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La Saras: petrolio e guerra in casa

Posted on 17 Settembre 202617 Settembre 2026 By Roberto Meloni 9 commenti su La Saras: petrolio e guerra in casa

di Roberto Meloni

La Saras non è soltanto una delle maggiori raffinerie del Mediterraneo e il perno dell’export sardo: è ormai una pedina di un sistema energetico globale.
Dal 2024 il controllo è passato dalla famiglia Moratti a Vitol, principale trader petrolifero indipendente mondiale, che ha acquisito quasi interamente la società e l’ha ritirata dalla Borsa.
Questa dimensione internazionale, decisiva per comprendere strategie e interessi della raffineria, resta però quasi sempre sullo sfondo delle analisi locali.

Per capire che tipo di società sia Vitol, si può partire analizzando quante volte e come essa sia stata al centro di inchieste e sanzioni.

Nel 2007 negli Stati Uniti si è dichiarata colpevole di aver pagato tangenti al regime di Saddam Hussein per aggirare le restrizioni dell’ONU nell’ambito del programma “Oil for Food”, accettando una sanzione complessiva di 17,5 milioni di dollari.

Durante la guerra civile libica nel 2011 ha rifornito di carburante i ribelli anti-Gheddafi a Bengasi.

Nel 2012 acquistò circa 2 milioni di barili di petrolio iraniano rivendendoli a compratori cinesi, aggirando l’embargo europeo appena entrato in vigore.

Nel 2018 l’autorità francese per la regolazione dell’energia (CRE) l’ha multata per 5 milioni di euro per manipolazione del mercato del gas.

Nel 2020 negli Stati Uniti ha accettato di pagare 135 milioni di dollari per aver corrotto funzionari pubblici in Brasile, Ecuador e Messico in cambio di contratti vantaggiosi. Nel 2023 è stata accusata da ONG e osservatori di aggirare le sanzioni UE contro la Russia acquistando carburante raffinato in Turchia da impianti che lavorano greggio russo; Vitol sostenne che si trattasse di prodotto non di origine russa secondo le norme vigenti, sfruttando quindi un vuoto legale.

Nel 2024 un dirigente di Vitol, John Addison, ha donato circa 6 milioni di dollari alle campagne pro-Trump (di cui 5 milioni al comitato MAGA Inc). Dopo l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro all’inizio di gennaio 2026 e il passaggio del controllo del petrolio venezuelano agli Stati Uniti, la primissima partita di greggio venduta, circa 250 milioni di dollari, è finita proprio a Vitol.

Dunque, quando una realtà industriale strategica viene assorbita da un gruppo di queste dimensioni, controllo, trasparenza e responsabilità diventano questioni che meritano particolare attenzione. La Saras deve essere pensata e raccontata come un’infrastruttura strategica importante nel risiko energetico mondiale. L’acquisizione da parte di Vitol, che ne detiene circa il 95% della proprietà, rende questa caratteristica ancora più evidente, la raffineria di Sarroch non è ai margini del gioco mondiale dell’energia, ma è uno dei suoi tasselli.

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Comments (9) on “La Saras: petrolio e guerra in casa”

  1. Paolo Maninchedda ha detto:
    21 Settembre 2026 alle 18:24

    Ecco, e dunque ci rassegniamo?

  2. Enea ha detto:
    21 Settembre 2026 alle 17:30

    Caro Paolo, oggi è stata inaugurata la wind farm He Dreiht nel mare del nord da 960 MW. Un opera ingegneristica straordinaria a cui hanno partecipato 7 paesi tutti europei. L’Italia ha realizzato le pale, ognuna da 236 metri. Continuo a non capire cotanta avversione sarda all’eolico off-shore e la inesistente protesta per la presenza delle super inquinanti centrali di Portovesme e Porto Torres.
    Su Vitol voglio dire che sono nati commercianti e come commercianti si comportano alla pari di tutti gli altri. Saras trading a Ginevra faceva esattamente le stesse manovre e non è un caso che negli uffici sono rimasti sempre gli stessi personaggi.

  3. Fermaglio ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 21:36

    Sapevo molto di Saras ma poco di Vitol.
    Grazie.

