Per Roma il rischio idrogeologico della Sardegna è a Cagliari.
Ovviamente parliamo di Abbanoa anche oggi.
Toglieremo la cacca dal Cedrino

17 novembre 2014 07:520 commentiViews: 644

kingdi Paolo Maninchedda
Il Ministero dell’Ambiente ha convocato per giovedì prossimo una riunione per il rischio idrogeologico delle aree metropolitane. Convocati per la Sardegna: Presidente della Regione, Direttore del Distretto Idrografico, Sindaco di Cagliari. Torpé? Non censita. Olbia? Non censita. Bitti? Non datur. Terralba? Non pervenuta ecc. ecc.
Sono i primi effetti dell’Area Metropolitana. Il luogo che ha più popolazione richiama, ovviamente e legittimamente, più attenzioni. Il resto del territorio? Un problema scaricato alla Regione.
Lo segnalo per ricordare e ricordarci che l’assetto amministrativo della Sardegna, che dipende da noi, ha effetti a caduta che vanno oltre i collegi elettorali.
Bisogna ricordarci sempre che la cultura italiana ha l’ipocrisia nel sangue. L’Italia ha sempre inseguito le cose grandi, ha sempre avuto il megalismo in testa (un megalismo brutto, ovviamente, i cui monumenti più vistosi sono l’Altare della Patria a Roma e il Palazzo della Corte di Cassazione sempre a Roma), ma sempre con la riserva mentale di infettare la grandeur con i codicilli fottipopolo, con gli arcana imperii. Nell’Italia municipalista di Renzi (Je suis l’Etat, e che caz….!), le aree metropolitane smonteranno regioni e comuni per addivenire a provvedimenti di serie A (urbani) e di serie B (rurali). Per quanto la Sardegna abbia bisogno come dell’aria di una città che pensi e agisca come una città (perché questo è un prerequisito dello sviluppo), la Sardegna non è Cagliari, ma vista da lontano sembra Cagliari. Prestiamo attenzione.
Abbanoa. I commenti in questo blog evidenziano che Abbanoa deve migliorare la qualità dei servizi. Buongiorno! Difficile farlo, però, in un giorno e dopo una lunga storia di saccheggi clientelari, di disordine amminsitrativo, di elenchi di utenti fatti con i piedi, di favori (tu paghi la cauzione, tu no), di conflitti tra pezzi dell’amministrazione regionale, di pessime abitudini parassitarie, di conflitti interni. C’è da lavorare e lo si sta facendo e personalmente, per quello che posso fare da azionista, non manco ogni giorno dal richiamare per migliorare la qualità dei servizi.
Il problema si ha quando, mentre è in corso una rivoluzione di efficienza e trasparenza (alla fine Abbanoa avrà certificati anche i peli dei suoi dipendenti) si diffondono bugie, si creano polveroni, si cerca in tutti i modi di farla andare male, si cerca di screditarla con le banche.
Ieri un amico sacerdote mi ha chiamato lamentandosi per la cauzione. Gli ho chiesto perché non domiciliasse la bolletta in banca in modo da non pagarla. Sono mediamente 200 i sardi che ogni giorno stanno facendo la domiciliazione bancaria.
Oggi l’Unione Sarda valorizza a modo suo (parla di gabella per consumi già realizzati, ma tant’è) la notizia del luglio scorso (onestamente dice anche che la notizia è del luglio scorso) e cioè che Abbanoa ha 106 milioni di euro di conguagli da incassare perché Ato non aveva aggiornato le tariffe a tempo debito (2005-2011). L’Unione fa il suo mestiere (spiega una vecchia notizia che in pochi avevano capito) e io non ho niente da dire su questo. Nel merito, però, è chiaro che non si possono fare condoni tombali. Il magistrato che ha indagato su Abbanoa sa perfettamente che la società non è appesantita dalla gestione attuale, ma dall’eredità ricevuta dal passato su cui incombono questi crediti. Come ho spiegato altre volte, Abbanoa è stata costretta a produrre sotto costo e, di conseguenza, a generare debiti a cui adesso sta facendo fronte. L’Unione fa di conto e scopre che si tratterebbe di 80 euro a famiglia a rate. La Regione che fa? La Regione da quest’estate va in giro a cercare un modo di spalmare questi conguagli in più anni. Ovviamente con chi si è scontrata la Regione? Con i palazzacci romani. Perché i sardi non sanno che esiste una Cassa conguagli nell’Italia dell’Etat c’est moi che è nata proprio per compensare questi casi nel settore elettrico e che è governata dall’Autorità per l’Energia e il Gas che ora è anche Autorità per l’acqua.  Ma, attenzione, nell’Italietta dello scarica barile, la Cassa conguagli è stata usata solo per l’energia elettrica e mai per l’acqua e di conseguenza senza una decisione politica la Cassa, che è gonfia di soldi, non anticipa i conguagli idrici. Mercoledì ci sarà un nuovo confronto a Roma su queste sperequazioni centralistiche dietro le quali, direbbe Luciano Canfora, si nascondono le oligarchie burocratico-politiche che hanno sempre governato la repubblichetta de noatri. Chi sta aiutando la Regione Sardegna? Tre parlamentari sardi tre, un consigliere regionale del Pd e l’entourage di Renzi che, obiettivamente, ci aiuta nelle liti quotidiane con i custodi oligarchici dei soldi di tutti.

Concludo il Bollettino bellico giornaliero con una buona notizia: stiamo lavorando ad avviare i lavori per togliere la cacca dal Cedrino. A quelli che mi dicono che non si vede una politica indipendentista (però sulle servitù militari si è vista; però sulla riapertura della vertenza entrate si è vista, però i ricorsi contro lo Stato non sono stati ritirati, però sulla riapertura del tema della fiscalità di vantaggio si è vista, però sulle politiche energetiche il quadro sta cambiando, però però però….) rispondo che stiamo cercando di dimostrare che sappiamo risolvere i problemi del nostro vivere comune che dipendono esclusivamente da noi e rispetto ai quali veniamo giudicati dai sardi rispetto alle nostre capacità di autogoverno. Per far sì che i sardi si fidino dei sardi bisogna dimostrare che ci sono ragioni per farlo e non ragioni contrarie per non farlo.

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