è la delibera che stabilisce la migliore offerta e, in ultimo, dove sono i giudici contabili! Ad maiora!
I soci di Abbanoa Regione e Comuni non hanno nulla da dire
Doveroso ringraziare l’onorevole Truzzu per il suo impegno nel fare luce sulle (non poche?) magagne che sembrano esserci. Se aspettavamo il centrosinistra, addio!
Il livello di pochezza di questi soggetti è superato solo dal loro senso di impunità. Un Comitato che gestisce i soldi dell’ente ignorando le regole del CdA, che si convoca “a voce” verbalizzando su fogli volanti. Sembra la gestione della cassa di un condominio allo sbando, non di un ente. Complimenti per l’arroganza, ma la trasparenza è un’altra cosa.
È molto evidente, che abbiamo a che fare con un’ente di comportamento OMISSIS.
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Siamo alle solite marachelle, ma la rabbia che ho e che questi Signori continuano a mettersi in tasca
Sempre più soldi extra, mentre noi poveracci abbiamo dovuto aspettare 16 anni per ottenere la loro grazia di un premio di risultato. CHE SCHIFO