Informazione, Politica

87 giorni di silenzio. Spie, cristiani, Acciaro e una tesi copiata fa reato… a Milano

Oggi i quotidiani sardi escono per nulla: non hanno notizie.
I quotidiani italiani oscillano tra il seguire Di Maio sulla nuova Tangentopoli elettorale e l’occuparsi dei broccoli che contrastano il cancro. In Italia i problemi durano un giorno.
In realtà sta accadendo un terremoto nei Servizi Segreti. Secondo un’inchiesta di Repubblica, il governo Conte, e il premier in prima persona, avrebbe chiesto a quattro vicedirettori dei Servizi Segreti italiani di fare le valigie, in modo da avere sei posizioni (due sono vacanti) da occupare con persone di fiducia di questo governo prima che cada.
Questa è una notizia seria, che riguarda la sicurezza e la parte invisibile della sicurezza. Le nomine nei Servizi Segreti seguono regole non scritte da tempi immemorabili: chi va a dirigerli deve avere un curriculum riconosciuto piuttosto che una militanza politica: quando i Servizi sono stati politicizzati in Italia è sempre scoppiato un gran putiferio e tante persone, tra cui non pochi sardi, ci hanno perso tanto.
Mentre dunque in Italia si gioca con lo spread e le spie, in Sardegna cominciano i saldi. Giancarlo Acciaro è stato nominato alla Sogeaal (la società di gestione dell’aeroporto di Alghero) e la sinistra sarda deve solo tacere perché alcune nomine della precedente Giunta furono “politiche” al pari di questa. O si ha in testa la cultura e la struttura di uno Stato diverso da quello italiano, o si deve tacere quando lo stesso modello viene usato dagli avversari, che da opposizione sono diventati maggioranza. Io sono contro il modello, ma mi infastidiscono i travestimenti tra le maggioranze e le opposizioni. Il problema non è Acciaro; il problema è la liquidazione della continuità territoriale aerea che  è la prima grande responsabilità personale di Solinas. Ma chi lo sa e lo capisce, anche nella mediocre e simmetrica (alla Destra) Sinistra sarda, non sta in Consiglio regionale, ma fuori e forse non ha neanche più piacere di spiegarlo a colleghi che non hanno senso dello Stato (Sardo) ma solo fiuto elettorale.
Mentre in questa isola infelice accade tutto questo, mentre a Cagliari il Movimento 5 Stelle fa fuori per l’ennesima volta il suo candidato (e se questo non accade a Sassari o da altre parti, il problema per loro è evidentemente Cagliari), segnalo due articoli diversi per bellezza e tragicità.
Il primo è di Fulvio Scaglione un grande giornalista che nei giorni scorsi era qui a Cagliari e che spiega il ruolo e la vita dei cristiani in Siria da un punto di vista diversissimo da quello cui la stampa italiana ci ha abituato e che ci mostra come occorra una diversa intelligenza per capire il Medio Oriente, cioè l’epicentro del potenziale scoppio di un terzo conflitto mondiale dopo o insieme al Mar Cinese meridionale.
Il secondo è la cronaca giudiziaria milanese che racconta di come è finito temporaneamente nei guai il Presidente della Confindustria lombarda, Marco Bonometti, il quale, secondo l’accusa, avrebbe affidato una finta consulenza alla società della candidata di Forza Italia Lara Comi. Come la Procura di Milano dimostra che la consulenza era fittizia? Con il fatto che lo studio è interamente copiato da una tesi di laurea di uno studente Luiss, tesi reperibile in rete. Al di là del merito giudiziario (è nota la mia totale sfiducia nel sistema giudiziario italiano, dove è sempre auspicabile che fortunosamente si incontri un magistrato di vecchia scuola, con solide basi umanistiche e razionalistiche, viceversa si incontra un incubo), il fatto simpatico è che una tesi è il capo d’accusa, una tesi che è stata bellamente copiata e che è stata identificata come matrice di uno studio che sembra farlocco perché era ed è una tesi pubblica, disponibile in rete. In Sardegna no; in Sardegna le tesi esistono come atti amministrativi, e quindi sottoponibili per legge all’accesso, ma sono segrete. A proposito di segreti, bellissimo avantieri nell’intervista plautina del direttore della Nuova a Solinas il passaggio “basta con gli incappucciati nella lotta alla peste suina”. Quelli, presidente, non sono incappucciati, Lei si è confuso, quelli sono agenti; gli incappucciati sono altri, e non sono tutti cattivi, alcuni sono degli abili compilatori di atti amministrativi inaccessibili!
Oggi è l’87esimo giorno di silenzio della Nuova Sardegna sulle legittime domande sulle procedure di laurea del Presidente della Sardegna.