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Quale massoneria in Giunta?

Posted on 12 Giugno 202114 Giugno 2021 By Paolo Maninchedda 4 commenti su Quale massoneria in Giunta?

Si capirà nei prossimi mesi perché nutro così tanto interesse per la massoneria sarda, e spero di poterlo espliciatre non solo narrativamente ma giudiziariamente.

Nell’attesa, penso sia importante cominciare a descrivere pubblicamente un quadro illuminante del degrado della politica sarda.

In Italia esistono tre obbedienze ufficiali: il Grande Oriente d’Italia, la Gran loggia nazionale d’Italia, la Gran Loggia regolare d’Italia.

Poco importa stare qui a fare la storia delle tre obbedienze. Importa invece ricordare che la seconda ammette l’adesione delle donne.

Quale delle tre obbedienze ha più successo in Sardegna?

Da quando governa la Giunta Solinas, per motivi inspiegabili, l’obbedienza di maggior successo è la seconda, con robuste presenze maschili e femminili, a quel che si può ricostruire, nella Giunta regionale. Altro luogo di successo è Nuoro, luogo di fusione istituzionale tra cattolici e massonici, perché tutto fa brodo.

La cosa interessante è che il ‘carnevale’ del pranzo di Sardara, quello a indignazione momentanea di massa, avrebbe determinato una tensione tra membri del Grande Oriente d’Italia e membri della Gran loggia nazionale presenti nella Giunta e negli staff, tensioni non risolte nei templi massonici, ma neanche con la legge sugli staff, tensioni di egemonia di influenze.

La terza obbedienza, invece, è più diffusa in quel d’Oristano, ha più ambizioni politiche della altre, negozia, media, ordisce. Prima si riuniva nei templi, ora predilige i ristoranti, ma l’odore massonico si sente anche quando si cucina cacciagione. Proprio dentro la Gran Loggia regolare non mancherebbero più intense presenze di esponenti delle forze dell’ordine e questo sarebbe all’origine di alcune tensioni tra corpi dello Stato e settori della magistratura la quale comincia solo ora (perché tendenzialmente addormentata) a capire di essere stata ripetutamente manipolata. In questi ambienti ruotano senatori laticlavi della Repubblica e molti colleghi univarsitari (ma per i chirurghi si dice siano concentrati per legge nel Grande Oriente, come gli avvocati, alcuni dei quali insospettabili per la loro dichiarata militanza cattolica, ma si sa, vi è chi ritiene di poter fare un po’ quel che gli pare, tanto Dio è ‘nascosto’).

Ma se il mondo grembiulato fosse così semplice, sarebbe quasi trasparente.
E invece no.
Perché anche in Sardegna esistono obbedienze spurie come nel resto d’Italia, quelle obbedienze che frequentemente finiscono nelle indagini della magistratura per i rapporti con ambienti equivoci quando non malavitosi.
Una si trova in Gallura. Non è noto se abbia proiezioni sul governo regionale, vi è chi le garantisce, chi le smentisce e chi le garantisce assonnate.

L’altra si trova a Cagliari e sarebbe nata da un tentativo senile del gran maestro Armandino Corona di generare un’obbedienza cui affidare il grande patrimonio di conoscenze, tutte esoteriche, ovviamente, che egli aveva accumulato nel corso della vita. Questa osservanza cagliaritana sarebbe molto riservata ma altrettanto attenta ai ruoli professionali e alle dinamiche del mercato. Anche questa avrebbe proiezioni in Giunta non generate dalla città, ma dalla periferia non periurbana.

Poi c’è il capitolo dei dirigenti dell’amministrazione regionale. La vecchia guardia stava nel Grande Oriente, la nuova con chi ‘promuove’ meglio.

Ecco, questo è il quadretto iniziale. Ne riparleremo.

Massoneria, Politica

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Comments (4) on “Quale massoneria in Giunta?”