  4. antonio pili ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 16:37

    Paolo, nessuno ha mai detto che è inutile. Quando mai. Non penso, però, che sia un’informativa da “wow” elencare il cursus onorum internazionale di questi top player della raffinazione e della movimentazione del petrolio e degli idrocarburi. Si muovono in un contesto planetario opaco ed in parte anche clandestino…sia con paesi democratici che con stati dittatoriali. Tutti gli organi di stampa nazionali, anche l’Unione Sarda, all’indomani dell’arresto di Maduro in Venezuela e della conseguente appropriazione del petrolio venezuelano da parte degli Usa hanno riferito che il primo cargo partito dal Veneziela pari ad un milione di barili è stato imbarcato nella petroliera Pelagos nel febbraio 2026 ed è stato inviato a Sarroch, alla Saras, a casa nostra, presso la Vitol, per la raffinazione. Cioè dall’altra parte del mondo. E’ ovvio che ci sono intrighi pazzeschi, più grandi di noi, che rendono intuibile quale possa essere il galateo dei comportamenti commerciali. Per quanto riguarda i proventi fiscali, la Saras ha stabilito la propria sede legale ed operativa a Sarroch. Al di là dei tecnicismi, non penso che si possa sminuire l’importanza dei proventi, a 360 gradi, del sistema Saras a vantaggio del nostro bilancio regionale. Con amicizia.

  5. Paolo Maninchedda ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 15:58

    Antonio, non so come possa apparirti inutile un articolo che rivela, con dovizia di rinvii a fonti ufficiali, come la Saras stia dentro un gioco planetario. No “se”, ma “come”. Sicuramente a me sono sfuggite altre inchieste dei quotidiani sardi dedicate allo stesso tema, ma sono un lettore abbastanza attento. Quanto al poter fare a meno o no della Saras, vorrei ricordarti che il maggior gettito derivante dalla raffinazione del petrolio, non entra nelle casse sarde, ma prevalentemente in quelle lombarde, poiché la benzina raffinata paga le accise non quando esce dalla fabbrica, ma quando passa dal deposito fiscale a quello commerciale.

  6. Raimondo/Mundicu ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 10:21

    Buongiorno, dici proprio bene Alfio…
    Se poi leggiamo, su Milano&Finanza di ieri, che Eni completa la cessione del 10% del più grande giacimento offshore della Costa d’Avorio, restando il Gruppo maggioritario, e se pensiamo ancora a quante concessioni di giacimenti, di petrolio e gas natural, possiede ENI (azienda di Stato seppur quotata in borsa), in giro per il mondo, ci viene o no da chiederci “ma all’Italia, povera in canna, cosa gliene viene da tutte le concessioni di petrolio e gas, in questi momenti di forte congiuntura mondiale? ” Non sarebbe ora che un qualsiasi governo chiami al tavolo
    ENI/De Scalzi e gli dica cosa vogliamo fare per aiutare gli Italiani a non soffrire…mentre TUTTE le compagnie energetiche si stanno riempiendo le tasche…sarebbe ora ca.x.zo ❗
    Bona Die

  7. Vince ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 09:54

    Si combattono le rinnovabili in Sardegna, ma si parla poco dei problemi generati dalla Saras e dal gasdotto che sta squassando l’isola.

  8. antonio pili ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 09:33

    E quindi? Qual’è il fine di qust’articolo? Aprirci gli occhi? Fare una denuncia di tipo etico-finanziario? Si, va bè….utile. Ma che la multinazionale Vitol abbia dei manager scaltri e furbacchioni…qualcuno lo dubitava? Mentre i dirigenti delle altre raffinerie sparse nel Mediterraneo e per il mondo vanno tutti a messa la domenica e portano i figli al catechismo? I Moratti che hanno venduto a Vitol davano tutti gli utili alla caritas ed alla Croce Rossa? Ci sono circa 2000 navi fantasma (si calcola) nel mondo, battenti le bandiere più diversificate, che trasportano aumm aumm un pò di tutto, soprattutto petrolio ed idrocarburi vari. Qualcuno dovrà pur raffinarli e distribuirli. Cadere dal pero mi sembra banale. Semmai, io evidenzierei un dato che per l’economia sarda è senz’altro vitale: secondo l’art. 8 dello Statuto Sardo vengono acquisiti nel bilancio regionale i 7/10 del gettito irpef…oggi ires…..e delle ritenute sui redditi da capitale, nonchè i 9/10 sulle imposte indirette (scritto in maniera semplificata). Ci piaccia o no, per il bilancio dei sardi, dei signori della Vitol è più facile parlarne male che farne a meno.

  9. Alfio ha detto:
    17 Settembre 2026 alle 07:33

    E noi come al solito siamo una colonia sulla quale tutti vengono, sfruttano e fanno i Omissis loro senza che ne abbiamo alcun beneficio.
    #sardiniacolunia

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