  1. Un lettore ha detto:
    13 Giugno 2021 alle 22:51

    Caro Maninchedda, lei da qualche mese ha deciso di rivolgere la sua attenzione verso la Massoneria sarda.
    Della quale mostra di avere un’idea preconcetta molto precisa.
    Deve però capire che sbaglia volondo far di tutta l’erba un fascio. E vado subito a chiarire.
    La Massoneria non è come lei crede un blocco monolitico ove ogni fratello gode degli stessi diritti e poteri. Tutt’altro.
    Ogni Ordine è invece un complesso sistema gerarchizzato dove, a fronte di una sempre più folta manovalanza di capitazione, cui viene fatto intendere di appartenere a qualcosa cui altrimenti non appartiene affatto, vi sono le cosiddette Camere Alte che, a latere della Massoneria del Craft, sono organizzate nei Riti. In pratica innalzamenti di Grado oltre quello del Maestro Muratore.
    Quando lei Maninchedda parla, a proposito della Massoneria, di numeri con tanti 3, si sta già riverendo a questi Riti.
    Ora, badi bene, essendo la struttura piramidale è ovvio che più grande è la piramide più alla sua base la superficie di contatto sarà ampia. E si stupirebbe di quanti piccoli dipendenti, partite iva, piccoli imprenditori e commercianti facciano parte di questa moltitudine assolutamente ignorante di cosa un tempo l’Ordine esprimeva a livello profondo, diremmo esoterico. E la situazione non migliora, creda, nelle Camere Alte, che spesso annoverano la stessa tipologia di adepti, un poco più informata, ma altrettanto negligente sul reale respiro ideale della Comunione cui appartengono.
    Pieni di vanagloria nel Tempio, su quei doveri cui attenersi da uomini trasformati, quanto meschini, pavidi e subdoli nelle piccole convenienze della vita all’interno della stessa comunità associativa.
    Si domanderà se un tempo era diverso? Probabilmente si. O almeno, in parte. Decenni fa c’era maggiore consapevolezza. Ma era la società stessa a fondarsi su differenti crismi intellettuali, e soprattutto le porte dei templi erano ancora protette da una profanità che oggi non conosce limiti, non sente vergogna, e vive l’atteggiamento della perenne impunità dietro il grembiule.
    La differenza vera, quindi, come sempre, sta nella professione esercitata dal fratello e nel suo censo. Questi i reali criteri di discrimine quando le convenienze iniziano ad esserci davvero.
    L’incidente spiacevole cui si faceva cenno nei commenti precedenti, capitato all’interno del Grande Oriente d’Italia, Obbedienza di Palazzo Giustiniani, è solo la riprova che ormai i nostri Ordini sono spesso frequentati da rigattieri, i quali giocano a sentirsi importanti nella più totale assenza di qualsiasi educazione civica ed afflato spirituale.
    Ma lo vediamo anche nei partiti politici, dove i leader spesso sono poco più che venditori d’auto usate. Nessuna nobiltà quindi. Nessuna nobiltà o cavalierato neppure nel tentativo di carrierismo. E qua lei ha la ragione, purtroppo, e tocca un punto molto dolente.
    Cordialità

  2. Maestro d'Arte ha detto:
    13 Giugno 2021 alle 11:33

    Mi permetto di contestare il tono del precedente commento. Il riferimento ai fatti verificatisi all’interno del G.O.I. la scorsa estate, con strascichi anche nell’anno in corso, non possono essere derubricati a semplice scemata.
    L’offesa al Busto in gesso pesante del Grande Oratore Giovanni Bovio nei locali di Palazzo Sanjust e gli oltraggi a due Presidenti della Repubblica Italiana uniti a tutto l’armamentario neofascista pubblicato sui mezzi socials da “Venerabili”, nella letargia assoluta e compiacenza dei vertici apicali sardi e nazionali dell’istituzione, non può essere sottovalutata. È infatti il segnale di un imbarbarimento della morale condivisa. Quella stessa sulla quale poggiano i valori costituzionali della nostra Repubblica. Sono segnali che giustamente Lei, Maninchedda, per altri versi, giudica degni della massima attenzione. Soprattutto poi se sono accaduti, come sono accaduti, nella sostanziale impunità dei protagonisti.

  3. Renato Sitzia ha detto:
    13 Giugno 2021 alle 00:08

    Prof. Maninchedda, voi ci parlate di una Massoneria sarda che esercita influenze, politicamente impegnata nella spartizione di poteri, ma proprio un anno addietro sulle colonne dell’Unione Sarda la Massoneria della prima comunione italiana veniva citata per ben altri affari, cioè lo spernacchiamento operato dall’allora Presidente del Consiglio dei maestri venerabili di Cagliari (poi dimessosi) e suoi sodali di officina di un busto in marmo raffigurante Giovanni Bovio, ex Grande Oratore di idee liberali dello stesso Grande Oriente d’Italia, dei capi di stato Napolitano e Mattarella e dello stesso Gran Maestro in carica. Tutto documentato oltre che dall’Unione Sarda anche dal Giornalista Gianfranco Murtas sul sito online di Giornalia.com.
    Veniva poi attuata la classica operazione di insabbiamento ad opera dei vertici regionali per la quale dignitari e complici siedono ancora sugli scranni delle “luci” di officina.
    La domanda: ma siete davvero sicuro che oltre questi scemi che giocano a credersi massoni ci siano Massoni veri? Capaci di ordire trame al di là dei pranzi con astici e orziadas? Sarebbe una sensazionale scoperta.

  4. Mm ha detto:
    12 Giugno 2021 alle 11:26

    Massoneria? Ricorda altra associazione.

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